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Virus Zika: a che punto siamo e quali rischi ci sono

di Cinzia Testa
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L'esperto di malattie infettive ci illustra qual è al momento il livello di allarme. C'è pericolo per l'Italia? E quali sono i rischi visto che le prossime Olimpiadi si terranno in Brasile, ovvero proprio nella nazione messa in ginocchio dalla temuta zanzara?

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L'esperto di malattie infettive ci illustra qual è al momento il livello di allarme. C'è pericolo per l'Italia? E quali sono i rischi visto che le prossime Olimpiadi si terranno in Brasile, ovvero proprio nella nazione messa in ginocchio dalla temuta zanzara?

Zika non è come Ebola, non si muore di Zika. Questa è già una bella notizia, ma il pensiero va anche alle prossime Olimpiadi che dovrebbero tenersi proprio in Brasile, la nazione al momento in ginocchio. Il Comitato olimpico americano ha già dato libertà di scelta ai propri atleti e si aspetta che altri Stati si muovano nella stessa direzione.

La confusione comunque regna sovrana e ogni giorno si viene subissati di notizie. Tra le ultime, quella che riguarda la percentuale di bambini che in realtà sono nati con la microencefalite, decisamente più bassa rispetto ai dati iniziali. Da esami più accurati, si sarebbero rivelati sani due terzi dei neonati con una precedente diagnosi positiva. “Sono comunque sempre tanti,” interviene Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le malattie infettive “L. Spallanzani” di Roma. “Per questo il lavoro dei ricercatori è volto a capire se il virus è responsabile della microencefalia, oppure se si tratta di una coincidenza. Di certo c’è che questi bambini avevano contratto Zika dalla mamma nel corso della gravidanza. E che potrebbe essere come per altri  virus che danno alterazioni cerebrali se il contagio da parte della donna avviene nel corso dell’attesa, come per esempio la rosolia. Ma, ripeto, rimarrano solo supposizioni fino a quando non ci saranno delle evidenze scientifiche in tal senso.” Nel frattempo continua a essere valido il consiglio di non recarsi nelle zone rischiose, rivolto alle donne in gravidanza.

Ma il timore è anche un altro. Che con l’arrivo della stagione calda, tra le larve delle zanzare solite ci siano anche quelle della Aedes aegipty, che diffonde il virus pericoloso. “Al momento in Europa è un rischio teorico,” aggiunge l’esperto. “Gli allarmismi sono quindi inutili ora in Europa. Mentre è bene adottare le misure di prevenzione primaria se si va nelle zone a rischio. Ricordandosi in ogni caso che nel 99 percento dei casi si tratta di una malattia benigna che si autorisolve come una qualsiasi forma parainfluenzale”.

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