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Se l’ex marito non paga, ci pensa lo Stato

di Lorenza Pleuteri
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Il 98 per cento delle persone che dopo la separazione non riceve l'assegno dall'ex, è rappresentato dalle donne. Ma dal 2016 lo Stato le aiuterà con un Fondo ad hoc. Ecco come funziona  

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Il 98 per cento delle persone che dopo la separazione non riceve l'assegno dall'ex, è rappresentato dalle donne. Ma dal 2016 lo Stato le aiuterà con un Fondo ad hoc. Ecco come funziona  

L'ex marito non versa l'assegno di mantenimento alla moglie separata e ai figli piccoli o disabili, in estreme difficoltà economiche? Arriva una possibile soluzione. Dal 2016 ci penserà lo Stato, attraverso il ministero di Giustizia. Anticiperà alla ex consorte la somma prevista e poi cercherà di recuperare i soldi dal compagno inadempiente. Idem se il coniuge con prole lasciato senza sostegno è il lui della coppia scoppiata, come succede in una percentuale minima di casi. A introdurre il nuovo sistema, in via sperimentale, è un emendamento firmato dall'onorevole Gea Schirò del Pd e inserito nella legge Stabilità.

Nasce un Fondo ad hoc

La disposizione prevede l'istituzione di un Fondo a rotazione a tutela del coniuge separato in stato di bisogno, con una dotazione di 250 mila euro per il 2016 e di 500 mila per il 2017. In teoria il nuovo sistema è scattato dal primo gennaio, ma ci vorranno un paio di mesi per scrivere il decreto di attuazione e tracciare le coordinate concrete del provvedimento, compito affidato al ministero di Giustizia di concerto con il ministero dell'Economia.

Dove, come e quando

"Spero che tra febbraio e marzo" auspica l'onorevole Schirò "si possa partire. Il coniuge che non ha ricevuto la cifra stabilita dal giudice, in sede di separazione, dovrà rivolgersi allo "sportello" ad hoc istituito in ogni Tribunale, scegliendo quello più vicino al luogo di residenza. Presenterà la richiesta di accesso al fondo, consegnando la documentazione che sarà richiesta. La domanda sarà girata al ministero di Giustizia, chiamato a rispondere entro 30 giorni. Avuto l'ok, il Tribunale provvederà al pagamento.

Quanti soldi al mese

L'importo del mantenimento si valuterà caso per caso e sarà coperto in parte o del tutto. La somma media è di 400-500 euro al mese. Una volta avviato il meccanismo - la deputata è ottimista - i soldi presi dal Fondo rientreranno, recuperati dagli ex coniugi morosi. E il sistema non interferirà con le eventuali cause in corso".

Due anni di sperimentazione

La sperimentazione durerà due anni. Poi si traccerà il bilancio dell'iniziativa e si peseranno pro e contro. "Non è solo una questione monetaria. Ci sono riflessi sociali e morali"  sottolinea la deputata. "Le donne coinvolte in separazioni problematiche, il 98 per cento contro il 2 per cento di uomini, non saranno più costrette a umiliarsi davanti agli ex coniugi e a pietire da loro quanto dovuto, mortificandosi. Non si rapporteranno con loro, per i soldi, ma con il personale del Tribunale. Certo, non tutti i mariti e  utte le mogli inadempienti sono uguali. C'è chi non paga il mantenimento per vendetta o cattiveria o ripicca. Ma c'è anche chi, a sua volta, ha grossi problemi economici e di sopravvivenza e non ce la fa".

I punti critici dell'emendamento

In attesa di verificare il tutto sul campo, non mancano le voci critiche. La parte burocratica peserà su uffici giudiziari già al collasso, oltre che sui richiedenti. Il "paracadute" statale riguarda "solo" le persone separate in stato di bisogno e con figli minori o disabili - da documentare in modi ancora da stabilire - e non anche le persone divorziate. Le azioni di rivalsa, per recuperare il denaro anticipato, non si annunciano semplici.

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