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Con l’eterologa per tante coppie c’è una nuova speranza

di Stefania Carlevaro

Silvia e Ludovica sono andate in Spagna e, grazie all’eterologa, hanno avuto un figlio. Oggi, caduto il divieto della legge 40 per questo tipo di fecondazione, in Italia cambierà tutto. E molte coppie sterili potranno realizzare il loro sogno

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Silvia e Ludovica sono andate in Spagna e, grazie all’eterologa, hanno avuto un figlio. Oggi, caduto il divieto della legge 40 per questo tipo di fecondazione, in Italia cambierà tutto. E molte coppie sterili potranno realizzare il loro sogno

Sarebbe bastato poco. Sarebbe bastato che il divieto di fecondazione eterologa venisse cancellato un anno fa. E Silvia si sarebbe risparmiata i viaggi alla clinica per la riproduzione assistita di Barcellona e le migliaia di euro spesi per poter stringere finalmente tra le braccia il suo bambino.

Silvia a 35 anni era già in menopausa. E per lei l’unica speranza di avere un figlio era andare all’estero. Perché in Italia la legge 40 vieta la fecondazione con donazione di gameti, cioè con ovuli o spermatozoi appartenenti a persone esterne alla coppia.

Ci voleva la Corte Costituzionale per abolire questo divieto e, come recita la motivazione della sentenza pubblicata la settimana scorsa, per “riconoscere alle coppie sterili o infertili il diritto di avere un figlio”. E a eliminare una discriminazione anche economica.

Silvia, infatti, racconta: «Quando ho scoperto di essere in menopausa precoce mi è crollato il mondo addosso. Con mio marito Luca avevamo appena deciso di provare ad avere un bimbo. Non è stato facile accettare l’idea di ricorrere all’ovulo di una donatrice e di non essere la mamma biologica di mio figlio. Così come non è stato facile trovare i soldi per andare alla clinica di Barcellona».



La menopausa precoce, però, è solo una delle cause di sterilità. «La riduzione del proprio patrimonio ovarico può dipendere anche da altri problemi» ci dice la dottoressa Elena Zannoni, responsabile del servizio di chirurgia conservativa ed endoscopica dell’età fertile presso il Fertility Center dell’Humanitas di Rozzano (Mi).

«Come l’endometriosi, le cisti ovariche oppure le terapie antitumorali. In questi casi spesso dopo svariati tentativi di fecondazione non riusciti, l’eterologa è l’unica via».

Come è successo a Ludovica: «Un intervento per togliere delle cisti endometriosiche mi ha danneggiato le ovaie. Così dopo tre cicli falliti di inseminazione ero sfinita dai bombardamenti ormonali e quasi rassegnata a rinunciare al mio sogno.Ma la mia ginecologa mi ha consigliato di provare con l’ovodonazione in Spagna. E così ho fatto: due mesi fa è nata Cecilia. La gioia più grande della mia vita».

Non può dire altrettanto Lorena, con le ovaie “in riserva” a 37 anni, ma che non ha potuto permettersi di sborsare migliaia di euro per andare all’estero. Ora anche per lei si aprono nuove speranze. Qui a casa.

Fai parte anche tu della schiera di donne che ha lottato o sta lottando per avere il suo bambino? Se hai una storia da raccontare, e te la senti, scrivici. Potresti essere di sostegno a chi aspetta con speranza di riuscire a coronare il suo sogno.

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