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Un altro piccolo pedone ucciso: e se facessimo come a Sidney?

di Maurizio Dalla Palma
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Tre piccoli sono stati uccisi in incidenti stradali. A Ravenna, Jesolo, Reggio Emilia. Colpa dei pirati della strada. Cresce l'indignazione. E la richiesta di sicurezza

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Tre piccoli sono stati uccisi in incidenti stradali. A Ravenna, Jesolo, Reggio Emilia. Colpa dei pirati della strada. Cresce l'indignazione. E la richiesta di sicurezza

Maurizio dalla Palma
Un'opinione di

Maurizio Dalla Palma

Giornalista di Grazia, ha lavorato anche a Donna Moderna, alla tv dell’Unione Europea,...

Un bambino di 6 anni è stato investito mentre attraversava la strada con sua mamma a Rubiera (Reggio Emilia). È la terza piccola vittima in meno di una settimana.

Domenica era stata rubata la vita di Gionatan, 3 anni: anche lui con la madre, anche lui sulle strisce pedonali, in un posto che sulla carta dovrebbe essere più sicuro di una metropoli, Ravenna. E martedì è successa la stessa cosa ad Anna, 8 anni, sul lungomare di Jesolo (Venezia).

Incidenti come questi seminano angoscia e ci impediscono di vivere con serenità, davvero a pieno, le nostre città. Per questo torno a dire la mia su questo argomento, dopo il primo post di qualche giorno fa.

Anche la redazione di Donna Moderna si è messa al lavoro: stiamo preparando un'inchiesta sulle soluzioni reali, concrete, sensate per avere strade meno pericolose.

So di anziani che non si allontanano dal loro isolato, per non dover affrontare quella che è diventata un'impresa: attraversare la strada.

Penso a mio papà, che da quando è in pensione esce ogni giorno in bicicletta, nella nostra cittadina di 20.000 abitanti: una volta su una strada di campagna un'auto lo ha urtato e fatto cadere, il conducente non si è fermato.

Eppure tutti noi siamo a turno automobilisti, ciclisti, pedoni. E tutti noi abbiamo il diritto di andare in giro sentendoci sicuri.

E allora, come possiamo ridurre gli incidenti, rendere sicure le strade, avere città e paesi più vivibili e tranquilli?

In queste settimane sono stati installati a Roma e Milano decine di autovelox: è la repressione.

A me è piaciuta un'idea suggerita da un'amica appena tornata dall'Australia. Ha visto che la tv di Sidney e Melbourne trasmette video sulle regole della guida. Un ripasso dei comportamenti corretti sulle strade.

A me sembra un primo passo costruttivo per ricordare a tutti cosa è giusto e cosa è sbagliato. Per togliere alibi. Per spingerci a pretendere.

E voi, cosa fareste?

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