La pillola fa male?

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di

Cinzia Testa

Il libro di una giornalista francese riapre il dibattito sui danni provocati dalla pillola anticoncezionale. Abbiamo chiesto ai nostri esperti cosa c'è di vero nelle accuse. E voi che rapporto avete con la pillola? Raccontateci la vostra esperienza scrivendo a: dilatua@mondadori.it

Il libro J'arrête la pilule (Smetto la pillola), scritto dalla giornalista Sabrina Debusquat, sta sollevando in Francia ampi dibattiti. Sul banco degli imputati, i contraccettivi orali, accusati di provocare problemi fisici e psicologici. In Italia la diffidenza verso la pillola è molto più diffusa che Oltralpe: la usa solo il 14,2%, delle donne fertili contro il 41,5% delle francesi (dati dell’Organizzazione mondiale della sanità). La ragione principale di abbandono delle nostre connazionali è la paura di effetti collaterali estetici, cioè ritenzione idrica e aumento di peso. Disturbi, questi, che fanno parte delle molte accuse mosse alla pillola contraccettiva dall’autrice francese, che proprio sugli effetti collaterali ha condotto un sondaggio coinvolgendo 3616 donne tra i 13 e i 50 anni.

Ma cosa c’è di vero? Abbiamo scelto i temi più scottanti affrontati da Debusquat e li abbiamo sottoposti ai nostri esperti. Ecco cosa ci hanno risposto.

La pillola favorisce il tumore al seno?

Cosa scrive Sabrina Debusquat: «Dagli anni ’60, quando le donne hanno cominciato ad assumere la pillola, il cancro al seno aumenta ogni decennio in modo assai importante»  

Il parere di Domenica Lorusso, ginecologa oncologa dell'Istituto dei tumori di Milano e ricercatrice Airc, Associazione italiana ricerca sul cancro

«Studi recenti sembrano suggerire che il legame tra pillola e tumore al seno esiste soprattutto per le pillole di prima generazione, cioè le trifasiche, perché hanno dosaggi di progesterone e di estrogeni più elevati rispetto a quelle di oggi. Gli studi provano però anche che nell'arco di dieci anni da quando si smette di assumerla, il rischio di malattia ritorna identico a quello di chi non ha mai preso la pillola. Bisogna anche tenere conto che la crescita di questo genere di tumori potrebbe essere dovuto al fatto che negli ultimi anni si è registrato un aumento di una serie di fattori di rischio, come quelli alimentari e ambientali. Anche se la pillola di oggi non è quella di un tempo, comunque, per prudenza il consiglio è di soppesarne pro e contro in caso di familiarità di tumore al seno. È invece dimostrato che la pillola contraccettiva protegge dal tumore alle ovaie: già alla fine del primo anno di assunzione abbatte il rischio di questo tipo di carcinoma del 10-12%; se presa per cinque anni, lo dimezza. Le ricerche hanno anche confermato che, una volta interrotto il contraccettivo, la protezione permane per un decennio». 

Provoca la trombosi?

Cosa scrive Sabrina Debusquat: «Tre casi su quattro di trombosi riguardano donne che assumono la pillola contraccettiva di terza oppure di quarta generazione»  

Il parere di Lidia Rota, presidente di Alt, Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari onlus

«Le pillole di ultima generazione, le cosiddette “leggere”, sono più a rischio di gravi alterazioni degli indici di coagulabilità del sangue rispetto alla altre. È normale però che assumendo la pillola si verifichi un’alterazione del sistema di coagulazione. Questo sbilanciamento, simile a quello che accade in gravidanza, in molte donne passa inosservato perché ci pensa l’organismo a “parare” i pericoli. In alcune può però provocare guai, come una flebite, per esempio. Per identificare le donne a rischio è sufficiente un colloquio tra medico e paziente. In genere chi ha già in famiglia dei precedenti di ictus, infarto, trombosi, flebiti alle gambe prima dei 60 anni, oppure ha già avuto una flebite, è nella categoria di chi è più soggetto alle trombosi. Contribuiscono ad aumentare il pericolo il fumo e il sovrappeso, soprattutto se il grasso è concentrato a livello addominale. In caso di familiarità con malattie cardiovascolari, è quindi meglio orientarsi verso un metodo contraccettivo non ormonale, visto che la scelta non manca».

Fa diminuire il desiderio?

Cosa scrive Sabrina Debusquat: «La pillola influenza fortemente tre ormoni essenziali al desiderio femminile: il testosterone, gli estrogeni e il progesterone» 

Il parere di Roberta Rossi, presidente FISS, Federazione italiana di sessuologia scientifica

«Il calo del desiderio sessuale poteva avvenire con le pillole di prima generazione. Con le nuove non succede perché i dosaggi ormonali sono molti bassi. Inoltre si può scegliere tra formule farmacologiche diverse, con differenti combinazioni di estrogeni e progestinico, in modo da cambiare pillola se si avverte una diminuzione della libido. Certo, questo presuppone un buon rapporto tra medico e paziente e la possibilità di dialogare senza tabù. Comunque corpo e psiche s’intrecciano nel rapporto tra sessualità e contraccezione ormonale. Secondo i dati raccolti da un’indagine scientifica recente sulla pillola continuativa (cioè da assumere tutti i giorni senza interruzioni per 3-4 mesi) la donna che preferisce la pillola non-stop è più tranquilla perché non deve stare attenta ai giorni di pausa. E questo porta a un approccio positivo alla sessualità».

Fa ingrassare?

Cosa scrive Sabrina Debusquat: «Ha molti effetti collaterali che la rendono poco tollerabile».  

Il parere di Andrea Giustina, professore di endocrinologia e metabolismo dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano

«Oggi esiste una vasta gamma di pillole, diverse per dosaggio, per tipo di ormone utilizzato e per tempi di somministrazione. Si possano scegliere prodotti con concentrazioni molto ridotte di ormoni che hanno effetti collaterali attenuati, compresa la ritenzione idrica. Questo vale anche per l’aumento di peso, che è la grande paura di molte donne. In realtà, anche il gonfiore è provocato dal ristagno dei liquidi ed è un disturbo che può essere gestito con l’aiuto del medico. Naturalmente è consigliato almeno un controllo annuo per verificare la tollerabilità della pillola scelta. Non va comunque mai dimenticato che questo anticoncezionale è un vero e proprio farmaco, prescritto anche a scopo terapeutico per problemi come l’endometriosi o l’eccesso di ormoni maschili. In questi casi i benefici per la donna sono sicuramente prevalenti».



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