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Valeria Solesin, la vittima italiana degli attentati di Parigi

di Laura Badaracchi
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Valeria Solesin, borsista ventottenne alla Sorbona di Parigi, è una delle 132 vittime degli attentati che hanno devastato Parigi il 13 novembre. Veneziana, si trovava al teatro Bataclan con il fidanzato e altri amici per una serata di musica da condividere. Che però è finita in tragedia

Valeria Solesin, borsista ventottenne alla Sorbona di Parigi, è una delle 132 vittime degli attentati che hanno devastato Parigi il 13 novembre. Veneziana, si trovava al teatro Bataclan con il fidanzato e altri amici per una serata di musica da condividere. Che però è finita in tragedia

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Valeria Solesin, borsista ventottenne alla Sorbona di Parigi, è una delle 132 vittime degli attentati che hanno devastato Parigi venerdì scorso, 13 novembre. Veneziana, si trovava al teatro Bataclan con il fidanzato, la sorella di lui e il rispettivo compagno per una serata di musica da condividere.

Valeria era dottoranda in Demografia, dopo la laurea in sociologia conseguita all’Università di Trento.Due anni fa scrisse un articolo sulle lavoratrici italiane e francesi, e lo mandò alla redazione di “Neodemos”, un sito qualificato e autogestito dall’associazione fiorentina omonima che raccoglie i contributi di sociologi, demografi e altri esperti (fra i quali Massimo Livi Bacci) che aiutano a capire e decodificare il mondo che ci circonda. Dunque, la giovane studentessa piena d’iniziativa mandò via mail il suo pezzo. «Nessuno di noi la conosceva o l’aveva incontrata. Lo leggemmo, ci piacque, e lo pubblicammo il 30 ottobre del 2013. Ci piacque anche il titolo esortativo “Allez les filles, au travail!” (Forza ragazze, al lavoro!). Lo ripubblichiamo oggi, in un giorno di amara tristezza, per ricordare il suo impegno e onorarne la memoria», scrivono i responsabili di “Neodemos”.

«Benché la partecipazione delle donne al mercato del lavoro sia fortemente aumentata nell’Unione Europea, importanti differenze tra Paesi continuano a persistere. Gli Stati dell’Europa del Nord sono caratterizzati infatti da alti tassi di occupazione femminile e da una fecondità che si mantiene elevata. Al contrario, negli Stati dell’Europa del Sud, bassi tassi di attività professionale femminile si coniugano a bassi livelli di fecondità», notava la studiosa. E precisava che questa opposizione si riscontrava analogamente tra Francia e Italia, «entrambi con una popolazione di circa 60 milioni di abitanti, e con una speranza di vita alla nascita comparabile». Quindi si chiedeva puntualmente «come mai due Paesi vicini possano distinguersi così profondamente in termini di fecondità e di partecipazione femminile al mercato del lavoro. Una possibile spiegazione è che in Italia, più che in Francia, persista una visione tradizionale dei ruoli assegnati all’uomo e alla donna». Tema da riprendere ed esplorare, per dare continuità ai suoi approfondimenti.

Dal 2007 al 2009 Valeria era stata volontaria di Emergency a Trento, quando era universitaria (ma prima ancora lo era stata a Venezia). Gli amici del Gruppo hanno voluto ricordarla pubblicando sui social una foto con lei: «È il nostro modo per pensarla e per sperare», scrivono. Chi l’ha conosciuta aggiunge: «Siamo distrutti dalla notizia della sua morte, era una persona splendida. Ed è assurdo che un’ambasciatrice di pace come lei si sia ritrovata in questa situazione drammatica e sia una vittima del terrorismo. Ora però preferiamo il silenzio, nel rispetto del dolore della sua famiglia».

Intanto su Facebook 4 gruppi pubblici chiedono di intitolarle una piazza. E dopodomani, 18 novembre, alle 19 in piazza San Marco a Venezia si svolgerà una commemorazione organizzata tramite i social.

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