Morbillo: perché oggi bisogna vaccinarsi?

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Oscar Puntel

Perché è opportuno vaccinarsi contro il morbillo? La vecchia credenza per cui è bene contrarre la malattia perché così ci si auto-immunizza è sbagliata. Un esperto ci aiuta a far chiarezza

È allarme morbillo, in Piemonte. A essere colpiti sono soprattutto gli adulti, che hanno contagiato anche una ventina di operatori sanitari. Il 72% delle persone che si sono ammalate hanno più di 20 anni.

Giusto per fare un confronto, nei primi due mesi del 2016, i casi di morbillo registrati in quella regione erano 16: fra gennaio e febbraio del 2017 sono oltre 150. Un caso è stato segnalato anche a Firenze, dove a essere colpita è stata una operatrice che lavora nel reparto di ostetricia. E dalla Unità sanitaria locale “Toscana centro”, è partito un appello: «Vaccinatevi, per evitare che le malattie contagiose si propaghino. Il vaccino è sicuro e offre benefici al singolo individuo e a tutta la popolazione, protegge dalle malattie infettive come il morbillo, la parotite e la rosolia».

False credenze

In passato prendersi una malattia esantematica come il morbillo (ma lo stesso vale per varicella o rosolia) non era poi considerato grave. In caso di malattia, i medici di famiglia bonariamente ci spiegavano che così il bambino avrebbe irrobustito il suo sistema immunitario e si sarebbe auto-protetto da contagi futuri. «Ma quella era una credenza sbagliata. E lo è tutt’ora» replica Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che per Mondadori ha pubblicato con successo il libro Il vaccino non è un’opinione.

Perché bisogna vaccinarsi contro il morbillo?

«Si tratta di un errore concettuale. Per farvi capire, quando io ero bambino, giravo in macchina con mio padre senza cinture e senza seggiolino. Sbagliava, ma quella volta le regole stradali non richiedevano alcuna prevenzione. Sono ancora vivo? Ho avuto fortuna. Oggi, alla luce del buonsenso e di un più moderno codice della strada, non significa che quando viaggio con mia figlia faccia la stessa cosa» ci dice l’esperto.

Ci sono numeri, dietro questa malattia, che devono farci riflettere: un bambino su mille può portarsi dietro conseguenze permanenti come danni cerebrali o ritardo mentale; un bambino su 2mila muore. Negli Usa, prima che arrivasse il vaccino, un bambino su 400 moriva.

«Non vaccinare contro il morbillo significa esporre un bambino a un rischio gravissimo, che poi aumenterà con l’età. Preso da adulti, infatti, questa patologia può portare a complicazioni più gravi: si manifesta in maniera più forte e può portare a encefalite e a polmonite morbillosa o altre complicazioni polmonari».

Qual è il vaccino contro il morbillo?

«A noi non è successo nulla? Abbiamo avuto solo fortuna. Il vaccino invece toglie ogni rischio: da bambini e da adulti» avverte Burioni.

Il vaccino disponibile è un trivalente: anti parotite, rosolia e morbillo. «Chi ha già avuto una delle tre malattie, può tranquillamente fare il trivalente: la protezione è garantita per le due malattie rimanenti. E nulla succede per quella per cui ho già sviluppato gli anticorpi». Si tratta di un vaccino sicuro e non ha effetti collaterali, se non lievi.

Come per tutte le malattie esantematiche, inoltre, vale il concetto dell’immunità di gregge. «Se ci vacciniamo tutti, impediamo al virus di circolare. Non proteggiamo solo noi, ma anche gli altri» dice Burioni.

Leggi anche: Il nuovo Piano Nazionale Vaccini

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