Meningite: cos’è, i sintomi, la prevenzione, i vaccini

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di

Cinzia Testa

Facciamo chiarezza sul livello di pericolosità che la meningite ha raggiunto in Italia. E su come è possibile prevenire l'insorgenza della malattia. L'esperto ci aiuta a capire come si evita il contagio, quali sono i sintomi e come comportarsi con i vaccini

I casi di meningite non sono infrequenti in Italia e portano con sè ansie e dubbi. Dubbi che, come ondate, si quietano per un po’ ma poi tornano a travolgerci a ogni tragica notizia.

Per questo abbiamo voluto preparare un vero e proprio “bigino” della meningite insieme al dottor Pierangelo Clerici, Presidente Amcli - l'associazione che riunisce i microbiologi italiani - e Direttore della microbiologia dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Milano Ovest.

Che cos'è la meningite

Si riconoscono fondamentalmente due tipi di meningite: una batterica e una virale. In entrambi i casi si tratta sempre di una grave infiammazione della meninge, cioè del rivestimento del sistema nervoso centrale, collocato nel cervello e nel midollo. Gli esiti possono essere gravi a seguito della diffusione del batterio nel sangue, e addirittura mortali, in particolare nel caso di bambini molto piccoli, anziani e in generale di chi ha un sistema immunitario compromesso.

Le meningiti più diffuse da noi sono le batteriche dovute al meningococco di tipo B e di tipo C. Quella che ha predominato quest’anno è la forma batterica causata dal meningococco C e che comprende un ceppo particolarmente aggressivo, caratterizzato da un’incubazione di circa tre/cinque giorni anziché i canonici 10-12.  

Come si trasmette la meningite

La meningite si trasmette attraverso starnuti, colpi di tosse, baci e in genere con la saliva. Ma attenzione, il contatto deve essere stretto, perché il batterio all'aria sopravvive pochi minuti. Per questo chi ha frequentato il malato deve informarne il medico se ha avuto un contatto nei 10-15 giorni precedenti all'esordio della malattia. 

La vaccinazione contro la meningite

I vaccini disponibili al momento sono diversi e proteggono contro circa il 90 percento delle forme batteriche più frequenti. Ci sono il vaccino contro l’Haemophilus influenzae di tipo B, il vaccino contro lo pneumococco, contro il meningococco B e infine quello contro il meningococco C, cioè la forma che è stata tristemente protagonista quest’anno.

Da sottolineare che il vaccino è efficace anche contro il ceppo particolarmente aggressivo che sta circolando in questo periodo. Infine, è disponibile un vaccino chiamato quadrivalente, che copre contro il meningococco dei tipi A, C, Y e W135. 

Chi deve fare la vaccinazione contro la meningite

Sul sito del Ministero della salute sono riportate tutte le indicazioni. In linea generale, comunque, il vaccino è indicato soprattutto per i bambini e gli adolescenti, dato che la fascia d'età in cui c'è maggiore incidenza della meningite è quella tra i 14 e i 25 anni. Nel caso del quadrivalente invece, il vaccino è raccomandato ai viaggiatori che vanno in alcune zone dell'Africa sub-sahariana dove questi batteri, e in particolare il W135, sono endemici, nonché agli studenti che si trasferiscono in un campus universitario anglosassone o statunitense, dove questa vaccinazione è obbligatoria.

In Italia la vaccinazione contro la meningite non è obbligatoria

Nel nostro Pese le vaccinazioni contro la meningite sono tutte raccomandate e non obbligatorie. Certamente però, maggiore è il numero di persone protette e meglio è. La ragione? Si sa per esempio che esistono i portatori sani, ma non è possibile identificarli perché questo richiederebbe un controllo di massa a tutta la popolazione. Con la vaccinazione invece si crea un ampio "ombrello" protettivo. 

La vaccinazione è sempre efficace

Come per tutte le vaccinazioni, anche nel caso di questi vaccini può esserci una risposta parziale da parte del sistema immunitario. Dati alla mano, riguarda circa l’1-5% dei vaccinati. Ma attenzione. La protezione c’è comunque. E in caso di malattia questa si manifesta in forma meno pesante rispetto a chi non ha effettuato la vaccinazione.

Quando fare il richiamo

Se la vaccinazione risale ad almeno dieci anni prima,  può essere opportuno ripeterla. Perché negli anni il cosiddetto “ombrello protettivo” esaurisce gradualmente una buona parte della sua efficacia.

Chi paga la vaccinazione contro la meningite

Per certe categorie come i bambini piccoli, generalmente le vaccinazioni sono gratuite, ma è sempre meglio controllare online sul sito della propria Regione, dal momento che la gestione sanitaria non è la stessa in tutta Italia.

In Toscana ad esempio, particolarmente toccata quest’anno, è stata intrapresa una campagna straordinaria contro il meningococco C e la vaccinazione è stata offerta gratuitamente oppure dietro pagamento di un semplice ticket, anche agli adulti.

Nelle regioni dove la vaccinazione antimenigococco è a pagamento è necessario rivolgersi al proprio medico per la somministrazione o  direttamente ai centri vaccinali.

Le altre regole di prevenzione

Di sicuro, la vaccinazione è l'unica  forma di prevenzione sicura. Vale poi la raccomandazione del Ministero della salute per alcuni comportamenti a rischio. Com’è riportato nella nota, “la frequentazione di locali molto affollati per alcune ore (per esempio discoteche), l’uso di alcol e la abitudine al fumo, durante i periodi con un aumento dei casi di malattia invasiva da meningococco, potrebbe aumentare il rischio di contagio attraverso il contatto ravvicinato con potenziali portatori”.

I sintomi della meningite

A tutte le età si manifesta la cosiddetta triade: febbre che sale oltre i 39 gradi nell’arco di pochi minuti, mal di testa insopportabile, stato di rigidità alla nuca e al collo. In questi casi non bisogna perdere tempo ma correre subito al pronto soccorso.

Nei neonati e nei bambini inoltre lo sguardo è fisso e un po’ opaco, come se non vedesse, e c’è uno stato di sonnolenza continuo, così profondo che spesso non è possibile nemmeno svegliarli. Il piccolo inoltre non vuole essere toccato e ha una reazione esagerata di rifiuto anche nel caso di una leggera carezza sulla manina. Attenzione anche alla comparsa di macchie rosse sul viso e sul corpo: sono grandi quanto una moneta da cinque centesimi e non scompaiono se vengono schiacciate con il polpastrello. Un altro segnale della malattia è la rigidità della schiena, che il piccolo tiene inarcata all’indietro in modo innaturale. Nei neonati inoltre può cambiare forma la fontanella, cioè il punto tenero sulla sommità della testa, che tende a gonfiarsi. Nei più grandicelli invece la nuca è come irrigidita e non si piega.

La meningite si cura

È fondamentale intervenire rapidamente con la terapia antibiotica. Al momento della diagnosi inoltre è basilare ricostruire rapidamente i movimenti del paziente nei giorni precedenti e iniziare subito la profilassi, cioè la somministrazione di antibiotici, a chi è entrato in contatto col paziente. Questo è l’unico modo per eliminare il batterio eventualmente presente prima che questo possa esprimere la propria pericolosità. 


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