Istat: 8,8 milioni di donne vittime di molestie

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Una manifestante durante lo sciopero organizzato dal collettivo femminsita Non una di meno, 8 marzo 2017

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Redazione

Lo stabilisce il nuovo report Istat, che si basa sugli anni 2015-1016. I dati rendono conto di molestie verbali, fisiche, violenze sessuali e ricatti sul lavoro. Per la prima volta sono state rilevate anche le molestie ai danni degli uomini. Se le molestie sono in costante diminuzione, resta stabile il dato dei ricatti sessuali sul posto di lavoro

Secondo il nuovo report Istat Le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro, che si riferisce agli anni 2015-1016, sono 8 milioni 816mila le donne (43,6%) fra i 14 e i 65 anni che nel corso della loro vita hanno subito qualche forma di molestia sessuale, mentre si stima siano 3 milioni 118mila le donne (15,4%) che le hanno subite negli ultimi tre anni. Per la prima volta nella storia di questa tipologia di studio, sono state rilevate anche le molestie a sfondo sessuale ai danni degli uomini: si stima che 3 milioni 754mila uomini le abbiano subite nel corso della loro vita (18,8%), 1 milione 274mila negli ultimi tre anni.

Se nel loro insieme le molestie sessuali sulle donne sono in diminuizione rispetto dal 1997-98 a oggi, rispetto all'ultimo biennio di rilevazioni (quello del 2008-2009) rimangono stabili i ricatti sessuali sul lavoro. A calare sono le vittime di esibizionismo, di telefonate oscene, di molestie fisiche e, in misura minore, le vittime di pedinamenti e di molestie verbali. Aumentano, com'era logico aspettarsi, le molestie che avvengono per mezzo della rete.

Uomini e donne vittime di molestie verbali e fisiche

L'indagine rileva che le forme di molestia più frequentemente subite dalle donne nel corso della vita sono quelle verbali: il 24% delle donne ha riferito di essere stata importunata verbalmente, infastidita o spaventata dalle proposte indecenti o commenti pesanti sul proprio corpo (la percentuale degli uomini è di 8,2%). Seguono quindi gli episodi di pedinamento (20,3%) e le molestie dove è avvenuto un contatto fisico (palpeggiamenti, abbracci o baci contro la volontà della diretta interessata) che rappresentano il 15,9% (3,6% degli uomini), il 15,3% ha poi subito atti di esibizionismo mentre il 10,5% delle donne è stata coinvolta in offese, telefonate o messaggi osceni a sfondo sessuale.

In aumento le molestie via social

Tenendo conto dei dati degli ultimi 3 anni e degli ultimi 12 mesi, i ricercatori dell'Istat sottolineano l'aumento della diffusione delle molestie che avvengono per mezzo della rete, logica conseguenza del maggiore uso dei social network negli anni più recenti. Il 6,8% delle donne ha infatti subito proposte inappropriate o commenti osceni/maligni sul proprio corpo attraverso i social, al 3,2% sono state mostrate immagini a sfondo sessuale che l'hanno offesa o le è stato mostrato materiale pornografico contro la propria volontà. L'1,5% delle intervistate, infine, denuncia il furto d'identità sul web. In questo caso il dato degli uomini non è particolarmente diverso (rispettivamente 2,2% e 1,9%).

Chi sono gli autori delle molestie: perlopiù estranei

Nella maggior parte dei casi, il 60%, questo tipo di molestie sono perpetrate da estranei o da persone che si conoscono solo di vista (15,8%). Considerando l’intero corso della propria vita, avvengono più frequentemente sui mezzi di trasporto pubblici per le donne (27,9% dei casi) mentre per gli uomini nei locali come pub, discoteche, bar (29,2%). La percezione della gravità delle molestie fisiche subite è molto diversa tra i generi: il 76,4% delle donne le considera molto o abbastanza gravi contro il 47,2% degli uomini.

Violenze sessuali subite da bambini e ragazzi: se ne parla poco e solo ai familiari, non si ci si rivolge a professionisti e forze dell'ordine

Sono oltre 2 milioni (il 5% della popolazione dai 14 ai 65 anni) le persone che dichiarano di aver subito prima dei 18 anni atti sessuali come essere toccati nelle parti intime, i genitali o il seno, o essere costretti a toccare qualcuno nelle sue parti intime. Si tratta di fatti che hanno coinvolto 1 milione 567mila donne (7,8%) e 435mila uomini (2,2%). Nella maggioranza dei casi questi fatti si sono verificati una sola volta, ma per circa un quarto delle vittime si sono ripetuti da 2 a 5 volte mentre una quota non trascurabile dichiara di non ricordare quante volte sia successo.

Gli autori di queste violenze sessuali sono, sia per i maschi sia per le femmine, in prevalenza sconosciuti (36,4%) o conoscenti (22,7%), ma i familiari stretti e gli altri parenti, considerati nel loro insieme, sono i responsabili di questi atti per il 14,8% delle donne e per il 7,4% degli uomini.

Il 62,1% degli uomini e il 42,7% delle donne non ha parlato con nessuno di questi fatti al tempo in cui si sono verificati. Quando ne hanno parlato, i confidenti preferiti dalle vittime sono stati i familiari (per il 28,4% delle donne e il 14,3% degli uomini) o gli amici (per il 19,3% delle donne e il 16,6% degli uomini). Basso, invece, il ricorso a figure specializzate e deputate all’assistenza psicologica e legale come medici, psicologi, avvocati, forze dell’ordine, magistrati o centri antiviolenza. Complessivamente solo lo 0,2% degli uomini e l’1,3% delle donne si è rivolto a loro.

Stabile il dato sulle molestie sul lavoro: chi sono le lavoratrici più colpite

Sono 1 milione 404 mila le donne tra 15 e 65 anni che nel corso della loro vita lavorativa hanno subito molestie fisiche sul luogo di lavoro, o da parte di un collega o di un datore di lavoro, o ricatti sessuali sul posto di lavoro. Rappresentano l’8,9% delle lavoratrici attuali o passate, incluse le donne in cerca di occupazione . Restringendo il periodo di osservazione ai tre anni precedenti l’indagine (2013- 2016), queste molestie hanno riguardato oltre 425mila donne (il 2,7%). Un dato sostanzialmente stabile se confrontato rispetto a quanto rilevato nel 2008-2009 (periodo della precedente edizione dell’indagine), in cui le vittime erano l’8,5% nel corso della vita e il 2,4% negli ultimi tre anni.

Sono 167mila le donne che hanno subito queste forme di ricatto negli ultimi tre anni (l’1,1%); al momento dell’assunzione ne sono state colpite più frequentemente le donne impiegate (37,6%) o le lavoratrici nel settore del commercio e dei servizi (30,4%). La quota maggiore delle vittime, inoltre, lavorava o cercava lavoro nel settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (20%) e in quello del lavoro domestico (18,2%).

Nel loro insieme le molestie sessuali sulle donne risultano in costante diminuzione dal 1997-98 a oggi. Diminuiscono le vittime di esibizionismo, di telefonate oscene, di molestie fisiche e, anche se in misura minore, le vittime di pedinamenti e di molestie verbali. Rispetto al 2008-2009, risultano invece stabili i ricatti sessuali sul lavoro subiti nei tre anni precedenti alla rilevazione.

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