L’Italia non è un Paese per donne medico

Credits: AGF - IMAGOECONOMICA
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Linda Laura Sabbadini

Una indagine condotta dal sindacato dei medici dipendenti Anaao ha messo in luce il percorso a ostacoli a cui donne medico e chirurghe sono sottoposte, disegnando un quadro tutt'altro che positivo

Non siamo un Paese dove è facile avere i bambini che si desiderano. Tutte le donne si trovano in difficoltà durante il loro percorso lavorativo al momento della maternità e nella fase di crescita dei figli. Operaie o impiegate, dirigenti o professioniste. Ognuna per qualche motivo ha dovuto fare delle rinunce sul lavoro. Oppure è stata soggetta a discriminazioni ancora più visibili. Un terzo delle donne lascia l’impiego dopo la nascita del figlio, soprattutto se lavora nel privato. Non è una scelta nella maggioranza dei casi. Le donne medico e le chirurghe non fanno eccezione. Una indagine condotta dal sindacato dei medici dipendenti Anaao ha messo in luce il percorso a ostacoli a cui sono sottoposte. Per più di un terzo la carriera ha rappresentato un condizionamento nell’avere figli. Il 55,6% ha dovuto ridurre le aspirazioni lavorative dopo la loro nascita.

E, guardate, questo succede agli uomini solo nel 16% dei casi. Anche loro hanno figli. Ma il diventare padre non rappresenta una criticità. L’80% delle donne medico ha dichiarato di essere stata svantaggiata nell’accesso ai ruoli apicali. Come se non bastasse la Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei medici e chirurghi di Milano ha ricevuto decine di segnalazioni di discriminazioni. Tante anche su altre colleghe che non se la sentivano di parlarne. Le donne medico sono tante. Sempre di più. Non tra i primari, però, dove la presenza femminile non arriva neanche al 20%.

E pensare che devono subire tutto ciò anche quando sono molto meritevoli. E hanno dimostrato di raggiungere risultati più brillanti degli uomini tra i chirurghi. L’essere donna infatti, secondo un articolo pubblicato sul British medical Journal, incide significativamente in Canada nella diminuzione del rischio di morte postoperatorio. Bisogna far valere i diritti delle donne medico contro tutte le discriminazioni.

Linda Laura Sabbadini è statistica sociale, direttrice dell’Istat dal 2000 al 2016, commendatora della Repubblica

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