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Il Messico aspetta il Papa: 5 cose da sapere

di Monica Triglia
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È uno Stato dove i diritti umani vengono quotidianamente calpestati. Dove la gente sparisce, viene torturata e ammazzata. Amnesty International si appella al Pontefice e ricorda a lui (e a tutti noi) le cinque emergenze più gravi

È uno Stato dove i diritti umani vengono quotidianamente calpestati. Dove la gente sparisce, viene torturata e ammazzata. Amnesty International si appella al Pontefice e ricorda a lui (e a tutti noi) le cinque emergenze più gravi

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Papa Francesco inizia oggi un viaggio che ha un significato straordinario.
Per il suo incontro previsto stasera con il Patriarca ortodosso russo Kirill, il primo della storia dopo il Grande Scisma del 1054 che vide la divisione tra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa.
E per i giorni che lo aspettano in Messico, un Paese travolto dalla violenza.

«Papa Francesco si troverà faccia a faccia con una delle più preoccupanti crisi dei diritti umani dell'intero continente americano» denuncia Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. «Una terra dove sono scomparse nel nulla decine di migliaia di persone, dove c’è un massiccio uso della tortura, dove si ammazzano sempre più donne, dove non si è capaci neppure di indagare».

Come sempre, Papa Francesco non si tirerà indietro. Incontrerà le vittime del narcotraffico, le comunità indigene del Chiapas. E anche i carcerati che vivono in condizioni drammatiche: solo ieri la rivolta nelle prigioni di Monterrey ha fatto più di 50 morti.

«In occasione del viaggio del Papa» aggiunge Riccardo Noury, «Amnesty International ha messo a punto un documento che indica le cinque grandi emergenze che è importante conoscere. E chiede al Pontefice di usare la sua influenza per convincere il presidente messicano Peña Nieto a intervenire».

Ecco i cinque punti

1. In Messico migliaia di persone sono state uccise nella guerra al crimine organizzato.
Non si sa quante siano. Ma certamente è enorme il numero delle vittime degli scontri con la polizia e l’esercito nell’ambito di una (inefficace) lotta contro il crimine organizzato.

2. Oltre 27.000 persone sono scomparse negli ultimi 10 anni.
Ad accendere la luce su queste sparizioni è stato il caso dei 43 studenti di un istituto magistrale, svaniti nel nulla nel settembre 2014. Ma il fenomeno dei “desaparecidos” ha dimensioni epidemiche.

3. Il Messico è uno dei Paesi più pericolosi per i giornalisti.
Nei primi due mesi del 2016 ne sono già stati uccisi 16. Era una giornalista e lavorava per un quotidiano locale dello Stato di Veracruz Anabel Flores Salazar, 32 anni, rapita il 7 febbraio nello Stato di Puebla e ritrovata cadavere. Era giornalista Rubén Espinosa, 33 anni, finito con un colpo alla testa a Città del Messico nell’agosto scorso, ammazzato per un reportage che stava per pubblicare.

4. La tortura è sempre più diffusa.
Ed è fuori controllo. A fronte di migliaia di denunce, i casi indagati sono pochissimi.

5. La giustizia è talmente rara da risultare un concetto sconosciuto.
Delle migliaia di denunce di tortura registrate tra il 2005 e il 2013, i tribunali federali si sono occupati solo di 123 casi e appena in 7 di questi hanno pronunciato condanne.

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