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Giubileo: che senso ha celebrarlo?

di Laura Badaracchi
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Il Giubileo straordinario della misericordia, indetto da papa Francesco, comincerà l'8 dicembre. Ma ha senso celebrarlo dopo gli attentati di Parigi e in questo clima di insicurezza? La parola agli esperti

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Il Giubileo straordinario della misericordia, indetto da papa Francesco, comincerà l'8 dicembre. Ma ha senso celebrarlo dopo gli attentati di Parigi e in questo clima di insicurezza? La parola agli esperti

Perché è giusto celebrare il Giubileo
Secondo Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia dei processi economici all'Università degli Studi di Milano (dove coordina il corso di laurea in Scienze sociali per la globalizzazione) "un Giubileo nel XXI secolo è uno straordinario esempio della globalizzazione e della vitalità dei fenomeni religiosi. Eventi come i pellegrinaggi mettono le persone in movimento, le fanno incontrare, permettono di conoscere luoghi, abitudini e pratiche religiose diverse. E rinsaldano legami di comunità spirituali, che attraversano lo spazio e il tempo. A tutto questo si aggiunge il carisma di un papa come Francesco, che unisce il Sud e il Nord del mondo".

Anche il Giubileo del 2000 suscitò oppositori
Si respira un'atmosfera inquinata dalla paura. "Eppure - osserva il professore- ricordo a chi ha poca memoria che già in occasione del grande Giubileo del 2000 si scatenarono campagne di stampa ostili all'evento. Quindi sono incline a credere che gli oppositori del Giubileo, se non avessero trovato il terrorismo, avrebbero fatto ricorso a qualche altro argomento. I grandi eventi, in generale, suscitano un certo numero di oppositori".

Sbagliato lasciarsi condizionare
Tuttavia, ammette Ambrosini, "c'è la paura che in questo momento porta a richiedere più sicurezza, anche a costo di limitare le libertà, la circolazione delle persone, i grandi raduni di massa. Penso che, passata l'ondata emotiva, la gente ricomincerà a chiedere di potersi muovere più liberamente e a esprimere insofferenza verso controlli stringenti. Allo stesso modo, anche il timore per il Giubileo rientrerà, salvo non accada qualcosa che la confermi. In ogni caso credo sia giusto continuare a vivere nella libertà, anche religiosa, senza lasciarci condizionare dagli attentatori. Sarebbe sbagliato piegarsi alle loro minacce".

Perché è sbagliato celebrarlo
Di parere opposto Anna Oliverio Ferraris, professoressa ordinaria di Psicologia dello sviluppo all'Università di Roma "La Sapienza": "Penso che dal punto di vista del Papa la misericordia abbia un significato importante e che esercitarla sia una virtù. Però in questo momento bisogna anche pensare a non esporsi a pericoli supplementari, a non offrire ai terroristi degli obiettivi "appetibili", come possono esserlo i raduni di massa".

Sicuri che verranno in tanti?
D'altro canto, secondo i rilevamenti di questi ultimi giorni, sono molti coloro che cercano di evitare metropolitane,  stazioni, teatri e ristoranti "Ciò significa che l'afflusso di pellegrini sarebbe in ogni caso molto inferiore al previsto. I fedeli vogliono esercitare la misericordia, ma anche non correre pericoli inutili" prosegue l'esperta. "Non solo: "In un periodo a rischio attentati, un addensamento di militari e forze dell'ordine intorno al Vaticano va a scapito della sorveglianza e della difesa di altri obiettivi sensibili".

La paura diventa panico dove c'è molta gente
Per la psicologa "è normale essere spaventati dagli attentati. La paura ha la funzione di creare un clima di allerta di fronte al pericolo e di prepararci alla difesa. Diventa molto pericolosa quando si trasforma in panico, che si diffonde più facilmente nei luoghi affollati o quando ci si sente intrappolati e non si vedono vie d'uscita. È vero che Piazza San Pietro viene preventivamente blindata dalle forze di sicurezza e ci sono dei controlli minuziosi, ma il rischio esiste e comunque molti si sentono impotenti di fronte a un nemico imprevedibile".

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