In arrivo il test per diagnosticare il cancro

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Flora Casalinuovo

Arriva anche in Italia (per ora a pagamento) il test per diagnosticare il cancro. Lo annuncia l'oncologa Patrizia Paterlini Bréchot, che lo ha messo a punto. E che racconta le sue ricerche nel libro Uccidere il cancro

In Francia tutti ne parlano. Il libro Uccidere il cancro (Mondadori) dell'oncologa Patrizia Paterlini Bréchot ha conquistato le classifiche, i salotti televisivi e le copertine dei giornali. L'oncologo italiana racconta la scoperta del test per diagnosticare il cancro e, per la prima volta, confessa il grande amore per il marito e le paure da mamma. Oggi il test è arrivato in alcune strutture. In Italia si usa all'Istituto di Ricerca diagnostica e nucleare di Napoli (www.sdn-napoli.it).

Un esame del sangue per “predire” il cancro 

L'obiettivo di sconfiggere il tumore potrebbe essere più vicino: il test che l'oncologa ha ideato è in commercio. Si chiama Iset (una sigla tecnica, ma anche il nome della moglie del faraone Ramses, che lo difese dai nemici) e con un semplice prelievo individua le cellule tumorali anni prima di Tac e simili. E in questo campo il tempo è tutto. “Per ora lo usiamo sui malati per individuare le metastasi prima che si manifestino” spiega la professoressa, che insegna all'università Paris Descartes. “Per questo è usato ancora in pochi centri in Francia, Italia e Stati Uniti (l'elenco è su www.isetbyrarecells.com)». Costa 486 euro e non è rimborsabile.

«Ma insieme al mio team continuo a lavorare. Dormire ci sembra uno spreco di tempo: vogliamo che il test sia perfetto. Il prossimo passo è usarlo nelle persone sane e capire subito l'organo colpito dal tumore. I tempi? Dipendono dai fondi. Ho scelto di essere libera, di non entrare in quello che chiamo il marketing biomedico: le grandi multinazionali vogliono dirigere la ricerca, non hanno pazienza di aspettare. Allora ho fondato una mia compagnia con i risparmi di una vita e le donazioni della gente comune. Sono proprio le persone a mancarmi di più nelle lunghe giornate in laboratorio. Ho deciso di fare il medico per aiutarli a lenire la sofferenza e il sogno è che Iset serva a questo”.

"Donne, prendetevi tutto: lavoro e famiglia"

Patrizia Paterlini Bréchot è nata in Emilia Romagna e da 30 anni vive a Parigi. Se davanti al microscopio questa scienziata non ha mai avuto la tentazione di mollare, nella quotidianità i timori non sono mancati. “Conciliare professione e vita privata è un'impresa titanica” ammette. “Infatti all'inizio della carriera avevo scelto la prima. Poi sono venuta in Francia per lavorare con il famoso ricercatore Christian Bréchot e ci siamo innamorati. Entrambi eravamo già sposati e all'inizio abbiamo dovuto compiere scelte dolorose. La vita a due assomiglia a un viaggio in mare con tante burrasche. E se quelle ho imparato a placarle, ho faticato a superare il timore di sbagliare quando sono diventata mamma di Davide e Lucas, che oggi hanno 27 e 24 anni. Non ho mai corretto un loro compito di scuola, non ho mai cucinato. Ma ora posso dirlo alle altre madri: osate, prendetevi tutto, lavoro e famiglia. I vostri figli sentiranno l'amore, che non si misura in ore passate insieme. E cresceranno con una mamma soddisfatta, che ha sempre lottato per realizzare i suoi sogni e che sarà un modello da imitare”.


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