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Unioni civili: cosa cambia con la nuova legge

di Oscar Puntel

Le unioni civili sono legge. La Camera dei Deputati ha approvato in via definiva il disegno di legge che consente anche a due persone dello stesso sesso di unirsi civilmente. Ecco cosa cambia

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Le unioni civili sono legge. La Camera dei Deputati ha approvato in via definiva il disegno di legge che consente anche a due persone dello stesso sesso di unirsi civilmente. Ecco cosa cambia

La nuova legge introduce due nuovi istituti: quello delle unioni civili per le coppie omosessuali (per le quasi si prevedono diritti molto simili a quelli di un normale matrimonio) e quello delle convivenze di fatto, per le coppie omo e eterosessuali (unioni più blande di un matrimonio e con alcuni diritti riconosciuti). Vediamoli nel dettaglio.

Unione civile: quali diritti?

L'unione civile sarà possibile “davanti all'ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni” e verrà trascritta “nell'archivio dello stato civile”, spiega il testo.

Viene stabilito l'obbligo dell'assistenza morale e materiale nella coppia: ognuno contribuisce ai bisogni comuni, secondo le sue possibilità. Vi è il riconosciuto della “vita familiare”. La coppia dovrà stabilire una stessa residenza. Sarà possibile anche scegliere di adottare il cognome del partner o di aggiungerlo al proprio. Se la coppia 'scoppia' valgono le stesse regole del divorzio, come se a 'saltare' fosse un matrimonio normale. Norme che risalgono al 1970: l'unica differenza è che l'unione può essere sciolta anche senza il periodo della separazione (come invece accade oggi nei matrimoni).

E le adozioni?

Non saranno possibili. La legge non consente neppure la famosa “stepchild adoption”, cioè l'adozione dei figli di uno dei due partner, da parte dell'altro membro della coppia. Tuttavia la nuova legge lascia ai singoli Tribunali la possibilità di valutare caso per caso e concedere questa forma particolare di adozione con una sentenza.

E sul fronte economico?

Le novità sono sul fronte economico. Dal punto di vista patrimoniale, una coppia unita civilmente gode del regime di comunione dei beni. Ma, se lo vorrà, potrà anche concordare un altro regime patrimoniale. La pensione di reversibilità e il Tfr maturato da uno dei due partner spettano all'altro. L'eredità di uno dei due membri della coppia andrà per il 50% al partner: agli eventuali figli, il restante.

Convivenze di fatto: che cosa sono?

“Due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un'unione civile” - come dice il testo – possono scegliere di ufficializzare la loro unione con una “Convivenza di fatto”, forma più blanda di un matrimonio, ma con il riconoscimento di alcuni diritti.

Convivenze di fatto: quali diritti?

La legge riconosce al convivente la possibilità di assistenza in ospedale o in carcere; le decisioni che riguardano la salute, in caso di impedimento o malattia e anche quelle su eventuale donazioni di organi. Se uno dei due muore, il convivente può continuare a vivere nella casa del partner fra i 2 e i 5 anni o può subentrare al contratto di affitto. La convivenza 'riconosciuta' è come un matrimonio anche per le graduatorie della case popolari. I rapporti patrimoniali vengono predefiniti da un apposito contratto e, in caso di scioglimento della convivenza di fatto, il giudice può anche decidere il pagamento degli alimenti in favore dell'ex.

Quali sono i limiti di questa legge?

Questa legge ha anche alcune carenze. Per esempio, se dovesse accadere un omicidio all'interno di una coppia sposata con matrimonio, la pena base di 21-24 anni verrebbe incrementata a 24-30: ci sarebbe cioè il riconoscimento di una aggravante: omicidio commesso in un contesto matrimoniale. Per le unioni civili o le convivenze di fatto, questo non è previsto.

Inoltre, il nuovo testo non dice nulla sulla bigamia: cosa vietata e punita in Italia, in caso di matrimonio 'normale'. Chiariamolo subito: unioni civili e convivenze di fatto si stabiliscono solo fra due persone. Tuttavia se dovessero verificarsi casi di bigamia dentro questi due nuove istituti di unione, il testo non li punisce, né li vieta espressamente. Non accadrebbe nulla.


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