Guardia medica, l’esperto risponde alle vostre domande su Facebook

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Oscar Puntel

Ambulatori di guardia medica verso le chiusura? Cioè tra poco ci resterà solo il Pronto soccorso? È un'ipotesi di cui si parla. Abbiamo raccolto i vostri commenti e dubbi su facebook. Ecco qui le risposte del presidente dell'Associazione dirigenti medici

Ambulatori di guardia medica verso le chiusura? Un'ipotesi dentro la bozza del nuovo Contratto collettivo nazionale dei medici è proprio quella di tagliare questo servizio di assistenza sanitaria sul territorio. Ne abbiamo parlato qui, dopo la protesta dei sindacati davanti a Montecitorio. Il nostro articolo ha suscitato molte reazioni e interrogativi, in particolare sulla nostra pagina facebook. Abbiamo quindi raccolto le principali domande delle nostre lettrici e le abbiamo girate a un esperto.

Teresa Di Somma: “Finalmente cominciano a fare i tagli per le cose inutili”. Stefania De Rosa: “La guardia medica non mi è mai stata d'aiuto”. Marsela Gjuzi: “Veramente la guardia medica serve solamente a fasciarti il dito”. Imma Lorusso: “Perchè? Prima ci curavano?”. Sintetizziamo la questione: le guardie mediche sono un servizio utile?

Ci risponde Costantino Troise, presidente dell'Associazione medici dirigenti Anaao Assomed: “Sono utili e servono perché garantiscono l'attività del medico di medicina generale e quindi le cure primarie, anche nelle ore notturne e nei giorni festivi. Sono un presidio sanitario che ha un'utilità per le esigenze dei cittadini, quando gli studi dei loro medici di famiglia sono chiusi. E questo vale soprattutto per i piccoli comuni periferici, per esempio quelli di montagna”.

Maria Carla Brambini Bassi: “La guardia medica fa diagnosi al telefono! Quando mai visitano un paziente a domicilio?”

Ancora Troise: “Occorre evitare corse inutili. Il medico valuta in base alla richiesta, se basta una consulenza telefonica o se serve una vista domiciliare. Fa da filtro. Io non escludo che questa cosa delle diagnosi telefoniche accada, certo è che però va evitato di far correre il medico per delle banalità. Non direi che è la regola: può accadere. Tutto è in mano alla responsabilità del dottore che, ovviamente, si assume in autonomia, la discrezionalità di decidere se basta un consiglio telefonico o serve la vista domiciliare o se occorre inviare il paziente al pronto soccorso”.

Martina Pedrini: “Quindi alla fine ci saranno solo i pronto soccorso?”

Troise: “Siamo ancora nel campo delle ipotesi. In base a quello che dice la bozza del Contratto Collettivo dei medici, dalla mezzanotte alle otto della mattina (quindi per la fascia notturna) se avremo delle emergenze, gli unici dottori a nostra disposizione saranno quelli del Pronto soccorso e il 118. Per il resto della giornata, potremo rivolgerci al nostro medico di famiglia. Il Pronto Soccorso è e resta un servizio ad accesso immediato, sempre a disposizione, per urgenze. Però è importante chiarire che nulla è stato ancora deciso sui medici di guardia. La loro chiusura è solo un'ipotesi: bisognerà valutare bene come, dove e in quali casi realizzarla, se si ragiona nei termini previsti dalla bozza”.

Adelina Di Giacomo: “Se fino ad ora abbiamo fatto 6/7 ore di attesa, con questa riforma moriremo in pronto soccorso...”. In pratica: ci sarà un un rischio “affollamento” in pronto soccorso? Dovremo aspettare ancora più ore prima di ricevere delle cure in questo reparto?

Costantino Troise, presidente di Anaao Assomed: “E' un rischio concreto. Oggi il Pronto Soccorso è già un sistema saturo. Basta un paziente in più, magari una non-emergenza, per mandarlo in tilt. Si potrà scongiurare solo potenziando il personale, qualora si dovesse procedere con la chiusura degli ambulatori di guardia medica”.

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