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Le foto più emozionanti di oggi

di Roberta Lancia, Mara Minoia, Samantha Pascotto
Le foto più emozionanti di oggi 2 - 3.00/5

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Qui nella redazione di Donna Moderna ogni giorno scegliamo per voi le fotografie più emozionanti dall’Italia e dal mondo: immagini che fanno pensare, che fanno riflettere, che fanno sorridere. Marzo è il mese delle donne, con le celebrazioni in occasione della giornata internazionale.

Madrid dice fortemente NO alla violenza di genere. Dall’ inizio dell’anno nella sola Spagna più di 20 donne sono state uccise dal partner o da un familiare. Nella città è in corso uno sciopero della fame che sta coinvolgendo una decina di persone di entrambi i sessi, che assicurano che la loro pacifica disobbedienza continuerà fino a che non verrà loro assicurata la libertà di non avere paura a causa del proprio sesso. In India la festa della donna viene celebrata dipingendosi la faccia con colori sgargianti. Nel paese asiatico un’importante fetta della popolazione femminile continua a vivere in una condizione di inferiorità e discriminazione rispetto agli uomini e continuano a subire violenze e aggressioni spesso mortali.

In Bangladesh un gruppo di donne sopravvissute ad attacchi con acido diventano le protagoniste della sfilata di moda intitolata “Beauty Redefined" del designer Bibi Russell a Dhaka. Un momento fisiologico naturale come le mestruazioni ancora oggi è motivo di discriminazione e isolamento: succede in certe zone del Nepal occidentale, dove le donne sono costrette a isolarsi ed esiliarsi durante il periodo mestruale. Una superstizione induista crede infatti che in quei giorni il sangue delle donne sia impuro. Dal 2005 questo allontanamento forzato è stato dichiarato illegale ma la superstizione è dura a morire. La fotografa Poulomi Basu nel 2013 ha intrapreso un viaggio-lavoro in queste terre: nel libro A Ritual of Exile: Blood Speaks ha raccontato la vita di queste donne. E ha vinto il FotoEvidence book award, concorso che premia i migliori progetti dedicati alle ingiustizie sociali.

Non solo donne, ma anche i migranti sono oggetto di discriminazioni e ingiustizie. "Su la testa" è il nome della manifestazione organizzata a Napoli in occasione della giornata internazionale di mobilitazione e sciopero degli immigrati, dei rifugiati e degli antirazzisti, per il riconoscimento del diritto di residenza, di asilo e i diritti di cittadinanza. “Ci picchiano, ci frustano, ci trattano come schiavi. Viviamo in una stanza senza uscire mai. Molti stanno morendo”. Queste sono le parole di uno dei rifugiati che da sette mesi vive in un centro di detenzione in Libia. Qui arrivano da tutta l’Africa per imbarcarsi verso l’Europa. Quello che all’inizio sembra un semplice punto di raccolta si trasforma in realtà, velocemente, in una prigione. O in una tomba.

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