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Marco Pannella è morto. Ecco le sue battaglie a favore delle donne

di Oscar Puntel

Scioperi della fame e della sete e sit-in di protesta, chi non li associa a Marco Pannella? Ecco le principali tappe storiche del percorso di sostegno alle battaglie femministe condotte dal partito radicale e dal suo leader, scomparso il 19 maggio 2016

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Scioperi della fame e della sete e sit-in di protesta, chi non li associa a Marco Pannella? Ecco le principali tappe storiche del percorso di sostegno alle battaglie femministe condotte dal partito radicale e dal suo leader, scomparso il 19 maggio 2016

C'è una parte della storia personale e politica di Marco Pannella, storico leader e padre dei “Radicali Italiani”, scomparso il 19 maggio, che si sovrappone alla storia del movimento femminista italiano. Molte battaglie per i diritti delle donne in Italia hanno trovato proprio in quello specifico partito la loro più rilevante espressione. E anche quella che ha avuto maggiore risonanza mediatica. Banchetti di raccolta firme, scioperi della fame e della sete e sit-in di protesta, con cartelloni appesi al collo: chi non li ricorda? Ecco le principali tappe storiche del percorso di sostegno alle battaglie femministe condotte dal partito radicale e da Marco Pannella.

Il Movimento di liberazione della Donna
Il Movimento di Liberazione della Donna nasce nell'aprile del 1970 come organismo federato del Partito Radicale. Marco Pannella, espressione della corrente della sinistra radicale, era diventato segretario del partito nel 1963 e da subito aveva conferito al gruppo politico un'impronta molto personale e personalistica. Abbracciò quelle che erano idee rivoluzionarie, all'epoca: l'antimilitarismo, la lotta per i diritti umani, diritto alla libera sessualità, liberalizzazione delle droghe leggere. Idee che provenivano dal  movimenti libertari e dai movimenti femministi, impegnati quest'ultimi sui temi dell'emancipazione delle donne e della loro pari dignità civile e sociale con gli uomini.

Le elezioni del 1976
Per le elezioni politiche del 1976, dopo il fallimento di un accordo con i socialisti, il consiglio federativo prese una decisione che fece storia: in tutte le circoscrizioni della Camera in cui la lista radicale si fosse presentata, capolista doveva essere una donna. Le elezioni si tengono il 20 e 21 giugno: in Parlamento entrano 4 deputati radicali. I diritti delle donne erano diventati una battaglia civile. E' invece del 25 luglio del 1974, l'indizione delle “dieci giornate contro la violenza”.

La battaglia sul divorzio
Le battaglie radicali per ottenere una legge sul divorzio vedono Pannella già in azione  da metà anni Sessanta. Il leader divenne il segretario della Lega italiana divorzio. Nel 1969, i radicali avviarono uno sciopero della fame, perché la Dc ritardava la discussione della proposta di legge Fortuna-Baslini, che introduceva il divorzio in Italia. Un pressing politico e mediatico che indusse i gruppi parlamentari a trovare un accordo e ad approvare la legge nei primi giorni di dicembre 1970. E la battaglia riprese anche con il referendum abrogativo promosso dagli ambienti cattolici che ne seguì, ma che alla fine non passò.

La battaglia sull'aborto
Altrettanto storica fu la campagna radicale per riconoscere il diritto della donna ad interrompere la gravidanza. Una legge era passata nel 1978 e legalizzava questa pratica “a determinate condizioni”. Ma i Radicali votarono contro: perché poneva lo Stato e non la donna a giudice della scelta di abortire e perché vietava la pratica nelle strutture private. Un referendum abrogativo per cambiare la norma si tenne il 17 maggio 1981: ma la maggioranza degli italiani scelse di non modificarla.



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