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Incidenti stradali, i pedoni rischiano 4 volte di più

di Giorgia Nardelli
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Lo dice l’ultimo rapporto Aci-Istat. Per questo chi va a piedi è tutelato anche quando l'incidente è provocato dalla sue distrazione. Ecco cosa fare per ottenere il risarcimento, in ogni caso

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Lo dice l’ultimo rapporto Aci-Istat. Per questo chi va a piedi è tutelato anche quando l'incidente è provocato dalla sue distrazione. Ecco cosa fare per ottenere il risarcimento, in ogni caso

I pedoni rischiano la vita 4 volte di più rispetto agli automobilisti. Secondo l’ultimo rapporto Aci-Istat, nel 2014 hanno perso la vita sulle strade 578 pedoni: il 4,9% in più rispetto al 2013. I feriti, invece, sono stati 22.310.

Responsabilità divise

Le colpe non sono tutte da attribuire a chi è alla guida. “L’anno scorso ben 7.084 investimenti su 19.905 sono stati provocati da automobilisti che non hanno rispettato la precedenza dei pedoni, e, in media, una vittima su tre viene travolta sulle strisce pedonali” dice Sara Branchini del Centro Antartide, che ogni anno promuove la campagna nazionale “Siamo tutti pedoni”. “Ma anche chi è a piedi ha le sue responsabilità, perché è distratto o non rispetta le regole”. Sempre nel 2014, il comportamento scorretto di chi attraversava la strada è stata la causa del 3,7% degli incidenti.

L’utente “debole”

Ma anche se si è colpevoli di distrazione, la legge è dalla parte di chi è a piedi. “La normativa europea e quella italiana tendono a tutelare il pedone, in quanto utente debole della strada” spiega Filippo Martini, avvocato dello studio milanese MRV, specializzato in diritto assicurativo. “Anche nei casi in cui sia lui a provocare l’incidente, la legge non gli riconosce la totale responsabilità, ma gli addebita il concorso di colpa. Di conseguenza l’investito ha comunque diritto a un risarcimento, benché inferiore”.

Come si ottiene il risarcimento?

Ecco 5 cose utili da sapere.

Se sei stato investito hai diritto al risarcimento dei danni dalla compagnia assicurativa del conducente dell’auto che ti ha travolto

Hai però anche l’onere della prova: devi cioè dimostrare il danno provocato dall’incidente. Ti occorre la documentazione medica di una struttura pubblica, che provi il danno subito (referti, diagnosi, etc). “Raccogli anche le ricevute delle spese mediche sostenute, così avrai diritto al rimborso” dice Martini.

La richiesta di risarcimento va inviata alla compagnia assicuratrice

Deve indicare l’esatta portata del danno. Dopo questo passaggio riceverai la visita di un medico legale della compagnia, che ha il compito di verificare i danni contestati.

Hai diritto a una risposta entro 90 giorni

Entro 90 giorni dalla richiesta la compagnia è tenuta per legge a formulare  un’offerta di risarcimento.

Dopo, hai diritto a 3 mesi per cercare un accordo

Se rifiuti l’offerta sei obbligato a tentare la strada della “negoziazione assistita”. “È di fatto una trattativa obbligatoria tra gli avvocati delle parti, in cui questi cercano un accordo” dice Martini. “Se entro 3 mesi l’accordo non viene trovato, ci si potrà rivolgere al giudice di pace o a quello civile”.

Se sei vittima di un pirata non perdi il diritto al risarcimento

Ci sono casi in cui l’investitore scappa dopo l’incidente, e le autorità non riescono a identificarlo. “Ma se sei vittima di un pirata non perdi il diritto al risarcimento: puoi rivolgerti al Fondo di garanzia vittime della strada, che riconosce il danno interamente”. La domanda va inoltrata presso una delle compagnie assicuratrice designate periodicamente dall’Ivass. L’elenco è alla pagina web www.consap.it.

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