SOS sterilità (e parliamo di maschi)

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Negli ultimi 30 anni il numero di uomini che non riescono a diventare padri è addirittura raddoppiato. Colpa dello stile di vita e delle cattive abitudini, sempre più diffuse

È la prima volta che visite ed esami per la prevenzione dell’infertilità maschile, come lo spermiogramma, compaiono nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. E non a caso: negli ultimi 30 anni il numero degli uomini con difficoltà a concepire è raddoppiato. «Anche se va tutto bene, a 18-20 anni bisognerebbe effettuare la visita andrologica, con ecografia dei testicoli e spermiogramma, l’esame del liquido seminale» dice Luciano Negri, specialista in Medicina della riproduzione dell'Istituto Humanitas di Milano. «Questo check dell’apparato riproduttivo permette di intervenire presto in caso di problemi che potrebbero ostacolare la fertilità». Uno dei più diffusi è il varicocele, un difetto a una vena che porta il sangue ai testicoli e si risolve con un intervento chirurgico. Con lo spermiogramma, che valuta la qualità e la quantità degli spermatozoi, è possibile anche prevedere le future difficoltà a procreare e correre così ai ripari, correggendo lo stile di vita. Ma quali sono i fattori di rischio che mettono a repentaglio la fertilità maschile? Scopriamolo insieme agli esperti.

Anche lui deve controllarsi

Proprio come l’autoesame del seno delle donne l’autopalpazione dei testicoli aiuta a cogliere tempestivamente segnali sospetti. E scoprire non solo malattie importanti come i tumori ma anche problemi meno seri, come il varicocele, che possono però mettere a rischio la fertilità. Il test andrebbe eseguito a partire dai 18 anni. Per conoscere le mosse giuste puoi guardare su Youtube il video Come fare l’autopalpazione testicolare.

Ragazzi, occhio alla bilancia

Sovrappeso e obesità possono essere dannosi per la fertilità se i chili di troppo si accumulano nella fase della pubertà, quando è ancora in corso lo sviluppo dell’apparato riproduttivo. «Si verifica una riduzione nella produzione dell’ormone maschile testosterone e un incremento dei livelli di quello femminile, l’estradiolo» spiega il dottor Negri. «Il peso eccessivo a livello dell’addome, poi, provoca un surriscaldamento costante dei testicoli impedendone un regolare sviluppo». 

Via il cellulare dalle tasche

Tenere il cellulare nella tasca dei jeans è un vizio comune, ma da evitare. «Le onde elettromagnetiche emesse dal telefono provocano delle micro-rotture al dna degli spermatozoi» chiarisce il dottor Negri. «Non è un danno irreparabile, per fortuna, ma può ridurre l’attività del liquido seminale». Lo stesso può accadere a chi ha l’abitudine di utilizzare il computer portatile tenendolo direttamente appoggiato sulle gambe. «Oggi abbiamo a disposizione un test specifico da eseguire sullo sperma» dice il dottor Negri. «Viene prescritto quando la coppia non riesce ad avere un figlio per quantificare il danno. E ricorrere se necessario a una tecnica di fecondazione».

La nicotina è nemica della fertilità

Bastano cinque sigarette al giorno, se si fuma per anni, per fare danni. Per questo è il caso di smettere, da soli oppure con l’aiuto della sigaretta elettronica senza nicotina. «Attraverso la circolazione del sangue la nicotina e le altre sostanze contenute nel tabacco finiscono nel liquido seminale» afferma il dottor Negri. «Gli effetti sono multipli, come hanno verificato gli studi scientifici: si verifica una riduzione del numero, della motilità e della qualità degli spermatozoi. E, in più, anche in questo caso si frammenta il Dna».

Spermatozoi protetti con il condom

Gli andrologi consigliano di usare il profilattico fin dai preliminari. Dati alla mano, in questo modo si possono evitare in due casi su tre le malattie a trasmissione sessuale. Dopo un’avventura senza precauzioni, inoltre, è meglio rivolgersi al medico anche se si sta bene. «Alcuni disturbi come la clamidia sono particolarmente pericolosi perché non causano sintomi» chiarisce il dottor Negri. «Ma nel tempo possono alterare la qualità degli spermatozoi e ostruire o danneggiare i canali che trasportano lo sperma, rendendo sterili».

Sì alla palestra, no alle sostanze dopanti

Secondo una recente indagine, in Italia a 14 anni un ragazzino su tre assume polveri e pasticche “sottobanco” per migliorare le prestazioni sportive. «Di solito sono a base di testosterone e di altri ormoni come gli steroidi anabolizzanti» conclude il dottor Negri. «Ma non fanno bene alla salute. Perché provocano forti squilibri ormonali. E mettono così a repentaglio la salute dell’apparato riproduttivo».

Fanno veramente male?

La bicicletta Il rischio è che alla lunga si provochino microtraumi alla zona dei genitali e disturbi alla prostata che possono ripercuotersi sulla produzione di spermatozoi. Una soluzione? Utilizzare una sella di ultima generazione, che ammortizza i colpi.

L'abbigliamento sportivo Alcuni tessuti possono provocare surriscaldamento e rallentamento dell’attività degli spermatozoi. Per evitare questo pericolo, scegliere i modelli con inserti di cotone per le parti intime.

La sauna La temperatura molto elevata può danneggiare gli spermatozoi. Per concedersi il piacere della sauna senza rischi non bisogna superare i cinque minuti una volta alla settimana, indossando slip di cotone o il classico asciugamano, sempre di cotone.

L'alcol Al momento non esiste uno studio scientifico che ne abbia appurato il danno sulla fertilità. In attesa di conferme, il consiglio è di non superare le dosi massime suggerite: due bicchieri di vino oppure di birra al giorno.

Lo stress Non ci sono ancora prove fondate dell’influenza delle tensioni nervose sulla fertilità e sulla qualità degli spermatozoi. Prove che invece esistono per le donne: oggi si sa che lo stress provoca l’aumento di ormoni, come il cortisolo, che alterano l’ovulazione.

I rapporti frequenti Non è vero che avere più di un rapporto alla settimana “disperde” il patrimonio di spermatozoi. Al contrario, uno solo alla settimana può ridurre anche della metà le probabilità di gravidanza.

Il mese della prevenzione

Donna Moderna dedica ottobre alla prevenzione dell’infertilità maschile in collaborazione con il Fertility Center dell’Istituto Humanitas di Milano diretto dal professor Paolo E. Levi Setti. Chiama il lunedì, dalle 17 alle 20, e il giovedì, dalle 16.30 alle 19.30 allo 0282244633. O scrivi a: meseprevenzione@gmail.com.

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