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Varicella, chi deve vaccinarsi?

di Annaleni Pozzoli

La vaccinazione contro la varicella ora rientra nel Piano nazionale prevenzione vaccinale, insieme a morbillo, parotite e rosolia. Conviene quindi vaccinarsi? In quali casi?

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La vaccinazione contro la varicella ora rientra nel Piano nazionale prevenzione vaccinale, insieme a morbillo, parotite e rosolia. Conviene quindi vaccinarsi? In quali casi?

Il vaccino contro la varicella ora sarà disponibile gratuitamente in tutte le Regioni. Lo prevede il nuovo Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019. Come le altre vaccinazioni facoltative contro le malattie infettive infantili, cioè morbillo, parotite e rosolia, anche la vaccinazione anti varicella rientra tra quelle raccomandate.

Finora, però, non è stata così caldeggiata dai pediatri come è stato fatto per le altre. Come mai? Conviene davvero vaccinarsi? E in quali casi? Lo abbiamo chiesto al professor Pierangelo Clerici, presidente dell'Associazione microbiologi clinici italiani, che dice subito: «La vaccinazione anti varicella finora è stata promossa solo in alcune Regioni, mentre in altre si è puntato maggiormente a spingere il vaccino contro le altre malattie infettive infantili più gravi come il morbillo, in particolare, ma anche la parotite e la rosolia».

La varicella è una malattia pericolosa?

La varicella è una malattia infettiva molto contagiosa, ma non grave. Si manifesta con malessere generale, febbre, in genere non elevata, bollicine che si trasformano prima in vescicole, poi in pustole e infine in croste. Si trasmette attraverso contatto diretto con le lesioni sulla pelle e la saliva. È causata dal virus Herpes zoster, lo stesso che può provocare, dopo i 50 anni, nelle persone con le difese immunitarie basse, il cosiddetto Fuoco di Sant'Antonio. Il virus, infatti, dopo la guarigione dalla varicella, si annida nei gangli nervosi, pronto a riattivarsi.

La varicella può causare complicazioni?

Nel 4% dei casi la varicella può causare complicazioni che però, soprattutto nei bambini sani, nella maggior parte dei casi sono lievi. Le più frequenti sono sovrainfezioni batteriche delle pustole che si curano bene con gli antibiotici. In rari casi può provocare disturbi più seri. Secondo il libretto informativo Vaccinazioni, dubbi e risposte, che si può scaricare sul sito della Regione Veneto (www.regione.veneto.it), può provocare polmoniti (23 ogni 10.000 dosi), meningiti ed encefaliti (1-2 ogni 10.000 dosi) che si risolvono però senza conseguenze. Certo, non c'è paragone con l'entità delle complicazioni causate dalle altre malattie infettive infantili (morbillo, parotite e rosolia).

Ma c'è un caso in cui la varicella può essere molto pericolosa. E cioè se ci si ammala in gravidanza, da una settimana prima del parto a due giorni dopo il parto: qui la mamma rischia di trasmettere al bimbo una grave forma di varicella che, nel 25-30% dei casi può essere addirittura mortale per il piccolo.

Perché bisognerebbe vaccinarsi contro la varicella?

Oltre alle ragioni per cui conviene sempre vaccinarsi contro tutte le malattie infettive, cioè per proteggere chi non può sottoporsi al vaccino, come le persone con gravi problemi di immunodeficienza (per esempio nei pazienti sottoposti a terapie antitumorali o per problemi immunogenetici), ci sono altri motivi più specifici legati alla varicella. Innanzitutto, perché le bambine che si sottopongono all'anti varicella non correranno il rischio di ammalarsi in gravidanza. In più, per tutti, si evita il il pericolo di contrarre il fuoco di Sant'Antonio: con il vaccino il virus viene eliminato e non può quindi restare nascosto nei gangli nervosi.

Il vaccino contro la varicella è sempre efficace?

La prima dose si fa intorno ai 15-16 mesi e ha una copertura del 60 per cento. La seconda è prevista a 5-6 anni e garantisce un'efficacia di oltre il 97 per cento. Può succedere infatti che per motivi immunologici individuali, alcune persone non sviluppino gli anticorpi contro il virus inoculato con il vaccino. In questi casi (così come può succedere tra la prima e la seconda dose) ci si può ammalare di varicella e trasmetterla a chi non ha contratto la malattia o non è ancora vaccinato. 

Il vaccino contro la varicella può provocare effetti collaterali?

A parte rossore e gonfiore nella zona dell'iniezione (2 casi ogni 10 dosi, secondo i dati riportati nel materiale informativo della Regione Veneto), le cosiddette reazioni avverse sono rare: polmonite (meno di 1 ogni 100 dosi), febbre (15 ogni 100 dosi), convulsioni febbrili (meno di 1 ogni 100 dosi) e reazioni allergiche serie (meno di 1 ogni 1.000.000 di dosi).

Dovrebbero vaccinarsi contro la varicella anche gli adulti?

Le donne in età fertile che non si sono ammalate di varicella da bambine possono sottoporsi alla vaccinazione, a patto di seguire delle precauzioni. Innanzitutto, è bene controllare con un esame del sangue che non si siano sviluppati gli anticorpi, segno dell'avvenuta infezione in passato. È indispensabile, poi, sottoporsi a un test per escludere di essere incinte (il vaccino non si può assolutamente eseguire in gravidanza). E, nei tre mesi successivi alla vaccinazione è essenziale utilizzare dei metodi anticoncezionali sicuri per evitare il concepimento.


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