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8 motivi per cui Expo è stato un successo

di Sara Scheggia
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Per 6 mesi Milano è stata il centro del mondo, grazie a un evento che ha attirato oltre 20 milioni di visitatori. Ma dell’Esposizione universale non ricorderemo solo il numero di biglietti venduti. Ecco perché

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Per 6 mesi Milano è stata il centro del mondo, grazie a un evento che ha attirato oltre 20 milioni di visitatori. Ma dell’Esposizione universale non ricorderemo solo il numero di biglietti venduti. Ecco perché

1. HA INNESCATO SCAMBI CULTURALI  Ai concorsi lanciati da Expo con il ministero dell’Istruzione, hanno aderito 2 milioni di studenti di 72 Paesi. E hanno partecipato 1.500 scuole italiane. I ragazzi dovevano inviare video e testi sul tema Nutrire il pianeta-Energia per la vita: ne sono arrivati migliaia. «Ci siamo gemellati con una scuola ad Addis Abeba, in Etiopia. Gli alunni si parlavano via Internet» racconta Elena Colombo, insegnante della quinta A della primaria Papa Giovanni XXIII di Novara. La clip con cui hanno vinto raccontava l’incontro tra il nostro riso e un cereale etiope, con disegni e vignette in italiano, aramaico e inglese. «Il premio? Due giorni a Expo e la visita di una settimana di una delegazione di 6 studenti etiopi: i bambini sono stati felicissimi di incontrarsi». Tra le superiori, ha vinto l’Istituto Ettore Majorana di Bari, che produce birra biologica: un progetto realizzato con alcune classi del Belgio e della Polonia ha migliorato ancora di più la qualità delle loro “pinte”.

2. HA “RICICLATO” I PADIGLIONI Il commissario unico di Expo Giuseppe Sala ha annunciato che l’Albero della vita, il Palazzo Italia e il padiglione Zero resteranno a Rho, con l’intenzione di riaprirli a primavera. Ma non saranno solo queste le opere riutilizzate. Le sinuose dune degli Emirati Arabi, firmate dall’archistar Norman Foster, verranno ricostruite a Masdar City, città araba green e supertecnologica. E i frutteti del Bahrein torneranno nel Golfo Persico per diventare un orto botanico aperto al pubblico. «Le nostre torri con caffè, acqua, sale e mele saranno “riciclate” come serre urbane» dice Andrea Arcidiacono, capo della comunicazione del padiglione della Svizzera. Mentre i templi del Nepal andranno messi in vendita: il ricavato delle 42 colonne di legno scolpite a mano aiuterà la popolazione colpita dal terremoto.

3. HA RISPETTATO L’AMBIENTE Gli italiani buttano ancora troppo cibo: 13 miliardi di euro l’anno finiscono nella spazzatura. «Grazie alle tante iniziative fatte a Expo, però, mai come in questi mesi si è parlato di spreco alimentare. Un tale “martellamento” a qualcosa è servito. «Siamo più consapevoli sul tema: abbiamo capito che lo spreco non riguarda solo ristoranti o supermercati, ma parte dal nostro frigorifero, quando gettiamo nella pattumiera uno yogurt vicino alla scadenza o una lattuga un po’ rovinata» spiega Andrea Segré, agronomo ed economista che ha fondato Last Minute Market, progetto dell’università di Bologna contro gli sprechi alimentari. L’Esposizione universale ha saputo dare il buon esempio: la raccolta differenziata ha superato il 70% durante la kermesse. Picco mai visto neanche nei Paesi europei più virtuosi come Svezia o Austria.

4. HA ATTIRATO LE CELEB  «Nel mondo ci sono ancora troppe persone che non hanno cibo o una casa Io sono qui per questo». Parola di Sharon Stone, la bionda attrice americana ospite del Padiglione di Save the Children. L’Expo è stato un red carpet per tante star. Dopo i concerti con gli U2 a settembre a Torino, il cantante Bono Vox ha visitato, assediato dai fan, il padiglione Zero e quello dell’Irlanda, il suo Paese. In quanto alle celeb nostra, lo stilista Giorgio Armani ha girato in minicar per il Decumano e ha assistito a un incontro di thai boxe al padiglione thailandese. L’ex calciatore Roberto Baggio è andato in veste di ambasciatore Fao e ha incontrato il segretario Onu Ban Ki-Moon. L’étoile Eleonora Abbagnato si è regalata invece una gita con le sue  figlie.

5. HA RESO FELICI I VISITATORI  #expo2015, #expomilano, #expo sono gli hashtag usati su Twitter da chi è stato all’Esposizione universale. Un gruppo di ricercatori ha analizzato i “giudizi” postati in italiano compilando un indice sul grado di soddisfazione dei visitatori. L’umore medio è stato buono: 80/100 punti. Certo, ci sono stati momenti “tristi”, come il 23 giugno, in cui il risultato è crollato a 44.. «Ma era una grigia giornata di pioggia. E gli italiani, si sa, sono meteoropatici» nota Luigi Curini di Voices from the blogs, lo spin-off dell’università di Milano che ha curato l’indagine (dati.openexpo2015.it/expobarometro).

6. HA LANCIATO MODE  Il gadget più gettonato di Expo? Il passaporto ufficiale, un libricino da riempire con i timbri dei padiglioni visitati: era cool portarsi a casa un “visto”. I veri fashionisti hanno amato il cappellino di paglia del Vietnam. Perfetto per il sole e per la pioggia.

7. HA CREATO RICCHEZZA  «Finora il Pil prodotto da Expo si aggira sui 4,5 miliardi di euro» sostiene Alberto Dell’Acqua, docente di Finanza aziendale all’università Bocconi di Milano e autore di una ricerca sulle ricadute economiche dell’evento. Secondo il modello elaborato dall’esperto, il valore aggiunto portato all’Italia dalla manifestazione arriverà alla cifra totale di 10 miliardi da qui al 2020. A oggi, al netto dei circa 800 milioni di euro di costi di gestione, sono già arrivati 1,4 miliardi grazie agli investimenti fatti sul sito di Rho, sia dal nostro sia dagli altri Paesi partecipanti: spese fatte per migliorare trasporti e costruire strutture e padiglioni. «Più di 3 miliardi sono arrivati dall’indotto: i turisti che hanno riempito alberghi e ristoranti, le aziende dell’edilizia o dei servizi che hanno avuto più commesse grazie all’evento, i posti di lavoro creati» nota il docente.

8. HA FATTO SCOPRIRE PAESI SCONOSCIUTI Per colpa (o meglio, per merito) delle file, abbiamo imparato a conoscere Paesi poco turistici. Come la Corea del Nord, inavvicinabile a causa del regime: adesso sappiamo che è la patria del ginseng. «A Expo i visitatori hanno capito che ci siamo lasciati alle spalle anni di guerre» aggiunge Albina Assis Africano, commissario generale del padiglione dell’Angola, Stato in rapida crescita economica. Del Kazakistan, finora noto quasi solo per il film Borat con Sacha Baron Cohen, abbiamo scoperto l’ottimo caviale. «Proprio lì, tra 2 anni, ci sarà un “mini-Expo”, dedicato alla sostenibilità energetica: un format diverso, in cui stand e padiglioni verranno tutti costruiti dal Paese che ospita l’evento» chiarisce l’economista Giacomo Biraghi. La prossima Esposizione universale, invece, si terrà a Dubai nel 2020. Il tema? Connettere le menti, creare il futuro.

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