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Samantha Cristoforetti: «Stiamo lavorando per sbarcare su Marte»

di Eva Carducci
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Mentre nei cinema sbarca il film "The martian", si scopre che sul Pianeta Rosso potrebbe esserci vita. E l'astronauta Samantha Cristoforetti, che abbiamo intervistato, rende concreto questo sogno. "Sì, un giorno l'uomo metterà piede su Marte"

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Mentre nei cinema sbarca il film "The martian", si scopre che sul Pianeta Rosso potrebbe esserci vita. E l'astronauta Samantha Cristoforetti, che abbiamo intervistato, rende concreto questo sogno. "Sì, un giorno l'uomo metterà piede su Marte"

Spesso il cinema riesce a portarci là dove la scienza non è ancora in grado di arrivare. È appena uscito in Italia Sopravvissuto - The Martian, il film diretto da Ridley Scott. Tratto dal romanzo fantascientifico "L'uomo di Marte", di Andy Weir, ha come protagonista Matt Damon, che interpreta l'astronauta Mark Watney, rimasto bloccato sul Pianeta rosso in seguito al fallimento della missione di cui fa parte.

Questa, finora è fantascienza. Ma ancora per poco. Pochi giorni fa la Nasa ha annunciato la scoperta di ruscelli d'acqua salata sul suolo marziano, quando finora sembrava esistesse solo in forma di ghiaccio. Una notizia straordinaria che lascia spazio a nuovi studi circa la possibilità che sul Pianeta Rosso possano esistere, o siano esistite, tracce di vita così come la conosciamo, che hanno bisogno proprio di acqua allo stato liquido per potersi sviluppare. Possiamo pensare che in un futuro non troppo lontano metteremo piede sul Pianeta rosso? L'abbiamo chiesto a Samantha Cristoforetti, raggiunta alla presentazione del film. Prima italiana nello spazio, nei 199 giorni della missione Futura ci ha fatto sentire tutti parte della spedizione,con  le sue foto dalla stazione spaziale.

"Per ora non c'è una missione concretamente pianificata per l'arrivo dell'uomo su Marte, ma è un obiettivo comune su cui in molti stanno lavorando". Lei è tornata lo scorso giugno. E non ci penserebbe due volte se le offrissero l'opportunità di fare rotta verso il Pianeta Rosso. "In realtà ci conto" ci dice: "ci stiamo lavorando. Al momento ci vorrebbero sei mesi solo per arrivare, senza considerare il rientro e il tempo di preparazione per la missione. Abbiamo bisogno di innovazioni tecnologiche per accorciare drasticamente i tempi e trovare una soluzione a molti problemi, come ad esempio diminuire gli effetti dannosi dovuti all'esposizione prolungata ai raggi cosmici".

Da dove cominciare allora? "Per conoscere meglio il territorio marziano, e spianare la strada a un futuro arrivo dell'uomo, sono fondamentali le esplorazioni robotiche, tra cui Exomars, una missione che ha un forte contributo italiano e che partirà nel 2016, con l'obiettivo di ricercare tracce di vita sul Pianeta" commenta l'astronauta.

Il sogno di sbarcare su Marte rappresenta la nuova frontiera della conquista spaziale, nata dal desiderio di spingersi oltre i limiti terrestri per trovare nuovi mondi abitabili. Ma oggi non è più solo un sogno, potrebbe essere una necessità. Secondo il celebre fisico britannico Stephen Hawking, la possibilità di sopravvivenza della specie umana dipenderà infatti dalla capacità di raggiungere altri pianeti abitabili nell'Universo.  

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