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Perché è scoppiata la guerra in Georgia

di Stella Pende
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Un conflitto improvviso. Feroce. Dietro il quale c'è la lotta per il petrolio. E la voglia di Putin di ristabilire il suo potere nel Caucaso. Ma a pagare sono i civili innocenti

Un conflitto improvviso. Feroce. Dietro il quale c'è la lotta per il petrolio. E la voglia di Putin di ristabilire il suo potere nel Caucaso. Ma a pagare sono i civili innocenti

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Gli occhi di una bambina con la spalla stracciata da una bomba dicono subito la verità dell'ultima, improvvisa, guerra in Georgia. Forse anche la verità delle stesse guerre nel mondo. Quell'incosciente del presidente georgiano Saakashvili ha invaso ferocemente l'Ossezia del Sud, la regione autonoma della Georgia che due anni fa si è autoproclamata repubblica indipendente, sognando il ricongiungimento con la Russia. I georgiani ci sono andati giù pesanti. Incendi, morti, stragi di bestiame e di cavalli. Praticamente uno stupro di quelle terre verdi e di fiori che paiono ancora appartenere a vecchi dipinti. Mosca, che non vedeva l'ora, ha risposto ancora più ferocemente con i suoi  carri armati, aerei da guerra, bombe, portando morte e distruzione in Georgia. Ma chi muore, chi non ha più casa, chi corre coi figli addosso pieni di sangue e di terrore? La gente di Georgia, e il popolo degli Osseti. I civili. Gli innocenti. I grandi, i potenti, i presidenti giocano alla guerra e i sudditi poveracci pagano. I russi dicono che le vittime del macello georgiano sono 1.500. I georgiani accusano 150 morti. I profughi sono decine di migliaia. Nel momento in cui scrivo, la Georgia chiede il cessate il fuoco e il suo presidente, che ha rischiato un bluff molto pericoloso, domanda aiuto all'America, che ammonisce Putin: «Basta bombe o interveniamo noi». Berlusconi telefona allo zar amico Putin. Sarà una guerra lampo o ancora migliaia di morti? Putin vuole una resa completa. Del resto la Georgia gli ha fatto persino lo smacco di voler entrare nella Nato! Morte alle province che flirtano con l'Occidente. È chiaro che il Cremlino tenta di riprendere il controllo delle ex repubbliche sovietiche. La Georgia non riconosce lo zar? Verrà punita. L'Ossezia del Nord, quella del Sud con l'Inguscezia e la Georgia sono veri gioielli dell'ex Urss. E troppo preziosi.  Una delle ragioni di questa guerra, infatti, riguarda naturalmente il petrolio. Attraverso la Georgia passa l'oleodotto che porta il petrolio dell'Azerbaigian dal mar Caspio fino alla costa turca del Mediterraneo. Non passando per l'Iran ma neppure per la Russia. «E Mosca non accetterà mai di essere tagliata fuori dagli  approvvigionamenti energetici»: lo dice Olivier Roy, massimo esperto europeo dell'ex Urss. Ma chi può capire davvero l'infuocato Caucaso? Durante l'assedio della scuola di Beslan nell'Ossezia del Nord gli osseti meditavano di aggredire gli ingusci, ritenendoli complici del massacro. Poi non accadde nulla. Una madre inguscia mi disse però qualcosa che non ho potuto dimenticare:«Voi venite qui dalle vostre città e dai grattacieli cercando di capire queste montagne e questa gente. Il Caucaso è un mistero anche per se stesso. I nostri demoni si litigano l'un l'altro da duecento anni. Chi li sfida è un pazzo!». Ma Putin è un pazzo?

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