Pesce al mercurio: come evitarlo? E le alternative più sicure?

Credits: Ansa
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di

Lorenza Pleuteri

È allarme per il pesce spada al mercurio: 9 lotti surgelati sono stati ritirati dal mercato. L’allerta è stata lanciata dal Ministero della Salute: “Non consumare il prodotto a rischio e restituire le confezioni segnalate”. Come riconoscere i prodotti da non consumare? E quali specie di pesce sono più sicure?

Allarme pesce spada al mercurio

Troppo mercurio, oltre i limiti consentiti, in una partita di pesce spada d’importazione. Per questo motivo i controllori dei servizi veterinari di un’Asl di Toscana, impegnati in quotidiane verifiche e in analisi mirate, hanno accertato e segnalato lo sforamento delle soglie. Ed è scattato il protocollo previsto in casi simili. Il Ministero della Salute ha lanciato un’allerta e ha disposto il ritiro dal mercato di "trance spada extra sashimi” (xiphias gladius), lavorate e distribuite dall’azienda Effeti surgelati srl, con sede a Calenzano, in provincia di Firenze. Si tratta dei lotti contrassegnati dai codici: 70898, 70899, 72476, 72477, 72478, 72838, 73409, 74330 e 75185. Gli esemplari eccessivamente contaminati sono stati pescati nell’Oceano Pacifico e sono arrivati in Italia dalla Corea, importati da una ditta di Fermo.

Come riconoscere i prodotti da non consumare

I “pezzi” da eliminare sono imbustati in sacchetti trasparenti per alimenti, si possono riconoscere anche dal marchio di identificazione dello stabilimento fiorentino (IT W2V5V CE ) e scadono il 27 maggio 2017. I prodotti così identificati (se fossero finiti nella borsa della spesa prima dell’allerta) non vanno mangiati. Devono essere restituiti al punto vendita in cui sono stati acquistati o direttamente al distributore fiorentino. Si ha diritto al rimborso dei soldi spesi o alla sostituzione delle confezioni.

I pesci al mercurio non sono rari: attenzione ai predatori

Attenzione, però. Non bisogna sottovalutare né sopravvalutare l’allarme. La presenza di mercurio nei pesci, in particolare in quelli predatori di grossa taglia, non è rara. La differenza, per la salute pubblica e per il ritiro dal mercato, la fanno la quantità e l’accumulo nel corso del tempo, come per tutti i metalli pesanti.

Nell’Unione europea il limite tollerato per i pesci predatori e gli esemplari più grandi (spada, tonni e tonnetti, squali, spigole, lucci, anguille, rane pescatrici, triglie, storioni, pagelli…) è di 1 milligrammo di mercurio per ogni chilo di peso del singolo esemplare, mentre per i pesci piccoli il tetto massimo consentito si dimezza (0,5 mg/kg).

Il metilmercurio e i pericoli per donne incinte o che allattano

La forma più tossica e più comune di mercurio presente nella catena alimentare è quella organica, rappresentata dal metilmercurio. Spiegano gli esperti dell’associazione Altroconsumo: “Il metilmercurio si accumula soprattutto nei globuli rossi ed è trasportato nell’organismo dal sangue. Arriva alla ghiandola mammaria e passa nel latte materno. Inoltre è in grado di attraversare la placenta, la barriera cerebrale e quella cerebrospinale, raggiungendo cervello e sistema nervoso centrale. Studi recenti hanno confermato il nesso tra l’esposizione fetale al metilmercurio e il ridotto sviluppo neurologico del bambino. Non sono stati invece evidenziati effetti negativi a livello neurologico nella popolazione adulta”.

Evitare rischi: ecco come fare per stare tranquilli

Per essere tranquilli, sempre secondo i paladini degli utenti, basta osservare alcuni semplici consigli.

- Diversificare l’alimentazione, sempre una buona norma.

- Imparare a scegliere i pesci meno soggetti all'inquinamento da mercurio, preferendo quelli di taglia più piccola e i pesci non carnivori. Il mercurio – viene ripetuto - tende ad accumularsi nei pesci predatori, cioè quelli che si nutrono di altri pesci, “ereditando” via via la quota che le prede avevano a loro volta immagazzinato.

- Gi adulti non dovrebbero consumare più di una porzione alla settimana di pesci predatori, noti per la loro contaminazione da metilmercurio: oltre allo spada, tonno sfuso, squalo e via elencando.

- Queste specie andrebbero alternate, in tavola, con altre meno contaminate: sardine, sgombri, branzini, orate, sogliole, trote, salmoni…

- Il consumo di tonno in scatola è considerato più sicuro – spiegano ancora gli esperti di Altroconsumo -perché i pesci utilizzati sono generalmente di dimensioni più piccole e più giovani: il loro contenuto di mercurio è limitato.

- Ultimo suggerimento: le mamme che aspettano un figlio o che stanno allattando dovrebbero evitare del tutto di mangiare pesci predatori, per azzerare potenziali effetti negativi sul sistema nervoso di feti e neonati, in via di sviluppo. Il consumo di pesce spada e affini è sconsigliato anche per i bambini piccoli e alle donne che stanno pianificando una gravidanza.

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