Addio all’obbligo di fedeltà nel matrimonio

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di

Lorenza Pleuteri

Proposta choc al Senato: un gruppo di parlamentari vorrebbe fare eliminare dal codice civile l’obbligo di fedeltà reciproca tra coniugi, un dovere non previsto per le unioni civili

Con la collaborazione di:
Presidente regionale dell'Associazione avvocati matrimonialisti italiani, sezione Emilia Romagna

“Eliminare dal codice civile l’obbligo di fedeltà reciproca tra coniugi”. E’ quanto prevede un disegno di legge presentato al Senato da 16 parlamentari e in attesa della discussione preliminare alla commissione Giustizia di Palazzo Madama.

Un solo articolo per cancellare l’obbligo di fedeltà

La proposta è composta da un solo, sintetico articolo. Poche parole, più che sufficienti per dividere e contrapporre. Il tema è delicato, sensibile, pieno di implicazioni. Riguarda uno dei capisaldi del matrimonio, non esteso alle unioni civili. Andrebbe ad impattare sulle vite di un esercito di persone. Influirebbe su parecchi procedimenti di separazione e divorzio, con ricadute pesanti sugli ex coniugi. L’infedeltà, infatti, è una delle cause principali del naufragio di convivenze  e storie d’amore cementate dalle nozze.

Le motivazioni del disegno di legge

I promotori del ddl, nella relazione introduttiva, esprimono apertamente il loro punto di vista. “L’obbligo reciproco di fedeltà tra i coniugi – sostengono- è un retaggio di una visione ormai superata e vetusta del matrimonio, della famiglia e dei doveri e diritti dei coniugi . Ora si auspica un ulteriore passo in avanti che tenga conto della trasformazione della realtà, della società e dei rapporti tra i componenti del nucleo familiare”.

“La fedeltà non può essere imposta con una legge dello Stato”

«Grazie alle disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali – incalzano i 16 senatori -  è stato superato il problema annoso della distinzione fra figli legittimi e figli naturali, distinzione odiosa che ha portato il legislatore a prevedere l’obbligo di fedeltà tra i coniugi. Il codice civile, stabilendolo, si richiama soprattutto alla fedeltà sessuale della donna: fino a non molto tempo fa - è la ragione - solo la fedeltà della medesima era un modo per ‘garantire’ la legittimità dei figli. Ma questa motivazione è stata superata: non esiste più la distinzione tra figli legittimi e figli naturali grazie all’equiparazione nei diritti di tutti i figli comunque nati”. E, ancora: “L’obbligo alla fedeltà deve essere inteso non solo come fedeltà sessuale, ma anche e soprattutto come fiducia e rispetto dell’altro, un valore importante, che però non si può ascrivere tra i doveri da imporre con legge dello Stato".

Avvocati e persone comuni: le voci contro

Non per tutti, però, il colpo di spugna sulla fedeltà sarebbe una conquista. Anzi. Le voci contro non mancano, prima ancora della discussione in commissione Giustizia e in aula, dove non è detto che il disegno di legge riesca ad approdare entro la fine della legislatura. Katia Lanosa, vicepresidente dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani e responsabile della sezione dell’Emilia Romagna, si iscrive al fronte del no. "Il diritto di famiglia  - osserva il legale - negli ultimi tempi è stato travolto da uno tsunami di riforme, dopo decenni di sostanziale inerzia e indifferenza del nostro Paese rispetto ai profondi cambiamenti di costume e sociali che ci hanno investito. Ciò non significa che adesso, passata la lunga fase di stasi, si debba legiferare a oltranza. Pur salutando con favore gli interventi che si sono succeduti – continua Lanosa - ritengo che sul disegno di legge in questione vada fatta un riflessione profonda. Se si cancella l’obbligo di fedeltà, che è un valore laico e condiviso, che cosa rimane? L’egoismo? Lo stare insieme tanto per starci? Allora – lancia una provocazione - tanto varrebbe abolire in toto il matrimonio. Meglio le frequentazioni libere e spontanee”.

“Senza fedeltà non ci può essere una relazione”

Sempre a parere dell’avvocato Lanosa, quotidianamente a contatto con mariti e mogli giunti al capolinea, “senza fedeltà una relazione non può definirsi tale.  L’infedeltà - prosegue - rappresenta una delle principali cause per cui le coppie si separano e legittima l'azione volta ad ottenere il risarcimento dei danni morali. Eliminare l'obbligo di fedeltà dal codice civile significherebbe stravolgere tutto questo. La violazione del dovere di fedeltà  - ricorda – può essere causa di addebito della colpa ad uno dei due coniugi in corso di separazione, qualora sia stata la causa della crisi coniugale e non la conseguenza di un logoramento già in atto”. E a rimetterci di più, come già succede, sarebbero le parti più deboli delle coppie scoppiate, quasi sempre le donne.



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