Farmaci: istruzioni per l’uso in estate

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Lorenza Pleuteri

Attenzione a come si usano, si conservano e si trasportano i farmaci, quando le temperature si alzano e l’umidità diventa opprimente. Le cattive abitudini estive possono essere pericolose. Ecco alcune linee guida, da utilizzare anche quando si va in vacanza

Basta qualche accorgimento, d'estate, per evitare che farmaci e medicine risentano di caldo e umidità e subiscano alterazioni. E quando l'afa picchia duro, meglio essere particolarmente prudenti. Sole e luce possono interferire sull'azione di pomate e pillole e sulle reazioni soggettive. Per questo l'Agenzia Italiana del Farmaco (www.agenziafarmaco.gov.it) suggerisce alcuni semplici ma utili accorgimenti per evitare spiacevoli inconvenienti legati alla conservazione non idonea o al trasporto non ottimale di blister e falconi.

Farmaci e solleone
"È noto che i farmaci vanno in genere conservati in luogo fresco e asciutto e non a diretto contatto con fonti di calore - ricorda il direttore generale dell'Agenzia, Luca Pani. "In estate occorre dunque un'attenzione ancora maggiore per non rischiare di ritrovarsi ad assumere farmaci inefficaci o, peggio, dannosi per la salute. Raccomandiamo di leggere sempre con attenzione il foglio illustrativo e di consultare il medico o il farmacista in caso di dubbi sull'integrità di un prodotto".

Effetti collaterali
"Gli effetti del caldo sull'organismo - aggiunge il presidente, Mario Melazzini - possono essere acuiti dall'assunzione di farmaci che interferiscono con alcuni processi, ad esempio la termoregolazione, causando conseguenze a volte anche gravi, soprattutto nelle persone più a rischio, come quelle che soffrono di problemi cardiaci, circolatori e respiratori. Inoltre va fatta particolare attenzione ai medicinali che, in caso di esposizione diretta al sole, possono provocare reazioni da fotosensibilizzazione".

Regole base per l'utilizzo dei farmaci
Se l'aspetto di un medicinale usato abitualmente appare diverso dal solito o presenta difetti (particelle solide in sospensione o sul fondo, cambio di colore o odore, modifica della consistenza), consultare il medico o il farmacista prima di ingerirlo, se si hanno dubbi sull'integrità del prodotto.

Se non ci sono specifiche controindicazioni, ad esempio la difficoltà di deglutizione, sono preferibili farmaci in forma solida rispetto agli stessi prodotti allo stato liquido. I medicinali che contengono acqua sono termolabili, in genere più sensibili alle alte temperature. 

Consigli per la conservazione dei medicinali
Per essere sicuri di conservare un medicinale in modo corretto, leggere attentamente le modalità indicate nelle informazioni allegate. Se non sono specificate, tenere il farmaco in un luogo fresco e asciutto a una temperatura inferiore ai 25 gradi. Nel caso non sia possibile, in caso di viaggi o soggiorni fuori casa, trasportalo in un contenitore termico.
Evitare sempre di esporre i medicinali a fonti di calore e a irradiazione solare diretta. Ciò è particolarmente importante, sottolinea l'Aifa, per alcuni farmaci di emergenza, a partire da antibiotici, adrenergici (Adrenalina, Noradrenalina, Isoproterenolo, Dopamina, Dobutamina, Fenilefrina, Metoxamina, Clonidina, Metaproterenolo, Terbutalina, Salbutamolo., Metaraminolo), insulina, analgesici, sedativi.

Tenere i medicinali lontani dal bagno
"Nonostante il nome - dicono sempre gli esperti dell'Agenzia, indicando abitudini buone per tutto l'anno - l'armadietto dei medicinali del bagno è spesso il posto peggiore per conservare i farmaci, a causa dell'umidità elevata e frequente. Meglio optare per un luogo fresco e asciutto, come un armadio di tela posto in un ripostiglio o in camera da letto oppure un mobile da cucina lontano da fonti di calore. È importante anche scegliere uno scaffale a un'altezza di sicurezza, fuori dalla portata di bambini o animali domestici".

