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Stupro: le donne non “se la cercano” mai

di Alessandra Appiano
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Negli stupri di gruppo di Salerno e Savona ciò che colpisce di più è la mancanza di senso di responsabilità dei giovani aggressori. E l'indifferenza verso le vittime. Atteggiamenti che si possono guarire solo educando i maschi al rispetto

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Negli stupri di gruppo di Salerno e Savona ciò che colpisce di più è la mancanza di senso di responsabilità dei giovani aggressori. E l'indifferenza verso le vittime. Atteggiamenti che si possono guarire solo educando i maschi al rispetto

Alessandra Appiano
Un'opinione di

Alessandra Appiano

Scrittrice, giornalista e autrice televisiva. Con il suo primo romanzo “Amiche di salvataggio”...

Quello che impressiona di più del caso della 16enne di Sarno (Sa) stuprata da 5 minorenni apparentemente “per bene”, senza precedenti di violenza o di droga, è lo stupore con cui i ragazzi hanno accolto la pubblica condanna. Come bestie feroci l’hanno violentata in un garage per ore, del tutto inconsapevoli dello scempio che stavano compiendo su un giovane essere umano.

Accusata di essersela cercata

Maria Grazia Parisi, medico e psicoterapeuta, sottolinea questa mancanza di senso di responsabilità. «Come se non ci fosse nessun rapporto tra la brutalità degli atti compiuti e le conseguenze. Come se nessuno si chiedesse che cosa succederà dopo...». In questo caso il “dopo”, per fortuna, ha preso le sembianze di una denuncia: la ragazza, aiutata da genitori intelligenti, ha avuto il coraggio di andare dai carabinieri a raccontare l’orrore con tanto di nomi e cognomi. Salvo poi essere accusata sui social di essersela cercata: «Avete visto bene come quella si concia e se ne va in giro?», «L’hai voluto tu», «Hai messo nei guai questi ragazzi per sfizio»...

Ma perché questa ondata di crudeltà crescente sulle donne?

«E’ come se il maschio immaturo e insicuro avesse bisogno di affermare il suo dominio attraverso gesti tribali e selvaggi. La paura di non valere, di non contare si esprime in una lotta disumana e oscena, in una gara truccata in partenza, in cui a soccombere sono i più deboli, in questo caso una fanciulla ingenua». Che si è sfogata su Facebook: «Sono stata pugnalata da chi credevo fosse mio amico… Forse la colpa è stata mia che mi sono fidata di un mostro...».

Il mostro-fidanzato

E se poi il mostro è addirittura il fidanzato, che offre la sua donna agli amici, una specie di bambola da usare senza ritegno per il proprio piacere, in quale misura si può essere risarcite? Nel caso della 18enne di origine polacca residente a Savona, non basta che i pubblici ministeri le abbiano dato ragione, stabilendo la violenza sessuale di gruppo (anche se i 3 giovani accusati continuano a sostenere che lei era consenziente). Nulla potrà farle dimenticare la cattiveria con cui l’hanno posseduta e poi filmata, come se non ci fosse alcuna differenza tra un videogioco e un massacro esistenziale.

Madri e padri devono parlare ai figli

Eppure ci deve essere una strada per la guarigione. «In ogni tipo di malattia» osserva Maria Grazia Parisi «la cura migliore è la prevenzione. La madri e i padri devono parlare ai propri figli, toccando anche tasti delicati, senza paura di sollevare discussioni su argomenti complessi, talvolta spinosi. E nelle scuole si deve aprire un dibattito costante, non basta il cordoglio del giorno dopo».  

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