del

Hillary Clinton è già nella storia

di Cristina Sarto

Ha ottenuto la nomination democratica: Hillary Clinton sarà la prima donna a correre per la presidenza degli Stati Uniti. Abbiamo ripercorso la sua biografia attraverso le storiche frasi da lei pronunciate. E abbiamo raccontato la lunga notte appena trascorsa attraverso i suoi tweet 

Un caffè con Donna Moderna

Ha ottenuto la nomination democratica: Hillary Clinton sarà la prima donna a correre per la presidenza degli Stati Uniti. Abbiamo ripercorso la sua biografia attraverso le storiche frasi da lei pronunciate. E abbiamo raccontato la lunga notte appena trascorsa attraverso i suoi tweet 

Poco importa se l’investitura ufficiale arriverà a fine luglio: Hillary Clinton è la prima donna a correre per la presidenza degli Stati Uniti.

«History» hanno gridato per tutta la notte nel suo quartier generale di Brooklyn.

Ed è davvero così: con la nomination democratica, ottenuta dopo aver superato la fatidica soglia dei 2.383 delegati, la signora dell’establishment americano ha già fatto la storia.

Su Twitter Hillary Clinton l'ha annunciata così:

"Per ogni bambina che sogna in grande. Sì, puoi essere tutto quello che vuoi, anche presidente. Questa sera è per te"

LA VITA


Hillary lo aveva ribadito 8 anni fa, ai tempi della sua prima candidatura, contro Barack Obama:

«Se possiamo spedire 50 donne nello spazio, possiamo anche mandarne una alla Casa Bianca».

Allora le era andata male, ma già sapeva che ci avrebbe riprovato. Perché in fondo la sua vita è una linea retta che punta al 1600 di Pennsylvania Avenue, a Washington.

Nata 68 anni fa in un sobborgo di Chicago, dopo la laurea al college di Wellesley, finisce a studiare legge a Yale. Tra i banchi della biblioteca incontra l’amore della sua vita, Bill. Lo sposa nel 1975, lo guida nella sua carriera politica e intanto diventa lei stessa un avvocato di grido. Nei due mandati presidenziali, divide tutto con lui: viaggi di stato e decisioni politiche, corna, rancori e momenti di tenerezza con la piccola Chelsea. Ma è una stella e non può brillare per sempre di luce riflessa.

«Ora tocca a me», gli dice una volta finita la sua avventura da presidente.

Così, diventa senatrice dello Stato di New York, poi Segretario di Stato sotto la presidenza Obama. Ad aprile dell’anno scorso lancia la sua seconda candidatura. Il resto è cronaca recente.

LE BATTAGLIE PER LE DONNE

Fin dall’inizio Hillary Clinton ha chiamato a sé l’universo femminile con l’hashtag #WomenForHillary.

Tra le tante che hanno raccolto il suo appello, ci sono celebrities e personaggi di potere come Anna Wintour, Sheryl Sandberg, Lena Dunham e Jennifer Lopez.

Le under 30, però, le hanno voltato le spalle.

«Vogliamo sì un presidente donna, ma una che sia qualcosa di più di un simbolo», hanno detto in coro.

Ma che piaccia o no, la candidata democratica non è solo un’icona della politica a stelle e strisce. Vent’anni fa, in un viaggio a Pechino al fianco del marito presidente, ha tenuto un discorso dal titolo: «I diritti delle donne sono diritti umani». Da allora, si è battuta a favore dell’aborto, della contraccezione, della parità salariale e della maternità retribuita. E anche se pochi lo sanno, ha dato l’esempio. Nel suo staff le donne sono il doppio degli uomini. E da 20 anni, il suo braccio destro (anzi, «la sua ombra»), è la 40enne Huma Abedin.

«Nessuno come lei ha fatto tanto per le donne» ha scritto il New York Times.


I NEMICI: TRUMP E SE STESSA

Dopo l’endorsement del prestigioso quotidiano, in questi giorni dovrebbe arrivare anche quello del presidente Obama. Basterà? Non è detto. Perché oltre che contro il ciclone Donald Trump, Hillary Clinton dovrà combattere contro sé stessa. O meglio, contro l’immagine che l’America ha di lei: quella della secchiona saccente e antipatica. E per di più ricca, viziata,

«super controllata in pubblico, ma capace nella vita privata di esplosioni improvvise di aggressività»,

come ha spifferato in un libro-rivelazione che uscirà a fine giugno l’ex agente segreto Gary Byrne.

Non serve un mago della politica per capire ciò che serve adesso all’ex first lady: uno scatto di umanità. Qualcosa di più delle (scontatissime) foto postate su Instagram con la nipotina Charlotte tra le braccia. Un moto di emozione che poteva arrivare stasera, quando Hillary ha festeggiato la nomination.

«Questa vittoria non appartiene a una persona sola, ma a generazioni di donne e uomini che hanno sofferto e si sono sacrificati per rendere questo momento possibile» ha dichiarato con la voce ferma e gli occhi gonfi di un’emozione appena ricacciata dentro di sé.

Chissà se prima di salire sul palco si è commossa, sapendo di avere appena scritto la storia.

Se le fosse scappata una lacrima in mondovisione, forse già stasera avrebbe strappato qualche consenso in più.

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna