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Maria Elena Boschi, bella e “tosta”: dove sarà tra 10 anni?

di Mattia Carzaniga
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Il ministro per le Riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento è nell'occhio del ciclone a causa del decreto "salvabanche", che ha messo al sicuro dal dissesto finanziario anche la Banca Etruria, di cui era vicepresidente suo padre e in cui erano stati assunti anche il fratello e la cognata. Il PD la difende compatto ma i 5 stelle chiedono la sfiducia. In realtà, "il suo destino è...leggi di più

Il ministro per le Riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento è nell'occhio del ciclone a causa del decreto "salvabanche", che ha messo al sicuro dal dissesto finanziario anche la Banca Etruria, di cui era vicepresidente suo padre e in cui erano stati assunti anche il fratello e la cognata. Il PD la difende compatto ma i 5 stelle chiedono la sfiducia. In realtà, "il suo destino è...leggi di più

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Maria Elena, stai serena. È il messaggio che sembra arrivare da tutto il Partito Democratico a proposito del “caso Boschi”. Il ministro per le Riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento è finito nell’occhio del ciclone dopo che il cosiddetto decreto “salvabanche” ha messo al sicuro dal dissesto finanziario anche la Banca Etruria, istituto di credito di cui era vicepresidente suo padre Pier Luigi e in cui erano stati assunti anche il fratello Emanuele e la cognata Eleonora. Al consiglio di amministrazione è stata commissionata una multa di 2 milioni e mezzo di euro per «carenza di organizzazione e controlli interni, carenza di gestione e controllo del credito, violazioni in materia di trasparenza, omesse e inesatte segnalazioni»; ma secondo alcuni il buco dell’istituto ammonterebbe a 2 miliardi di euro.

La decisione di “salvare” Banca Etruria ha generato in molti un’associazione immediata tra Boschi e l’espressione che fa più paura a un politico: conflitto d’interessi. Dal suo partito fino alla CGIL di Susanna Camusso, tutti per ora sono compatti al fianco del ministro. Ma il polverone non si è ancora placato, anzi. Lo scrittore Roberto Saviano è stato il primo a chiedere un chiarimento alla vigilia dei lavori della Leopolda: proprio Boschi ha chiuso i lavori della seconda giornata del cantiere democratico. E dai banchi della Camera dei Deputati è arrivata una mozione di sfiducia nei confronti del ministro firmata Movimento 5 Stelle.

Che succederà ora? «Boschi sta sicuramente vivendo un momento di grande difficoltà» osserva Alberto Ferrarese, autore insieme a Silvia Ognibene di Una tosta - Chi è, dove arriverà Maria Elena Boschi (edito da Giunti). «La vicenda coinvolge direttamente la sua famiglia, che lei ha sempre definito il suo guscio, la sua protezione. Non solo: il ministro è convinta che il padre sia stato tirato in mezzo proprio per arrivare a lei, e danneggiare così la sua immagine pubblica. Ora sta agli atti della procura di Arezzo e alle inchieste giornalistiche definire come sono realmente andate le cose».

Del momento di fragilità in casa Boschi ha parlato al Corriere della Sera anche mamma Stefania, preside di un istituto omnicomprensivo a San Giovanni Valdarno, provincia di Arezzo: «In questi giorni ho scritto vari sms a Maria Elena, che è stanca, turbata, soprattutto perché vede soffrire noi. Le ho fatto coraggio, le ho scritto: tu devi andare avanti, noi siamo qui, non ti preoccupare».

La strategia del ministro e del Governo sembra essere quella di non alimentare il fuoco. «Il caso Boschi è esploso in un momento molto delicato, alla vigilia di due anni fitti di tornate elettorali» continua Ferrarese. «Il pressing sul ministro potrebbe essere così forte da mettere in crisi tutto il Pd alle prossime amministrative. La riforma della Costituzione è al centro della campagna di Renzi, e Boschi ne sarebbe a tutti gli effetti la frontwoman. La loro speranza è uscire presto da questo pantano, altrimenti “vendere” la riforma per guadagnare consensi elettorali potrebbe diventare difficile».

Maria Elena Boschi inciampa nel primo vero ostacolo dopo anni di successi. «Abbiamo scelto l’aggettivo “tosta” non a caso» conferma l’autore del saggio. «Boschi ha da sempre dalla sua due punti di forza. Intanto l’essere una secchiona, come da sua stessa ammissione, il che l’ha fatta arrivare preparata a un ruolo molto impegnativo, a cui si affacciava da debuttante assoluta. Raccontano i compagni di scuola che, quando prendeva il treno alle 7 di mattina per andare da Laterina al liceo di Arezzo, Maria Elena era l’unica a studiare mentre tutti gli altri dormivano. E poi c’è la sua capacità di smorzare la rigidità con metodi soft, in perfetto stile Renzi. “Pugno di ferro e guanto di velluto”: si potrebbe riassumere così la sua tecnica, che l’ha portata a dialogare – e a vincere – anche con tanti vecchi volponi della politica».

Domanda obbligatoria: dove sarà Maria Elena Boschi tra dieci anni? «Il suo destino sembra già scritto: in un periodo in cui a sinistra i profili forti scarseggiano, lei è l’unica persona per capacità amministrativa e comunicativa che possa ambire al ruolo di futuro premier. Per giunta il primo premier donna della storia italiana. Ma, si è visto con il caso Banco Etruria, in politica cambia tutto di mese in mese. Staremo a vedere».

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