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Sicurezza alimentare: quali tutele esistono per i consumatori

di Fabio Brinchi Giusti
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Dopo il caso dei Mars ritirati dal mercato, della birra tedesca in cui sono state rinvenute tracce di diserbante e l'allarme sui prodotti agricoli cancerogeni in Veneto, il cibo torna a far paura. Cosa possiamo fare noi consumatori per tutelarci?

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Dopo il caso dei Mars ritirati dal mercato, della birra tedesca in cui sono state rinvenute tracce di diserbante e l'allarme sui prodotti agricoli cancerogeni in Veneto, il cibo torna a far paura. Cosa possiamo fare noi consumatori per tutelarci?

In pochi giorni abbiamo avuto il caso Mars, sono state trovate tracce di diserbante nella birra tedesca e si sospetta che molti prodotti agricoli provenienti dal Veneto siano stati inquinati da prodotti tossici e cancerogeni. Il cibo torna a far paura. Cosa possiamo fare noi consumatori per tutelarci?

Una barretta di cioccolato con un pezzo di plastica rossa dentro. Inquietante vero? È la disavventura capitata ad un ragazzo. Spaventato, ha contattato l’azienda che ha ritirato da tutta Europa migliaia e migliaia di merendine col timore che potessero contenere plastica.

La tutela della salute del consumatore
Quando ascoltiamo queste notizie viene spontaneo chiedersi se siamo davvero sicuri e cosa possiamo fare noi, semplici consumatori, quando andiamo a fare la spesa. “Negli ultimi anni” – ci spiegano dal Codacons – “a livello di legislazione europea e nazionale si sono affermati due principi base della tutela alimentare: il principio di precauzione e quello della rintracciabilità.”

Il principio di precauzione entra in gioco ogni volta in cui non si può determinare con assoluta certezza l’assenza di rischi nel cibo: in questo caso le autorità, non appena ricevono una segnalazione, intervengono sequestrando e ritirando dal mercato tutti i prodotti a rischio. Come accaduto appunto con le merendine Mars: non appena è arrivata la segnalazione, tutte le merendine a rischio pezzi di plastica sono state ritirate dal mercato.

“Il principio della rintracciabilità” – spiegano ancora dal Codacons – “reso obbligatorio da un regolamento europeo nel 2002, è la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento e di tutte le sostanze che contiene. Anche i mangimi per gli animali da cui si ricavano il latte o la carne sono tracciati allo stesso modo. Come un filo d’Arianna permette di ripercorrere a ritroso tutte le fasi della produzione, individuando tutte le fase e tutte le imprese coinvolte nella produzione.”

L'etichetta alimentare
Il consumatore può conoscere la traccia del percorso attraverso le etichette dei prodotti, scritte seguendo rigide regole. “L’etichetta” –chiarisce il Codacons” – “permette a noi consumatori di sapere cosa stiamo comperando e quali caratteristiche hanno gli alimenti di cui ci nutriamo. Come la pubblicità, non deve ingannare e le sue indicazioni devono essere comprensibili da chiunque.” L’etichetta deve raccontare tutta la storia del prodotto: il trattamento subito, il luogo d’origine, la data di scadenza, l’elenco degli ingredienti. Vanno indicati anche se sono OGM o prodotti da agricoltura biologica.

I marchi di qualità alimentare
Importanti per la qualità e la sicurezza del cibo sono anche i marchi di qualità come l’IGP o il DOP che in genere certificano i prodotti tipici di un territorio. Il marchio garantisce che quegli alimenti sono prodotti secondo metodi tradizionali e solo nel territorio autorizzato.

Dunque, ricapitolando: è soprattutto l’etichetta l’arma che abbiamo nelle nostre mani per sapere cosa stiamo mangiando. L’etichetta è importante anche per le allergie perché la conoscenza completa degli ingredienti permette di evitare quelli più a rischio. Nel caso sfortunato in cui un consumatore si sia trovato fra le mani un’etichetta falsa o incompleta e per colpa di queste informazioni parziali abbia subito un danno, potrà chiedere il risarcimento in tribunale.

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