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Le foto più emozionanti di oggi

di Roberta Lancia, Mara Minoia, Samantha Pascotto

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Ogni giorno nella redazione di Donna Moderna arrivano migliaia di immagini dai fotografi di tutto il mondo e tra queste scegliamo le fotografie quelle che ci emozionano di più, che ci fanno riflettere, meravigliare, indignare, sorridere.
Si è votato nel Regno Unito per eleggere i 650 deputati di Westminster e formare il prossimo governo britannico. Theresa May si trova nella difficile posizione di affrontare e rispondere agli attentati terroristici avvenuti a Manchester e Londra e contemporaneamente ridare fiducia alla popolazione. Ma è difficile garantire la stabilità senza la maggioranza assoluta…

Sull’altra sponda dell’oceano, negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha dichiarato l’uscita degli Usa dagli accordi sul clima sottoscritti a Parigi nel 2015 da 195 nazioni. Insieme a lui, solo Siria e Nicaragua. Comunque di per sé il 'no' di Trump, non basta a far saltare l'accordo raggiunto due anni fa sotto l'egida delle Nazioni Unite. Perfino la Cina, che l’ex presidente americano Barack Obama aveva convinto ad aderire all’accordo, ha assicurato che andrà avanti insieme all’Europa sugli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti. Il famoso attore statunitensi Brad Pitt ha fatto un intervento satirico a sorpresa sulla rete americana Comedy Central nei panni di un buffo metereologo: nella cartina alle sue spalle vediamo il mondo afflitto da surriscaldamento globale, in Africa come negli Stati Uniti.
Con l’analisi dei dati si fa tutto, anche le previsioni del tempo. Nel futuristico centro di calcolo del clima tedesco (DKRZ o Deutsches Klimarechenzentrum) di Amburgo si trova il supercomputer "Mistral", installato nel 2016. Il DKRZ utilizza il computer per analizzare i cambiamenti meteorologici attuali e creare simulazioni per la futura attività climatica. Il computer ha 90.000 nuclei di calcolo e utilizza 64 robot per gestire le sue librerie con una capacità di 500 petabyte.

La situazione in Venezuela è sempre sull’orlo del baratro. Continuano gli scontri tra manifestanti e poliziotti a Caracas contro il governo socialista di Nicolas Maduro. Dall'inizio di aprile i numeri sono da guerra civile: una settantina di morti nelle strade, 13.000 feriti, migliaia arresti. Nelle persone è sempre più diffusa la volontà di un forte cambiamento, ma la maggioranza del popolo chiede una soluzione pacifica, i costi umani sono troppo elevati. Ogni tentativo di mediazione fra il governo del presidente Nicolás Maduro e l’opposizione che detiene la maggioranza dell’Assemblea nazionale (Parlamento) è fallito. Maduro, il cui mandato scade il prossimo anno, non cede alle proteste di piazza e schiera le forze armate contro la popolazione. Il loro compito non è solo di fermare cortei e saccheggi ma anche di giudicare gli arrestati e mandarli in prigione. Intanto il Paese va sempre più a fondo e deve affrontare una crisi economica e umanitaria mai vista prima nella storia del Venezuela.

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