Servono 2 giorni di paternità obbligatoria?

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Natascia Gargano

La legge di Stabilità ha prolungato a tutto il 2016 e raddoppiato da 24 a 48 ore il congedo per i neo papà. Eppure il provvedimento fa discutere. Perché molti si chiedono se sia un tempo sufficiente da dedicare alla famiglia e al bambino

LA PAROLA AI LETTORI

20% SÌ PERCHÉ... @teresa «Anche se è un congedo di poche ore, è un segnale che qualcosa in Italia sta cambiando. Speriamo che il periodo di “paternità” venga esteso a più giorni». @donatella «Se all’estero tanti papà stanno a casa è perché ci sono politiche che sostengono la famiglia. L’Italia deve prendere esempio, e questo può essere un piccolo inizio».

80% NO PERCHÉ... @emanuela «Per me un congedo obbligatorio così breve non serve a diventare e a sentirsi genitore. Il padre di mia figlia, infatti, lo ha usato per fare i suoi comodi». @alida «Sono più che favorevole, ma dare solo 2 giorni che senso ha?». @francesca «Ben 48 ore giorni? Addirittura? Non saranno troppi per svolgere il proprio ruolo di padre?».

«Il nuovo congedo obbligatorio punta a proporre un modello condiviso di gestione familiare. Due giorni sono pochi? È vero. Ma va considerata la fattibilità economica: gli stipendi degli uomini sono in media più alti di quelli delle donne e l’Inps non potrebbe sostenere il costo della loro assenza dal lavoro per un periodo più lungo».

Bisogna sfruttare l’aspettativa facoltativa  «La misura è anche un invito alle aziende private a mettere in pratica politiche generose verso i dipendenti. Un esempio virtuoso è la Nestlè, che offre ai papà un periodo retribuito di 15 giorni. Ma sarebbe auspicabile sfruttare di più il congedo facoltativo, che per i due sessi è ugualmente retribuito: da un nostro questionario è emerso che nel 90% dei casi viene usato quello di maternità, contro il 70% di paternità. Il futuro, forse, sarà diverso: i giovani di oggi vogliono stare maggiormente vicino ai figli».

ANNA ZATTONI, direttore generale dell’associazione Valore D, che sostiene la leadership femminile in azienda

«Passare da 1 a 2 giorni incide poco: siamo l’unico Paese europeo dove il congedo per un figlio è di 48 ore, quando il permesso per il funerale di un congiunto è di 3 giornate».

Un uomo diventa padre a contatto col bebè «Il periodo minimo per permettere ai genitori di scoprirsi tali è di 2-3 settimane. E bisogna affrontarlo insieme, senza lasciare alla madre tutto il carico fisico e psicologico dell’arrivo di un bambino. Anche perché, non avendo vissuto la gravidanza e il parto, il padre ha più bisogno di stare con il neonato per adattarsi al suo ruolo. Recenti studi di neuroscienze hanno dimostrato che il papà a contatto con il bebè ha una modificazione neuronale che attiva ormoni come la prolattina e l’ossitocina, sostanze che nelle madri si producono naturalmente. Ne derivano uomini più accudenti, con effetti duraturi sulla relazione con i figli».

ALESSANDRO VOLTA neonatologo presso l’Ausl di Reggio Emilia e autore di Crescere un figlio (Mondadori)

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