Giovanni Falcone: le 10 frasi più famose

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    Credits: I magistrati Giuseppe Maria Ayala (S), Giovanni Falcone (C) e Armando Spataro durante il primo convegno nazionale ''Movimento per la Giustizia '' a Roma il 4 novembre 1988. ANSA / M11581 - 28

    Giovanni Falcone sulla mafia/1: «La mafia non è affatto invincibile. È un fenomeno umano e come tale ha un inizio e avrà anche una fine. Spero solo che la fine della mafia non coincida con la fine dell'uomo. Bisogna rendersi conto che è un fatto terribilmente serio e molto grave, che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni».

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    Credits: Il giudice Giovanni Falcone durante il primo convegno nazionale ''Movimento per la Giustizia '' a Roma il 4 novembre 1988. ANSA / M11581 - 30

    Giovanni Falcone sulla mafia/2: «Ci troviamo di fronte a menti raffinatissime, che tentano di orientare certe azioni della mafia. Esistono forse punti di collegamento tra i vertici di Cosa nostra e centri occulti di potere, che hanno interessi “deviati”».


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    Credits: Da sinistra Antonio Cassar‡, Giovanni Falcone e Rocco Chinnici sul luogo dell'omicidio di Pio La Torre avvenuto a Palermo il 30 aprile 1982. L'immagine e' tratta dal libro 'Cosi' non si puo' vivere' di Fabio De Pasquale e Eleonora Iannelli, ed e' stata fornita dalla Fondazione Chinnici. Palermo, 28 luglio 2014. ANSA/ FONDAZIONE CHINNICI +++ NO ARCHIVE - NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++

    Giovanni Falcone sulla mafia/3: «Se vogliamo combattere efficacemente la mafia, non dobbiamo trasformarla in un mostro né pensare che sia una piovra o un cancro. Dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia».

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    Credits: MARSEILLE, FRANCE: Italian Judge Giovanni Falcone (2nd-L), surrounded by armed bodyguards, arrives 21 October 1986 in Marseille to meet his French counterparts in charge to investigate the Mafia "Pizza Connection" criminal plot. Falcone, who won a reputation as being the Mafia's enemy number one, was killed 23 May 1992 by a half-tone bomb which exploded under his motorcade as it drove along a highway outside Palermo, Sicily. AFP PHOTO GERARD FOUET (Photo credit should read GERARD FOUET/AFP/Getty Images)

    Giovanni Falcone sulla paura: «L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza».

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    Credits: GIOVANNI FALCONE

    Giovanni Falcone sui nemici, che avevano cercato in tutti i modi di ostacolare le sue indagini: «Se poni una questione di sostanza, senza dare troppa importanza alla forma, ti fottono nella sostanza e nella forma».

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    Credits: 23 MAGGIO 1992 ATTENTATO A GIOVANNI FALCONE

    Giovanni Falcone sulla necessità del “fare”: «Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare».

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    Credits: 24 MAGGIO 1992 PALERMO, LA BARA DI GIOVANNI FALCONE PORTATA A SPALLE DA ALCUNI MAGISTRATI NELLA CAMERA ARDENTE ALLESTITA AL TRIBUNALE DI PALERMO

    Giovanni Falcone sulla sua caratteristica principale, il senso del dovere: «Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere».


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    Credits: FUNERALI GIOVANNI FALCONE Rosaria Costa vedova di Vito Schifani mentre legge una preghiera rivolta agli assassini del marito.

    Giovanni Falcone sulla morte: «Si muore perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno».

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    Credits: Ansa

    Giovanni Falcone e le sue massime, valide in ogni campo: «Senza un metodo non si capisce niente».


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    Credits: Ansa

    Giovanni Falcone e la sua eredità spirituale: «Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini».

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di

Annarita Briganti

A 24 anni dalla morte nella strage di Capaci del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e di tre agenti della scorta, lo ricordiamo con le sue 10 frasi più famose



Il 23 maggio 199224 anni, fa morivano nella strage di Capaci il giudice Giovanni Falcone – che aveva 53 anni – sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Il magistrato, già sfuggito a un altro attentato, era atterrato a Palermo da Roma con un aereo dei Servizi Segreti.

Sull’autostrada che collega l’aeroporto alla città, all’altezza dello svincolo di Capaci, esplosero 500 chili di tritolo, uccidendo cinque persone inermi, ma non il sogno che la mafia si possa sconfiggere.

Lo ricordiamo per il coraggio, la riservatezza che caratterizzava lui e la signora Morvillo e il senso del dovere, costi quel che costi. Quando gli chiedevano: «Ma chi glielo fa fare?», Falcone rispondeva sempre: «Spirito di servizio».

Resta la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, nel capoluogo siciliano. Resta il suo esempio, modello per tanti giovani, che entrano in magistratura per onorare le sue battaglie. Restano le sue frasi celebri, dalla definizione della criminalità alla paura – che non aveva – e alla sensazione, veritiera, che l’avrebbero fatto fuori.

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