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Nuovi divieti antifumo: li rispetteremo davvero?

di Natascia Gargano
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Accendere una sigaretta nel cortile di un ospedale o buttare una cartaccia sul marciapiede non è più solo maleducazione. È la trasgressione di una legge. Perché dal 2 febbraio sono in vigore nuovi divieti che si aggiungono a una lunga lista già esistente nel nostro Paese. Funzioneranno?

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Accendere una sigaretta nel cortile di un ospedale o buttare una cartaccia sul marciapiede non è più solo maleducazione. È la trasgressione di una legge. Perché dal 2 febbraio sono in vigore nuovi divieti che si aggiungono a una lunga lista già esistente nel nostro Paese. Funzioneranno?

LE MULTE SONO UN DETERRENTE UTILE

Il grosso dei provvedimenti riguarda il fumo: accendere una sigaretta in auto, anche a veicolo spento, sarà vietato se a bordo ci sono minori o donne incinte. Le sigarette sono bandite pure all’aperto, “nelle pertinenze esterne degli ospedali e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pediatrici” e in quelle “dei singoli reparti pediatrici, ginecologici, di ostetricia e neonatologia”.

«L’obiettivo è proteggere donne e bambini dal fumo passivo» dice Antonio Galdo, direttore del sito Nonsprecare. it e autore di Non Sprecare (Einaudi). «È una buona novità. Ma la domanda è: chi farà rispettare questi divieti? I vigili avranno tempo e risorse per controllare chi fuma in macchina o fuori dagli ospedali?». La nuova legge, poi, proibisce la vendita dei prodotti da fumo ai minorenni: i tabaccai rischiano fino a 3.000 euro di sanzione. «Come per la vendita dell’alcol, un anello debole di questi divieti è la scarsa collaborazione dei commercianti» commenta Galdo. «In casi del genere la sanzione diventa un deterrente utile».

LE REGOLE ACCRESCONO IL NOSTRO SENSO DI RESPONSABILITÀ

Di norme rimaste spesso su carta ne esistono molte. Per esempio, il divieto di lasciare accesa l’auto in sosta o l’obbligo di raccolta delle deiezioni dei cani sui marciapiedi. «Lì dove le autorità non sono capaci di farle rispettare, spesso ci riescono i singoli cittadini, che si rendono protagonisti di campagne dal basso per tenere pulite le loro città» dice Antonio Galdo. «È una questione di consapevolezza: il marciapiede, il parco e la spiaggia sono casa nostra».

Nell’elenco di quello che non si potrà più fare rientra anche la brutta abitudine di gettare per terra mozziconi di sigarette, cartacce o gomme da masticare: qui la multa arriva fino a 300 euro. «Questo divieto ci voleva: solo a Roma ci sono circa 1 miliardo e mezzo di cicche a terra» nota Galdo. «I Comuni dovrebbero attrezzarsi per far rispettare tali norme anche mettendo a disposizione contenitori ad hoc. Ma il primo effetto di leggi del genere è culturale: dopo l’ostilità iniziale interiorizziamo la regola, indipendentamente dal fatto che qualcuno punisca chi trasgredisce, e ne guadagniamo in educazione civica».

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