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Cellulare in auto: oltre alla multa, il sequestro del telefono?

di Lorenza Pleuteri

Guidare l'auto o il bus, oppure camminare parlando al telefono o scrivendo messaggi, mette in pericolo tutti. Aumentano gli incidenti per la distrazione, anche tra i pedoni. Ed ecco una proposta estrema: requisire i telefonini

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Guidare l'auto o il bus, oppure camminare parlando al telefono o scrivendo messaggi, mette in pericolo tutti. Aumentano gli incidenti per la distrazione, anche tra i pedoni. Ed ecco una proposta estrema: requisire i telefonini

L'ultimo episodio in cui un pedone è rimasto ferito mentre usava il cellulare, è accaduto a Milano: una ballerina ha urtato contro un tram ed ora è grave. Aveva gli auricolari del telefonino nelle orecchie, probabilmente stava conversando. Non si è accorta dell’arrivo del mezzo pubblico, in marcia regolare. Purtroppo questo incidente non è isolato. Aumentano sempre più le persone coinvolte in cadute o scontri, a piedi e in auto, perché impegnate a digitare (e non solo a parlare) sullo smartphone.

L’incidente rilancia l’allarme che viene diffuso ogni volta che succede un incidente simile. Guidare, pedalare e camminare conversando con lo smartphone o scrivendo sms e chat, sono comportamenti rischiosi per se stessi e per gli altri, potenzialmente letali.

Ogni giorno 390 multe a chi usa il cellulare al volante

Per chi guida un veicolo, stando alle stime di una ricerca francese, la distrazione provocata da una telefonata “determina una diminuzione dal 30 al 50 per cento dell’attenzione”. E si moltiplica la probabilità di provocare scontri, feriti, vittime. In Italia, certificano le statistiche ufficiali, sulle strade si contano in media nove morti al giorno, 700 feriti e quasi 500 incidenti con conseguenze per le persone. Nel 2014 le multe per la guida ostacolata da telefonini e cuffie sono state 142.415, pari a 390 ogni 24ore. Aggiunge Emiliano Bezzon, comandante della polizia municipale di Varese: “Il comportamento illecito più multato ormai è la guida mentre si usa il telefonino. Le infrazioni per i cellulari superano quelle per il passaggio al semaforo con il rosso e i sorpassi azzardati. Purtroppo – continua – l’utilizzo senza limiti dei portatili non riguarda unicamente i conducenti di macchine private. Chiamano, chattano, guardano mail e social anche autisti di bus e camion e i tassisti, oltre a centauri, ciclisti, pedoni. Non c’è più la consapevolezza che si tratti di un’abitudine scorretta, da evitare. Ed è diffusa la convinzione che si possa prendere una multa solo se si avvicina lo smartphone all’orecchio e si parla. Non è così. Le sanzioni sono previste per ogni tipo di azione. Ci si distrae e ci si espone a pesanti conseguenze anche per aprire e leggere un sms, scattare una foto, scorrere la posta elettronica, sbirciare news e post”.

Le soluzioni ideate (e mai praticate) all'estero

Che fare per eliminare queste abitudini pericolose? In rete gira l’immagine di un simil-cartello stradale ideato provocatoriamente in Svezia per segnalare le presenza di “zombie al telefono” nell’atto di attraversare la strada senza guardare. Nel New Jersey è stata presentata una proposta di legge contro i pedoni messaggiatori compulsivi, per punirli con 15 giorni di carcere.

La proposta estrema in Italia

“Le campagne con comunicazioni mirate non servono” dice il comandante Bezzon. “Per scoraggiare gli automobilisti imprudenti non sono efficaci nemmeno le multe attuali: 161 euro, 5 punti di detrazione e la sospensione della patente in caso di recidiva”. Ecco allora la proposta dell’Associazione sostenitori e amici della polizia stradale. “Per chi usa il cellulare durante la guida deve essere previsto il sequestro temporaneo del telefonino, ad esempio per un mese. Lo si toglie al possessore, si danno le garanzie di un’idonea conservazione e poi lo si rende. Non credo  - prosegue l’esperto -  che ci siano altre soluzioni efficaci. Aumentare l’importo delle multe non sarebbe un deterrente. Ci stiamo impegnando a farne di più, nell’interesse dei singoli e della collettività, ma nemmeno questo basta. La violazione che contestiamo, quella prevista dal Codice, non può essere applicata ai pedoni. Anche per loro – conclude Bezzon - bisognerebbe studiare interventi specifici”.

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