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Ingrid Betancourt è libera

di Barbara Sgarzi
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Liberata Ingrid Betancourt dopo sei anni e mezzo di prigionia in mano ai guerriglieri delle Farc, nella giungla: «Aspiro ancora alla carica di presidente della Colombia»

Liberata Ingrid Betancourt dopo sei anni e mezzo di prigionia in mano ai guerriglieri delle Farc, nella giungla: «Aspiro ancora alla carica di presidente della Colombia»

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Sei anni e mezzo nella giungla colombiana, nella mani dei suoi rapitori, guerriglieri delle Farc. Un tempo infinito in cui si sono rincorse a più riprese voci di una sua liberazione, sempre smentite. Preoccupazione per il suo stato di salute. Strazianti lettere al figlio. Rare foto e video che la ritraevano pallida e smagrita. Un tempo infinito misurato con la lentezza di una clessidra, da quel 23 febbraio 2002 in cui Ingrid, allora  candidata alla presidenza della repubblica colombiana era stata rapita. Poco dopo aver pubblicato un'autobiografia dal titolo Forse mi uccideranno domani , in cui venivano denunciati molti politici colombiani corrotti.

Con lei oggi sono stati liberati, con un blitz militare nella zona di Miraflores, nel centro della Colombia, una quindicina di ostaggi tra cui tre soldati americani e undici colombiani. La 46enne Ingrid sarebbe in "condizioni ragionevolmente buone", secondo il ministro della Difesa colombiano Juan Manuel Santos, così come gli altri ostaggi rilasciati.

Proprio oggi tre alpinisti francesi avevano steso un ritratto della Betancourt sul Monte Bianco , per non dimenticare la sua lunga prigionia. Un gesto decisamente di buon auspicio. Il tam tam mediatico dopo la liberazione è partito immediatamente, dai media tradizionali ai blog ai numerosi siti nati spontaneamente negli anni per non dimenticare Ingrid e continuare a lottare per la sua liberazione. Fra questi, SaveIngrid.org, Betancourt.info  e Betancourt-France. Tra le prime autorità a commentare, il pontefice Benedetto XVI.

Anche se nessun capo di Stato ha urlato di gioia come il figlio Lorenzo, che non vede sua madre da quando era bambino: "È la notizia più bella della mia vita", ha detto il ragazzo che per anni si è dovuto accontentare di qualche lettera e della vaga speranza di rivederla.

Leggi il post su Ingrid  dal blog World Wide Women di Giulia Blasi.

 

 

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