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Contratti prematrimoniali: nel 2016 tutti potranno sceglierli

di Lorenza Pleuteri
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Dopo il divorzio breve, che è già legge, nel 2016 arrivano gli accordi prematrimoniali. Cosa sono, come funzionano, chi può stipularli, quanto costano

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Dopo il divorzio breve, che è già legge, nel 2016 arrivano gli accordi prematrimoniali. Cosa sono, come funzionano, chi può stipularli, quanto costano

In inglese si chiamano  "prenuptial agreement". Ricordate il film Prima ti sposo, poi ti rovino? È stato uno dei primi ad affrontare il tema degli “accordi prematrimoniali”. Protagonista femminile Catherine- Zeta Jones, che anche nella vita privata fece una lunga trattativa con l'allora fidanzato Michael Douglas prima di convolare a nozze.

Gli "accordi prematrimoniali" in altri Paesi sono regolamentati e in uso da anni. In Italia potrebbero diventare realtà nel 2016, con l'approvazione della proposta presentata dalla deputata Alessia Morani del Pd e dall'ex forzista Luca D'Alessandro (ora con la formazione Alleanza liberal popolare-autonomie). "A gennaio 2016 - anticipa la deputata -  la discussione dei cinque articoli sarà messa in calendario in commissione giustizia. Il testo che ne uscirà poi andrà in aula per l'approvazione. In commissione sembra esserci l'accordo, in assemblea prevedo un dibattito acceso". "È una legge molto attesa dai cittadini - rileva D'Alessandro  - e per questo io sono più ottimista: verrà varata senza particolari complicazioni".

Cosa sono e a che cosa servono i patti prematrimoniali?

Oggi i coniugi possono scegliere il regime patrimoniale di coppia, optando ad esempio per la comunione o per la separazione dei beni. La proposta di legge amplia il campo. Stabilisce che marito e moglie possano decidere, anche prima di sposarsi, come regolare i loro rapporti economici futuri nell'ottica di una eventuale separazione o di un possibile divorzio. La forma è  quella di un vademecum scritto, una convenzione vincolante. "Con questi  accordi i coniugi non contrattualizzano i sentimenti né ipotecano il futuro - osserva Morani,  che nella vita è avvocato matrimonialista  - ma semplicemente sono trasparenti e onesti al punto da tutelare il partner sino al possibile naufragio del matrimonio. Anche questo è un atto d'amore: due persone possono donarsi la serietà e l'impegno per gestire al meglio non solo il loro legame, ma anche la sua fine. Nella cultura anglosassone i prenuptial agreement sono ormai consolidati: al di là delle bizze da star del cinema, è un dato di fatto che mettersi d'accordo prima, in serenità e con pacatezza, significa porre le basi per un'unione più duratura, proprio perché più trasparente".

Quando ci sono figli, come ci si regola con i patti?

Gli accordi riguardanti figli minorenni e figli maggiorenni non economicamente autosufficienti devono essere autorizzati prima da un magistrato. Nella proposta di legge si parla anche di clausole ad hoc per i figli disabili e di tutela degli eredi legittimi.

A chi ci si dovrà rivolgere per sottoscrivere le convenzioni? E con che costi?

Due sono le strade possibili, sempre che la proposta di legge non venga modificata. I patti si potranno sottoscrivere davanti a un notaio, alla presenza di due testimoni, oppure con la procedura della negoziazione assistita da uno o più legali. "In questa fase è difficile fare previsioni sulle tariffe - dice D'Alessandro - ma i costi saranno contenuti, abbordabili per tutti. La legge, prevedendo la negoziazione assistita e non solo l'atto pubblico notarile, va in questa direzione: consentire a chiunque di esercitare questo diritto, con esborsi minimi".

Negli Usa si regolamenta di tutto, prima di sposarsi. E in Italia? Ci saranno dei limiti?

Nel testo di Morani e D'Alessandro si prevede che possano essere regolati solo i futuri rapporti economici e personali. Un esempio? Un coniuge potrebbe rinunciare a essere mantenuto dall'altro, fatto salvo il diritto agli alimenti. Oppure sarà possibile stabilire prima se, dopo la separazione, l'ex moglie o l'ex marito versino alla controparte una somma periodica o una cifra una tantum. La convenzione potrebbe contenere anche la previsione della possibilità, da parte della moglie, di mantenere il cognome del marito. O, ancora, si deciderà prima come disporre di case e appartamenti o a chi andranno i redditi derivanti dagli immobili. Ciascun coniuge, però, non potrà attribuire all'altro più di metà del patrimonio.

Che cosa non sarà possibile concordare?

I patti non potranno stabilire compressioni della libertà personale e affettiva e non dovranno essere in contrasto con i principi di ordine pubblico né con il diritto a esercitare azioni legali o a difendersi in giudizio. Così, ad esempio, non si potrà inserire il divieto di risposarsi o l'obbligo di non abitare in una determinata città. "Con il consenso delle parti gli accordi potranno essere modificati - precisa D'Alessandro -  e sono previste clausole di adeguamento. Questo perché le condizioni economiche e i bisogni dei partner non sono immutabili".

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