Occhio ai portapillole
Meglio evitare l'uso di portapillole esteticamente carini, ma non esplicitamente destinati al trasporto e di farmaci. Non ci sono prove che proteggano le medicine meglio delle confezioni standard. Anzi. Alcuni tipi di custodie potrebbero facilmente surriscaldarsi o rilasciare sostanze nocive e alterare così le caratteristiche dei principi attivi.

Inoltre è preferibile estrarre dalla confezione originale solo la dose destinata alla somministrazione quotidiana. Se si acquistano farmaci, nei luoghi di residenza così come nelle località di villeggiatura, non tenerli per ore in auto al caldo e portali a casa o in albergo appena possibile. Anche medicinali comuni possono produrre effetti potenzialmente dannosi, se esposti a temperature troppo elevate. Pure per i farmaci in forma pressurizzata, cioè spray, valgono le stesse precauzioni: evitare l'esposizione al sole o a temperature elevate e usare contenitori termici per il trasporto.

Umidità e danni
Le strisce per test diagnostici, ad esempio quelle utilizzate per verificare i livelli di zucchero nel sangue, la gravidanza o l'ovulazione, sono estremamente sensibili all'umidità, possibile causa di alterazioni e di un lettura non corretta dei risultati. Invece i farmaci per la tiroide, i contraccettivi e altri medicinali contenenti ormoni sono particolarmente sensibili alle variazioni termiche.
Sebbene d'estate sia difficile immaginare temperature rigidissime, perlomeno alle nostre latitudini, bisogna sempre tenere presente che anche il freddo eccessivo può causare alterazioni dei farmaci. L'insulina e i medicinali in sospensione possono perdere la loro efficacia, se congelati. Mai riporli in ambienti o contenitori con temperature sotto i 2 gradi.

In viaggio
Non utilizzare lo stesso contenitore per farmaci diversi, per risparmiare spazio in valigia: poi si potrebbero avere delle di?colà a riconoscere la tipologia del medicinale, il dosaggio, la data di scadenza.
Quando si a?ronta un lungo viaggio in macchina, ulteriore consiglio, trasportare i farmaci nell'abitacolo rinfrescato dall'aria condizionata o in un contenitore termico. Non servirsi del bagagliaio, perché potrebbe surriscaldarsi eccessivamente. Se i medicinali si devono spedire, scegliere sempre compresse o comunque forme solide.

Come proteggere i farmaci dal sole
Alcuni farmaci possono causare reazioni da fotosensibilizzazione (reazioni fototossiche o foto allergiche, solitamente costituite da manifestazioni cutanee come dermatiti, eczemi, ecc.) a causa dell'esposizione al sole. Controllare attentamente le istruzioni in caso di assunzione di antibiotici (tetracicline, chinolo nici), sulfamidici, contraccettivi orali (pillola), antinfiammatori non steroidei (fans), prometazina (antistaminico). Evitare l'esposizione al sole dopo l'applicazione di gel o cerotti a base di ketoprofene (durate l'uso e fino a due settimane dopo il trattamento) o di creme a base di prometazina, queste ultime spesso usate per le punture di insetti o allergie cutanee. In caso di utiizzo, se non si vuole rinunciare all'abbronzatura, lavare accuratamente la zona interessata, in modo da evitare la comparsa di macchie o, peggio, di vere e proprie ustioni.

Proteggere gli occhi
Non basta mettersi gli occhiali da sole, con lenti originali e certificate. Intorno agli occhi, d'estate, non vanno spalmati prodotti che con il calore potrebbero entrare a contatto con la superficie oculare, cioè tutte le creme solari e le pomate non idonee per l'uso oftalmico.

Sbalzi di pressione
Il caldo può provocare l'abbassamento della pressione pure nelle persone ipertese. La consueta terapia (ace inibitori in associazione o meno con diuretici, sartani, calcio antagonisti, diuretici, beta bloccanti, bloccanti dei recettori alfa adrenergici) d'estate potrebbe richiedere un riadattamento da parte del medico. Idem per le altre malattie cardiovascolari. Assolutamente vietato il fai da te. Le cure farmacologiche in corso non vanno mai sospese autonomamente: uno stop anche temporaneo, senza la prescrizione e il controllo dello specialista, potrebbe avere conseguenze pesanti. Altro consiglio è quello di misurare la pressione in modo costante e assiduo, per monitorare e segnalare eventuali variazioni.

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