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Perché la povertà diminuisce nel mondo e in Italia aumenta

di Simone Spetia
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In questi anni di crisi è una frase che abbiamo sentito fino alla noia: i ricchi diventano più ricchi, i poveri più poveri. E ora è arrivato il premio Nobel per l’Economia ad Angus Deaton, che si occupa proprio di disuguaglianze e povertà

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In questi anni di crisi è una frase che abbiamo sentito fino alla noia: i ricchi diventano più ricchi, i poveri più poveri. E ora è arrivato il premio Nobel per l’Economia ad Angus Deaton, che si occupa proprio di disuguaglianze e povertà

Per affrontare la questione conviene partire dai numeri.

COSA ACCADE NEI PAESI EMERGENTI  A differenza di quello che spesso si crede, negli ultimi anni la povertà è scesa molto. Un fenomeno a cui ha contribuito la crescita esplosiva di Cina e India. Le persone con reddito inferiore a 1,90 dollari al giorno (soglia indicata dalla Banca Mondiale) erano il 37% della popolazione mondiale nel 1990 e si prevede che scendano sotto il 10% quest’anno. Però una misurazione solo economica forse non basta. Per dirla con Angus Deaton, «è come inseguire un unicorno nel bosco», perché la povertà è anche assenza di acqua potabile, di cure mediche, di cibo adeguato.

COSA SUCCEDE DA NOI  Mentre nei Paesi emergenti la povertà diminuiva, aumentava nelle economie avanzate, come l’Italia. Le persone in povertà assoluta (dati Istat, 2014) sono il 6,8% della popolazione, circa 4 milioni. Ma il calcolo è diverso: si prende un insieme di beni che consenta una vita accettabile e, se una famiglia non ha abbastanza soldi per comprarli, è considerata povera. Sono 7.800.000, invece, le persone in povertà relativa, ossia in relazione alla spesa media degli altri italiani.

COSA SI È FATTO FINORA  Per il momento, gli interventi sono stati pochi. Secondo un rapporto della Caritas, solo il 5,5% delle famiglie in povertà assoluta ne è uscito grazie alle misure introdotte l’anno scorso, come il bonus bebè o l’assegno di disoccupazione. Esiste un fondo per il contrasto alla povertà che il governo ha deciso di incrementare: nella legge di Stabilità varata il 15 ottobre sono stati stanziati 600 milioni, con i quali questo fondo arriva a 1,5 miliardi circa. Ne beneficeranno 250.000 famiglie, per un totale di 1 milione di persone. È positivo, ma è presumibile che non basti: il denaro è necessario, però rischia di essere ininfluente senza un piano organico per contrastare il fenomeno.

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