Prove invalsi, tra proteste e boicottaggio

Credits: Ansa
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Oscar Puntel

I test invalsi sono stati un fallimento o no? Di sicuro le proteste non sono mancate. E la polemica sembra destinata a durare a lungo

L'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo ha diffuso i dati sulle partecipazioni degli studenti ai test invalsi, per la secondaria di secondo grado, che si sono svolti il 12 maggio. Una partecipazione massiccia: circa 550mila studenti, quasi il 91% di quelli che dovevano affrontare la prova.

Proteste e boicottaggi contro gli invalsi
Eppure da più parti si era gridato al 'fallimento' delle somministrazioni dei test. Insegnanti che avrebbero scioperato, studenti che si sarebbero rifiutati di svolgere le prove, con assenze strategiche o 'buttando' le crocette a caso. Secondo i dati diffusi dai Cobas che avevano organizzato cortei in tutta Italia, il boicottaggio delle prove avrebbe avuto punte dell'80%. Ma con un comunicato, l'Istituto che organizza la prove ha riferito che "il grado di partecipazione delle classi a Italiano e Matematica è tale da garantire la significatività della rilevazione".

Come si è protestato?
Sicuramente le dimostrazioni anti-invalsi più colorate le hanno offerte gli studenti. Sui social sono diventati dei 'meme', cioè tormentoni, che sono stati rilanciati e diffusi in modo virale con #STOPinvalsi. Disegni di casette, nuvolette, alberelli, animali, fumetti. Faccine con Lol e "forever alone". Commenti ironici ai quesiti, aggiunta alle caselline di scelta multipla con risposte alternative improbabili. Alla faccia del divieto dell'uso degli smartphone durante le prove, gli scatti sono circolati quasi subito. Alcuni studenti, inoltre, si sono dati malati, per non affrontare la prova. Altri, in classe, hanno messo da parte i questionari e si sono dedicati alla lettura. Va ricordato che stando alle istruzioni delle prove invalsi, gli spazi bianchi nei fascicoli possono essere utilizzati liberamente dagli studenti. È ragionevole pensare, quindi, che questi slanci di creatività abbiano divertito i commissari che dovevano correggere le prove, ma non abbiano costituto un motivo per invalidare il test.

Gli insegnanti hanno protestato
Nel giorno in cui gli studenti del secondo anno delle superiori affrontavano i test, è stato indetto anche uno sciopero da alcune sigle sindacali: Cub, Cobas e Gilda. Non dalle principali Cgil, Cisl e Uil. Una protesta contro la legge sulla "Buona scuola", per il rinnovo del contratto della scuola e contro le prove Invalsi. Lo stesso era accaduto il 4 e 5 maggio, quando le prove Invalsi si erano svolte alle Primarie. Nelle intenzioni dei sindacati un'adesione massiccia, avrebbe potuto mandare in tilt la somministrazione delle prove: con le scuole chiuse o mancando i docenti (che comunque non devono essere della stessa classe né della stessa materia) non si sarebbero potuti svolgere i test.

Studenti incatenati
Anche molti ragazzi hanno scioperato in tutta Italia, con cortei e manifestazioni. In Emilia Romagna, l'ingresso dell'Ufficio scolastico regionale è stato incatenato da alcuni studenti, al grido di "'Blocchiamo le invalsi"; mentre nella notte fra l'11 e il 12 maggio, davanti al ministero dell'Istruzione, quelli di Unione degli studenti si sono presentati coi volti coperti da codici a barre. Gli stessi presenti sulle copertine dei fascicoli Invalsi, per identificare ogni studente che partecipa alla somministrazione.

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