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Sarà un Natale senza neve?

di Oscar Puntel
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Secondo le previsioni meteo, non pioverà, ma non farà nemmeno freddo. Colpa dell'alta pressione, mista di aria calda che arriva dall'Africa. Un mix perfetto per la nebbia e lo smog

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Secondo le previsioni meteo, non pioverà, ma non farà nemmeno freddo. Colpa dell'alta pressione, mista di aria calda che arriva dall'Africa. Un mix perfetto per la nebbia e lo smog

Ci aspetta un Natale insolito: alto che paesaggi da cartolina e fontanelle trasformate in ghiaccioli. Non avremo neve. È un fenomeno che molto probabilmente durerà fino alla fine di dicembre, tanto è consistente. Ci spiega il climatologo, Luca Mercalli: “L'Italia è attraversata da un anticiclone molto solido, cioè una zona di alta pressione, che tiene lontane da noi le perturbazioni. La particolarità è che a questa si aggiunge una piccola componente di aria tropicale, aria calda che arriva dal nord Africa. Questi fenomeni renderanno dicembre particolarmente mite dal punto di vista climatico”.

Smog e nebbioni nelle vallate

“L'alta pressione, oltre a provocare la siccità, produce due fenomeni. Il primo è la mancanza di vento, perché quando c'è alta pressione tutto è fermo. Il secondo, che capita d'inverno, è l'inversione termica. Succede che l'aria fredda delle lunghe notti invernali si accumula nel fondovalle, quindi si forma uno strato di aria fredda pesante che sta ferma lì”. Fumo, smog, polveri sottili e nebbie, si accumulano per giorni, visto che mancano vento e pioggia a spazzarle via. Un evento che si osserva soprattutto in Val Padana e nelle valli del Centro Nord.

Stazioni sciistiche a secco

La mancanza di neve genera problemi soprattutto nella montagna che vive di turismo invernale. Non nevica, quindi le stazioni sciistiche non possono al momento avviare gli impianti. Ma non possono neppure “sparare” neve artificiale, perché le temperature sono troppo alte e il manto bianco non attecchirebbe. Ancora il climatologo: “Dal punto di vista dell'agricoltura, l'inverno non è un problema, perché tutte lo colture sono in riposo e non siamo ancora in una situazione di siccità preoccupante. Abbiamo avuto altri casi in passato di siccità invernali, anche più lunghe. Il problema maggiore è la mancanza di neve in montagna, anche perché il periodo è cruciale per l'economia di quel territorio”. I poli sciistici possono solo incrociare le dita e aspettare che verso la fine di dicembre – inizi gennaio, le temperature diventino più rigide.

Un inverno che sembra primavera

La combinazione di alta pressione e aria calda l'avevamo già sperimentata nell'inverno 1988-1989. Allora durò a lungo. “Quello che rende eccezionale questo episodio è la combinazione di siccità e di caldo: alta pressione ma mite. Abbiamo avuto altri casi in passato dove non pioveva, ma l'anticiclone era freddo. Qua invece ci troviamo di fronte a un inverno che ha più le caratteristiche di una primavera” dice Mercalli.

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