In Italia il primato dei giovani fumatori

Credits: Ansa
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di

Cinzia Testa

L'Italia ha il primato dei fumatori più giovani tra i Paesi occidentali, nonostante le tante iniziative antifumo e le nuove tecniche per smettere di fumare

Il primato italiano dei fumatori più giovani

Il primato non ci fa onore. Siamo primi in classifica nei Paesi occidentali per quanto riguarda i baby fumatori. Questo, nonostante la proibizione alla vendita di sigarette agli under 18. Un divieto all'acqua di rose, dal momento che oggi sono molti i distributori automatici di sigarette presenti all'aperto e a disposizione di tutti.

Risultato? In Italia due persone su dieci over 14 fuma. Sono una moltitudine. Perché chi si accende la sigaretta non è mai in un luogo isolato: sta passeggiando per strada, oppure è appena sceso dal treno, o ancora, è in spiaggia che si crogiola al sole. Ed è così che è esposto al fumo passivo almeno una persona su quattro tra i non fumatori, che si ritrova suo malgrado ad aspirare sostanze di cui farebbe volentieri a meno. Con risultati che parlano da sé.

Secondo gli ultimi dati dell'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, oggi un bambino su due nella fascia d'età 0-5 anni ha almeno un genitore che fuma ed è esposto a un rischio di malattie delle basse vie respiratorie maggiore rispetto a chi ha una famiglia di non fumatori.

Fumare all'aperto: pericoloso per tutti

Per dimostrare il grado di tossicità della sigaretta per i non fumatori che si ritrovano nei dintorni di chi fuma, già da qualche anno i ricercatori del Tobacco control unit dell'Istituto nazionale dei tumori effettua una serie di rilevazioni nei luoghi d'abitudine più frequentati. Hanno scoperto così che i livelli di sostanze nocive presenti nell'aria in seguito all'accensione di sigarette sono pericolosamente elevati in spiaggia, nei canyon street, cioè nelle zone pedonali in città e, rilevazione di quest'anno, nelle stazioni ferroviarie.

I controlli sono stati eseguiti alla Stazione Centrale di Milano nelle zone dove si può fumare, come lungo i binari, quando si scende dal treno. "La rilevazione è stata effettuata utilizzando un'apparecchiatura particolare, in grado di registrare il black carbon", spiega Roberto Boffi, pneumologo e coordinatore della Tobacco Control Unit dell'Int. "Abbiamo così rilevato che la concentrazione di questa sostanza è otto volte superiore nelle zone all'interno dov'è permesso fumare, rispetto a quanto è presente nelle aree esterne alla stazione". Il black carbon indica la presenza nel PM 2,5, cioè nelle polveri ultrasottili, di idrocarburi policiclici aromatici. Queste sostanze, è bene ricordarlo, sono state classificate già da qualche anno come cancerogeni certi per l'uomo.

Le nuove tecniche per smettere di fumare

Circa sei fumatori su dieci non riescono a smettere. Perché la sigaretta gratifica, ha una funzione antistress, è un "collante" dal punto di vista sociale, come ha dimostrato un sondaggio condotto da Voices from the blogs, start up dell'Università degli studi di Milano.

Per questo oggi gli sforzi dei ricercatori sono concentrati su nuove strategie, che hanno il compito di aiutare a rafforzare la volontà di smettere. Come Ector, un orsetto di peluche: contiene al suo interno un sensore che rileva i residui della combustione della sigaretta presenti nell'aria nella stanza dov'è il bimbo e li segnala emettendo colpi di tosse. Ector dà il nome anche alla campagna di informazione Ector the protector bear che partirà a breve.

"L'obiettivo è di sensibilizzare il genitore che fuma, scoraggiarlo, e nel contempo educare i bambini a tenersi lontani dal fumo", afferma Stefania Vallone, Presidente di Lung cancer Europe, l'associazione europea che si occupa di prevenzione del tumore ai polmoni. "Per ampliare l'azione di sensibilizzazione dal prossimo autunno porteremo Ector nei corsi pre-parto di alcune città, con l'obiettivo di attivare una prevenzione precoce a favore della salute dei piccoli".

Sono in fase sperimentale anche gli occhiali speciali per la realtà virtuale. Servono a rafforzare la volontà di smettere soprattutto nei primi mesi dalla cessazione del fumo, che sono quelli maggiormente a rischio di ricaduta. "Attraverso immagini che scorrono davanti agli occhi, la persona viene esposta a tutte quelle situazioni a rischio che aumentano la voglia di fumare e impara come gestirle", chiarisce Christian Chiamulera, farmacologo dell'Università di Verona. "Se le prove in corso ne confermeranno gli aspetti positivi, potrà far parte del mix di interventi utilizzati per la disassuefazione da nicotina, come farmaci, terapie complementari, modifiche dello stile di vita".

Controlli del respiro per tutti


Sì anche a un check del respiro per verificare la salute dei polmoni. La campagna si chiama Spegnila e respira ed è attuata da Federfarma insieme all'Istituto dei Tumori di Milano. I controlli vengono effettuati in farmacia e al momento il progetto riguarda solo la Lombardia (info@adakta.it per avere gli indirizzi).

"Vengono eseguiti la spirometria e l'analisi della concentrazione di monossido di carbonio esalato", dice Paolo Vintani, vicepresidente di Federfarma Milano. "In base ai risultati, si parla di rischio di malattia basso, medio e alto e se necessario, la persona viene indirizzata a controlli più dettagliati, da effettuare in Istituto. Va sottolineato che il referente in farmacia che si occupa degli esami deve seguire un corso per avere una specie di "patentino". Inoltre in farmacia è presente anche una psicologa del Centro antifumo milanese".

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