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Fecondazione: è ora di scendere in campo per il sì

di Stella Pende
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Una legge ingiusta, contraddittoria, che penalizza le donne. Ecco perché il 12 giugno è giusto votare a favore dei quattro referendum

Una legge ingiusta, contraddittoria, che penalizza le donne. Ecco perché il 12 giugno è giusto votare a favore dei quattro referendum

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Eppur si muove! Finalmente il grande circo mediatico della fecondazione assistita si è deciso ad aprire porte e "gabbie". Fino a oggi infatti buio in tv. Zero, o quasi, sui giornali. Tanto che un sondaggio di Panorama scopre che almeno il 66,6 per cento degli 800 intervistati non conosce il tema dei quesiti referendari. Da qualche giorno, invece, i giornali cominciano a intervistare dive e parenti. Claudia Gerini dice sì. Barbara De Rossi no. Mentre Amanda Sandrelli metterà quattro croci sul sì perché crede che: «Un figlio esiste nel momento in cui lo desideri».

Ci sono, naturalmente, anche le astenute. La deputata Santanché, per esempio, dichiara in tv che non andrà a votare perché: «Decidere su una questione di vita non le pare giusto». Noi, io, invece, proprio perché questa legge è un affronto alla vita, perché contraddittoria e feroce contro le donne, andremo a votare sì. E speriamo che chi ci legge possa fare altrettanto. In assoluta libertà s'intende. Cercherò di dire perché per noi questa legge è ingiusta e cattiva.

Per saperne di più:

Leggi il dossier sulla procreazione assistita. Ti aiutiamo a capire quali sono i quesiti del referendum, mettendo a confronto le diverse opinioni

Chi, per cominciare, può aiutarci meglio di Umberto Veronesi? «È una legge piena di contraddizioni. Per esempio, impone che tutte le cellule fecondate, fino a un massimo di tre, siano impiantate nell'utero. Se funziona, ecco una gravidanza plurigemellare che mette a rischio la salute dei futuri feti. Ma se, come è auspicabile, ne attecchisce uno solo, significa che gli altri due muoiono. Che è proprio quello che la legge, che dice di voler proteggere l'ovulo fecondato, non vuole». Vero. Questa legge, poi, impedisce di nascere a molti bambini, e vieta di guarire altrettanti malati.

Nega, infatti, la ricerca sulle cellule staminali ricavate da embrioni destinati a morire. Non è inutile ricordare quante odiose e mortali malattie, dall'Alzhaimer a quelle vascolari e cardiologiche, la suddetta ricerca potrebbe aiutare e a breve perfino debellare. Perché condannare malati curabili? Perché non ascoltare la voce della scienza? Inoltre la legge costringe chi vuole un figlio a tutti i costi a diventare emigrante della maternità e della paternità. A Barcellona, Londra, Kiev si può accedere a tecniche procreative che la legge 40 vieta. Ma quello che è chiamato troppo allegramente "turismo procreativo" è una prova dura.

Paure, tensioni, luoghi sconosciuti, medici lontani... Infine chi e quanti possono permettersi il viaggio della speranza? «Siamo già tediati da vite e destini misurati solo sulla ricchezza» dice la deputata Giovanna Melandri. «Adesso abbiamo anche una legge che decide che solo i ricchi possono avere figli in provetta». Per capire, bisognerebbe leggere la lettera che una madre anonima ha scritto a Corrado Augias su la Repubblica: «Sono dovuta andare lontano... poi sono rimasta incinta al terzo impianto. Guardando indietro, mi chiedo se io e mio marito abbiamo mai fatto nulla di male. Poi guardo il mio bebè e mi emoziono... Sono una persona religiosa e non penso che Dio possa mandare in terra un piccolo angelo senza che questo sia veramente giusto».

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