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Italiani medici fai da te

di Lorenza Pleuteri

Secondo una ricerca, noi italiani siamo restii ad accettare i consigli dei medici e propensi invece alle cure fai da te. Un paziente su quattro suggerisce al proprio dottore gli esami a cui sottoporsi e i farmaci da prendere. Quattro malati su dieci non seguono le indicazioni date dai medici perché le ritengono inefficaci

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Secondo una ricerca, noi italiani siamo restii ad accettare i consigli dei medici e propensi invece alle cure fai da te. Un paziente su quattro suggerisce al proprio dottore gli esami a cui sottoporsi e i farmaci da prendere. Quattro malati su dieci non seguono le indicazioni date dai medici perché le ritengono inefficaci

Gli italiani stanno diventando in massa medici fai da te, dilettanti allo sbaraglio sul fronte della salute. Lo rivela uno studio condotto dall’associazione Altroconsumo, in collaborazione con l’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.

Un malato su cinque insiste fino a spuntarla

Il campione scandagliato è di 1.019 pazienti tra i 30 e i 74 anni. Nel corso di dodici mesi, il 93 per cento degli intervistati è andato almeno una volta dal dottore di famiglia o da uno specialista per chiedere la prescrizione di un farmaco oppure un esame diagnostico. In più della metà dei casi (il 61 per cento), secondo il medico non si trattava di richieste corrette o fondate. Ma chi si è sentito rispondere ‘no, perché non serve’, per una pillola o un’ecografia, ha reagito in modo diverso. La maggioranza degli assistiti, il 75 per cento, si è adeguata senza eccepire. Un malato su quattro, il 25 per cento, ha invece provato a imporsi o ha deciso di continuare comunque a decidere di testa sua. E ha spiazzato i ricercatori: “A sorprendere – spiegano gli autori della ricerca - è quel 19 per cento di pazienti che insiste finché il medico non lo accontenta, unito a un 6 per cento che si rivolge a un altro dottore” per la conferma delle proprie “intuizioni”.

Uno su cinque decide per conto suo

Secondo il 27 per cento degli intervistati, in un anno il medico ha prescritto un farmaco o un’analisi ritenuti non necessari. Il 38 per cento dei malati dissidenti non ha seguito le istruzioni del dottore, il 17 per cento ha consultato un altro professionista, il 45 per cento si è adeguato. “I pazienti – sintetizza lo studio di Altroconsumo - da un lato sembrano coinvolti molto attivamente nella gestione della propria salute, dall’altro rischiano di cadere nell’eccessiva autodeterminazione. Nel 54 per cento delle volte concordano il da farsi con il medico, in un dialogo che sicuramente è positivo. Il 26 per cento degli assistiti lascia la scelta al dottore. Il dire ‘alla fine decido io’ riguarda il 20 per cento per degli interpellati. Non sono pochi, se si pensa che c’è di mezzo la propria salute”.

Costi e pericoli degli esami inutili

L’80 per cento del campione è consapevole che la prescrizione di esami inutili è un problema per il servizio sanitario, soprattutto perché la identifica con uno spreco di denaro pubblico. Meno percepita, ferma al 18 per cento, è la possibilità che un esame superfluo costituisca anche un rischio per la salute. Le radiografie, è l’esempio portato da Altroconsumo, “comportano l'esposizione a radiazioni ionizzanti, qualcosa cui non sottoporre l'organismo in mancanza di un valido motivo. Senza contare che test e accertamenti possono dare esiti sbagliati o scovare anomalie in realtà innocue, portando a una serie di nuove analisi, terapie e interventi chirurgici non necessari, quindi a danni per la salute delle persone e a costi inutili pure per il sistema sanitario, tradotti in nuovi oneri per i cittadini, con tasse più alte o con tagli a misure di assistenza che sarebbero invece indispensabili”.


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