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I documenti si faranno online

di Adriano Lovera
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Avremo un’unica password per i siti degli uffici pubblici. Chiederemo i certificati di residenza a distanza. E compreremo in Rete senza carta di credito. Ma siamo pronti?

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Avremo un’unica password per i siti degli uffici pubblici. Chiederemo i certificati di residenza a distanza. E compreremo in Rete senza carta di credito. Ma siamo pronti?

Stiamo per diventare un Paese “digitale”? I dati dicono che solo il 42% di noi sfrutta l’online banking (la media Ue è 57%) e il 35% usa l’e-commerce (contro il 63%). E, sui 28 Paesi dell’Unione europea, siamo penultimi (meglio soltanto della Croazia) per quanto riguarda la possibilità di accedere ai servizi pubblici per via digitale. Un trend che, a guardare i recenti decreti di riforma della Pubblica amministrazione, dovrebbe invertirsi.

LA CARTA DI IDENTITÀ ELETTRONICA
Oggi solamente 200 Comuni su 8.000 la rilasciano, ma chi nei prossimi mesi dovrà rinnovare la carta di identità la riceverà in forma elettronica. Questa conterrà dati anagrafici, impronte digitali, l’indicazione dell’eventuale divieto all’espatrio e l’assenso (facoltativo) alla donazione di organi e il tutto sarà memorizzato dentro un chip. Alla carta di identità elettronica sarà abbinato un Pin, da utilizzare per alcuni servizi comunali, come la richiesta a distanza di documenti dell’anagrafe. «Il governo si impegna in questo progetto, ma non ha ancora indicato scadenze certe per la sua completa realizzazione» avverte Sarah Ungaro, avvocato del dipartimento Digital&Law dello studio legale Lisi di Lecce.

IL DOMICILIO DIGITALE
Pronti per lo Spid? È l’acronimo di Sistema pubblico di identità digitale. In sostanza, un’unica combinazione di username e password da usare sui portali di molti enti: dall’Inps all’Agenzia delle Entrate, all’Inail. Si comincia in 6 Regioni: Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Marche e Friuli Venezia Giulia. In più, il governo sta mettendo a punto per il 2017 il domicilio digitale: si tratta di un indirizzo email che il cittadino userà per le comunicazioni con la Pubblica amministrazione. Sempre il prossimo anno dovrebbe essere realizzata l’Anagrafe unica nazionale: un archivio con i dati di tutti i cittadini che permetterà di richiedere un certificato di residenza allo sportello (e magari anche al sito) di qualunque Comune italiano, e non solo del proprio.

IL BANCOMAT PER INTERNET
Potremo pagare con il bancomat anche gli acquisti online. Una bella notizia per i milioni di italiani che non possiedono la carta di credito (circolano 34 milioni di bancomat contro 20 di carte) o la ritengono troppo rischiosa in Rete. «Il nuovo sistema dovrebbe dare una mano all’e-commerce» dice Valeria Portale, dell’Osservatorio mobile payment & commerce del Politecnico di Milano. La sperimentazione ha già coinvolto i clienti di 4 piccoli istituti bancari, in Piemonte ed Emilia Romagna. Per pagare non bisogna digitare né il Pin né il codice della carta e non sono previste commissioni a carico del consumatore. Ora occorre aspettare che banche e negozi di e-commerce aderiscano al sistema. «Occhio, però» aggiunge l’esperta. «Perché la transazione si conclude solo se è stato reso operativo online il proprio conto corrente con username e password. Quindi, molti utenti abituati ad andare esclusivamente allo sportello devono prevedere un costo mensile in più».

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