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Meglio l’Halloween all’italiana

di Eva Perasso
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Halloween, l'ennesimo prodotto dell'intrattenimento americano. Ma in Italia le alternative esistono, dai tempi dei tempi, per onorare una festa sia pagana sia cristiana.

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Halloween, l'ennesimo prodotto dell'intrattenimento americano. Ma in Italia le alternative esistono, dai tempi dei tempi, per onorare una festa sia pagana sia cristiana.

Ci risiamo: un altro Halloween. Peccato che si tratti dell'ennesimo prodotto dell'intrattenimento americano e che – anche se obbligati a partecipare, tra figli travestiti e lunghe sedute di scavi per confezionare la nostra personale "Jack o' Lantern" – in Italia le alternative esistano, dai tempi dei tempi, per onorare una festa sia pagana sai cristiana. E voi cosa ne pensate? La trovate una festa irrispettosa e troppo lontana da noi o semplicemente un'occasione in più per divertirsi a cui "non si può dire di no"?

Halloween, una tappa “obbligata”

Spesso si tratta molto semplicemente di una tappa obbligata, che inizia a scuola - con feste a base di zucca e ragnatele - fin da quando i bambini sono molto piccoli. Così, si finisce per trovarsi parte del gioco. In questo caso, basta partecipare con spirito critico, cioè sottolineare con i figli l'aspetto ludico della festa: non si esce di casa travestiti da scheletri o streghe per inneggiare alla morte, ma solo per vivere una sorta di secondo carnevale, in cui giocare a travestirsi e immedesimarsi in personaggi fuori dagli schemi. E in questo senso, Halloween è un buono spunto per dare loro un nome alle proprie paure, proprio come avviene leggendo le fiabe.

Basta ridimensionare la festa

"È inutile mettersi di traverso" consiglia il professor Marino Niola, docente di Antropologia culturale all'università Suor Orsola Benincasa di Napoli. “Il gioco con personaggi come zombie e streghe, così come il travestimento, fanno parte dell'immaginario contemporaneo e non bisogna prenderlo sul serio". Anche se, tiene a precisare, "Halloween è solo un format festivo statunitense che si vende in tutto il mondo perché la loro industria dell'intrattenimento è molto forte". Dunque, basta ridimensionare la festa.

È una festa anche cristiana

In realtà, anche se è una festa a noi lontana, nel suo nome si nascondono origini anche cristiane: a partire dal termine "Halloween", composto da "hallow" (santificare) ed "eve" (da evening, sera). Halloween vorrebbe dire semplicemente "sera della festa dei Santi". Un'occasione, quella della vigilia di Ognissanti (1 novembre) e della Commemorazione dei Defunti (2 novembre) in cui, come sottolinea lo stesso professor Niola, esistono già nostri riti contadini molto simili alla festa americana: "La festa di Ognissanti è profondamente radicata nella tradizione popolare contadina italiana, e in alcuni luoghi è ancora sentita e diffusa. Si era soliti festeggiare sulle tombe e banchettare (il nostro dolcetto dunque), così come illuminare il paese con le fiaccole o intagliare le zucche. Pensate proprio alla zucca: non è forse il miglior modo per rappresentare la testa umana?".

L'Halloween nostrano

In Puglia per esempio, a Orsara, tra l'1 e il 2 novembre si accendono zucche intagliate. In Valle d'Aosta si lascia la tavola imbandita mentre si va in visita ai defunti al cimitero. In diverse regioni, nella notte dei Santi si accende un lume alla finestra e si offre del pane e dell'acqua per ristorare le anime dei morti in visita. Fino alla tradizione delle campagne sarde, dove i bambini girano di porta in porta a chiedere dolcetti in onore dei morti: una sorta di Halloween nostrano. Anche all'estero accade: in Messico per esempio si usa banchettare direttamente al cimitero, per onorare i defunti. E allora, ben vengano i festeggiamenti, di tradizione contadina o cristiani, per una volta però in versione italiana.

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