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Meningite: i vaccini, i sintomi, chi rischia di più

di Lorenza Pleuteri
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La meningite continua a colpire in Italia. Come si riconosce la malattia? E che vaccini si possono fare? Qui trovate tutte le risposte

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La meningite continua a colpire in Italia. Come si riconosce la malattia? E che vaccini si possono fare? Qui trovate tutte le risposte

Sembrava una malattia debellata, del passato. Invece la meningite c'è ancora, anche in Italia. Colpisce e può uccidere. E fa paura. Il solo nome mette spavento.

Il consiglio ripetuto da molti medici di base e specialisti, consapevoli che sul tema ci sono pareri diversi e resistenze, è lo stesso: non esitare a vaccinare i figli piccoli, senza dimenticare le persone anziane e chi va all'estero per turismo e lavoro.

L'arma vincente è la prevenzione, con l'intervento tempestivo in caso di contagio. Lo ripete anche il dottor Giovanni Rezza, dirigente del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità, la divisione ministeriale che da anni coordina la sorveglianza su tutto il territorio nazionale. Ed è lui a dare alcune indicazioni di base e a spiegare la situazione, "senza allarmismi e senza sottovalutazioni".

Che cosa serve sapere sulla meningite?
"Le meningiti si dividono in due gruppi, quelle virali e quelle batteriche. Le prime sono le meno pericolose, salvo rarissime eccezioni. Le seconde, in Italia nell'ordine di circa 1.200 all'anno, sono quelle che più preoccupano. Possono essere causate da meningococco, da pneumococco o da emofilo. Le meno diffuse, eliminate grazie alla vaccinazione esavalente, sono le ultime. La più insidiosa è la meningite da meningococco, perché quando colpisce è in genere molto, molto forte. Può portare al decesso. I casi mortali sono 15-25 all'anno".

Che vaccini è meglio fare?
"La ricerca ha fatto conquiste, rispetto al passato, anche in questo campo. I vaccini esistono e sono efficaci. Per lo pneumococco il ministero della Salute raccomanda la vaccinazione - cioè invita a farla - per i bambini nel primo anno di vita. Siamo al 70-80 per cento della copertura e si sta pensando di estendere la raccomandazione anche per gli anziani sopra i 65 anni. Per la meningite da meningococco la raccomandazione è per la C (il sottotipo che ha colpito 10 persone in Toscana), sempre per i bambini e nel primo anno di vita. Esiste anche un vaccino quadrivalente: copre il tipo C e anche i sottotipi A, Y e W. In genere viene somministrato agli adulti e a chi viaggia o quando si fa il richiamo per i bambini. Da poco c'è un prodotto contro la meningite B. In alcune regioni è già previsto e utilizzato, in altre no. Il ministero sta valutando se farlo inserire ovunque nei piani vaccinali".

Quali sintomi danno le meningiti?
"I sintomi sono simili a quelli dell'influenza: febbrone e mal di testa. Nei bambini c'è anche la rigidità della parte posteriore del collo e della nuca e a volte sulla pelle compaiono piccole macchiette. Altri segnali possono essere il pianto continuo, lo scarso appetito, la sonnolenza, l'irritabilità. Non bisogna lasciarsi travolgere dal panico o pensare al peggio per ogni accenno di raffreddore.  Ma se si hanno dubbi o sospetti, meglio rivolgersi al pediatra di famiglia o andare al pronto soccorso. I reparti di immunologia dei nostri ospedali sono all'avanguardia".

Com’è la situazione in Italia?
"In Toscana c'è un focolaio epidemico, con un numero di casi di meningite C superiore alla media.  Nelle altre regioni i tassi sono quelli ordinari.  In tutte, quando arriva una segnalazione, la macchina della profilassi si mette in moto in tempo reale. A chi è stato vicino alla persona contagiata, in casa e a scuola, al lavoro o in luoghi di ritrovo, vengono somministrati antibiotici e i controlli sono stringenti".

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