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4 indizi ci dicono che la nostra economia sta ripartendo

di Adriano Lovera
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Abbiamo ingranato la marcia della ripresa. Non è una corsa, certo: piuttosto un cammino lento. Sostenuto, però, dai numeri.

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Abbiamo ingranato la marcia della ripresa. Non è una corsa, certo: piuttosto un cammino lento. Sostenuto, però, dai numeri.

Dall’inizio dell’anno il Pil italiano è sempre cresciuto e l’Ocse  (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha da poco  rialzato le stime, assegnando al nostro prodotto interno lordo un +0,8%  nel 2015 e un +1,4% per il 2016.

L’OCCUPAZIONE AUMENTA Il nostro tasso di disoccupazione resta ancora alto, 11,8%, ma è sceso di un punto in dodici mesi. «Ciò che conta è che dal periodo più buio della crisi abbiamo recuperato almeno 300.000 posti» dice Bruno Anastasia, direttore dell’osservatorio Veneto Lavoro. «A fine 2013 avevano un impiego 22,2 milioni di italiani; oggi siamo sopra i 22,5. Un trend positivo favorito dagli sgravi contributivi per le aziende decisi dal governo e rinnovati anche per il 2016».

LA FIDUCIA SALE  L’Istat ha appena alzato le previsioni sui consumi delle famiglie per il 2015. In primavera stimava +0,5%, adesso ha portato il dato a +0,8%. Un miglioramento destinato a continuare, stando all’indagine annuale Confcommercio-Censis sui consumi degli italiani. «Nel 2016 tre quarti delle famiglie prevede di spendere come prima. Ma ora la quota di chi consumerà di più supera quella di chi taglierà il budget: 13,8% contro 8,6%. Segno che c’è meno apprensione per il futuro» dice il responsabile dell’Ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella.

LE ESPORTAZIONI CRESCONO Dici export e pensi ai pezzi forti del made in Italy, come moda e enogastronomia. Ma gli ultimi dati Istat, aggiornati a settembre, sono sorprendenti. Il boom di vendite all’estero è stato toccato da auto (+30,4%) e da computer ed elettronica (+8,6%). «Le esportazioni sono l’arma che ha tenuto a galla migliaia di imprese anche nei momenti più difficili» spiega Anna Bini, ordinario di Statistica economica all’Università europea di Roma». Nonostante la concorrenza cinese, siamo sempre i leader mondiali per l’export di articoli come la pelletteria e i prodotti da forno».

LE BANCHE SONO PIÙ SOLIDE  Dopo anni di magra, gli istituti di credito hanno ricominciato a erogare mutui e prestiti: +15% nei primi 8 mesi dell’anno. E da gennaio entra in vigore la norma europea chiamata “bail-in”. Cos’è? «Fino a oggi, se una banca falliva veniva salvata dallo Stato: in sostanza pagavano tutti i contribuenti» spiega Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum. «Da domani, a metterci i soldi saranno prima gli azionisti, poi coloro che hanno investito in particolari obbligazioni dell’istituto, dette subordinate, e poi i correntisti con oltre 100.000 euro di deposito. Non saranno toccate altre forme di risparmio come Bot, fondi e polizze. Questo servirà a responsabilizzare il sistema».

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