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Padre Pio a Roma per il Giubileo: 10 cose che non sai

di Oscar Puntel
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Il corpo di Padre Pio lascia Roma, dove era stato portato per volontà di Papa Francesco in occasione del Giubileo, ora fa ritorno nella sua Petrelcina. Ma cosa sappiamo davvero di questo santo?  

Il corpo di Padre Pio lascia Roma, dove era stato portato per volontà di Papa Francesco in occasione del Giubileo, ora fa ritorno nella sua Petrelcina. Ma cosa sappiamo davvero di questo santo?  

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Il corpo “trattato” di Padre Pio
Nella biografia ufficiale del santo si specifica che la sera della morte (nel 1968), il corpo fu siringato “di formalina per assicurare lo stato di conservazione durante i giorni dell’esposizione al pubblico”. Nel 2008, in occasione del quarantennale della scomparsa, la bara fu riaperta. Così dichiarava il delegato del Vaticano: “Sin dall’inizio si vedeva chiaramente la barba. La parte superiore del teschio è in parte scheletrita, il mento è perfetto, il resto del corpo è conservato bene. Si vedono benissimo il ginocchio, le mani, i mezzi guanti, le unghie. Se Padre Pio mi permette, è come se fosse passato un manicure”. Dopo quella ricognizione di sei anni fa, è stata applicata sul volto una maschera di silicone che ricostruisce i suoi veri lineamenti, quella che vediamo oggi. Questo “maquillage” ci restituisce oggi un Padre Pio come se stesse dormendo.

Padre Pio era santo fin da bambino
Francesco Forgione, vero nome di Padre Pio, nacque a Pietrelcina, piccolo paese del beneventano, il 25 maggio 1887, figlio di Grazio e di Maria Giuseppa Di Nunzio. Sempre ubbidiente e sempre in casa, usciva solo la sera e la mattina per andare in Chiesa. La mamma gli diceva: “Francì esci un po' a giocare”. Ma lui niente: “Non ci voglio andare perché essi (gli altri ragazzi, ndr) bestemmiano”. Entrò in convento a 16 anni; fin dal 1892, e quindi quando aveva cinque anni, viveva già le sue prime esperienze carismatiche: estasi e apparizioni.

Aveva un padre confessore testimone di tutto
Padre Agostino da San Marco in Lamis era il padre spirituale di Padre Pio. In un diario raccolse le lettere con cui San Pio confidava i segreti della sua anima. Fu testimone di fenomeni soprannaturali, vessazioni diaboliche ed estasi che sconvolsero lo spirito e il corpo di Padre Pio. Nelle visioni apparivano: Gesù, la Madonna, l’Angelo Custode e San Francesco.

Per 52 anni nello stesso convento
Dopo l'ordinazione Padre Pio girerà diversi conventi. Al convento Santa Maria delle Grazie di San Giovanni Rotondo (Foggia) arriverà il 28 luglio 1916, per restarvi fino alla sua morte. Qui riceverà le stimmate e da qui comincerà a diffondersi il suo nome. Nella chiesa, l’altare di San Francesco è quello dove il frate ha celebrato la messa tra il 1945 e il 1959.

Riconosceva le cose sacre
Aveva il dono della Ierognosi: dono mistico che consiste nel “conoscere ciò che è sacro”. Padre Pio aveva la facoltà di riconoscere le cose sante (per esempio un’ostia consacrata, oggetti benedetti, reliquie, etc), da oggetti profani. Si racconta che un giorno, un fedele gli portò alcune lettere di pellegrini, con la richiesta di benedirle. Il santo di Pietrelcina lo fece, ma ne scartò una. Nella busta vi era una schedina del Totocalcio.

Gli “assalti” dell’angelo
I mistici lo definiscono un “assalto del Serafino”. L'anima viene “infuocata” dall’amore di Dio. Padre Pio ricevette questo prodigio mistico la sera del 5 agosto 1918, mentre confessava dei ragazzi. In una lettere scrive di vedere un angelo con in mano “una specie di arnese, simile ad una lunghissima lamina di ferro, con una punta ben affilata e che sembrava da essa punta che uscisse fuoco”. Il serafino colpisce l'animo del frate: “Mi sentivo morire”.

Il dono dell’ubiquità
Aveva il dono dell'ubiquità: cioè poteva essere presente in due posti contemporaneamente. E quello dell'osmogenesi. Faceva percepire un profumo caratteristico (che i fedeli definivano “di gelsomino”) alle persone che gli stavano vicino o nei luoghi in cui passava o attarverso gli oggetti che toccava.

Le stimmate di Padre Pio
Sono i segni delle ferite di Cristo Crocifisso alle mani, ai piedi e al costato. Padre Pio le riceve in più occasioni e poi resteranno per sempre dal settembre 1918. Gli procureranno dolori lancinanti e sanguinamenti continui. Sono scomparse con la morte.

La guerra con la Chiesa
Quando la Chiesa si accorse della sua enorme popolarità, il Vaticano inviò Padre Agostino Gemelli, medico, per accertare la veridicità delle stimmate. Il Santo da Pietrelcina rifiutò di farsi visitare perché non c'erano richieste ufficiali del Sant'Uffizio (la struttura della Santa Sede che vigila su dottrine e miracoli). Padre Gemelli scrisse nel referto che Padre Pio era un “malato” e che “che si procurava da sé le ferite perché erano piaghe con carattere distruttivo dei tessuti”. Il papa interdisse Padre Pio dal celebrare messe e impartire sacramenti dal 1922 al 1933. Le stimmate sono un vero “giallo” di questa storia. Nel 2007, lo storico Sergio Luzzato pubblicò un libro dove sosteneva la tesi che fossero false. A sostegno, testimonianze e documenti che il frate di Pietrelcina usasse in gran segreto acido fenico, sostanza compatibile per procurarsi piaghe alle mani.

La morte di Padre Pio
Muore il 23 settembre 1968. Il 2 maggio 1999, Giovanni Paolo II lo beatifica. La cerimonia di Santificazione avviene il 16 giugno 2002, sempre con papa Woytila. La vita di Padre Pio è cosparsa anche di molti miracoli. Due sono stati fondamentali per salire agli onori della Santità: una donna di Salerno guarita dalla rottura traumatica del dotto toracico e un ragazzo di San Giovanni Rotondo affetto da una sindrome multiorgano scatenata da una meningite, la cui guarigione è stata dichiarata “miracolosa”.

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