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Le frasi di Antonio Conte, che ci ha fatto rinnamorare della Nazionale

di Cristina Sarto
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Dopo la sconfitta ai rigori contro la Germania, ciò che resta di questi Europei è la grande lezione di Antonio Conte. Un allenatore che ha insegnato all'Italia il valore della fatica e del sudore. L'importanza del perdono e della fedeltà. Ma anche la forza che ti dà il sentirti parte di una squadra. Ecco le frasi-mantra che ha pronunciato nella sua carriera.

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Dopo la sconfitta ai rigori contro la Germania, ciò che resta di questi Europei è la grande lezione di Antonio Conte. Un allenatore che ha insegnato all'Italia il valore della fatica e del sudore. L'importanza del perdono e della fedeltà. Ma anche la forza che ti dà il sentirti parte di una squadra. Ecco le frasi-mantra che ha pronunciato nella sua carriera.

Ma non poteva entrare in campo Antonio Conte? Io l’ho sognato spesso nel corso dell’estenuante scontro con la Germania. E dite la verità, lo avete fatto anche voi. Perché in fondo è stato lui l’uomo in più di questo Europeo di calcio da cui l’Italia è uscita a testa alta. Per almeno tre motivi.

Che piaccia o no, il ct degli Azzurri è uno di noi. O meglio, è quello che tutti noi vorremmo essere: una persona capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Con la sua arringa, il giorno prima dello scontro contro la temibile Spagna, ci ha fatto vedere come si fa:

«Dobbiamo andare oltre la ragione, perché domani non basterà fare l’ordinario. E sono convinto che possiamo fare qualcosa di straordinario».

I due gol con cui la nostra Nazionale ha rispedito a casa gli iberici gli hanno dato ragione. E lui per festeggiare ha corso come un pazzo (ragazzi, che scatto a 46 anni!), si è appeso alla panchina, ha stampato un bacio sulle labbra della moglie Elisabetta in tribuna (alzi la mano chi non avrebbe voluto essere al suo posto).

Dicono che sia così ossessionato dalla tattica, da spedire ai suoi giocatori messaggini notturni in cui puntualizza schemi di gioco e marcature. Ma nei momenti che contano, Antonio Conte è poca ragione e tanto, tantissimo, sentimento. Lo avete visto a bordo campo? Ha sbraitato, imprecato, calciato la palla fuori dallo stadio quando uno dei suoi ha sbagliato un movimento. E così facendo, è diventato il ct di tutti noi, anche di quelli che non sanno che cosa sia il 3-5- 2 o che ancora non hanno capito come funzioni il fuorigioco.

Che cosa rimarrà di questa sconfitta? Il cardiopalma dei rigori e i lucciconi agli occhi di Gigi Buffon, certo. Ma soprattutto le parole dell’uomo simbolo della Nazionale:

«Sono orgoglioso di questi ragazzi. Hanno dimostrato di amare la maglia e di aver dato tutto. Usciamo senza alcun rimpianto, perché l’impegno è stato il massimo».

Non era il finale che speravamo. Ma con un condottiero così, ce ne ricorderemo comunque.

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