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Chi è sieropositivo deve dichiararlo?

di Tiziana Pasetti
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Dopo il caso della bambina rifiutata a scuola perché ammalata di Aids, abbiamo cercato di capire se sia legale allontanare una persona sieropositiva. Ecco cos'abbiamo scoperto

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Dopo il caso della bambina rifiutata a scuola perché ammalata di Aids, abbiamo cercato di capire se sia legale allontanare una persona sieropositiva. Ecco cos'abbiamo scoperto

Cosa prevede la legge in Italia?  «La legge 135 del 1990 tutela tutti i sieropositivi: hanno diritto alla privacy e alla cura, a frequentare la scuola e a lavorare» spiega la dottoressa Stefania Bernardi, responsabile del reparto di Immunologia dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. «Nessuno può obbligare un sieropositivo a rendere nota la sua condizione, in nessuna circostanza, se non è lui a volerlo. Episodi come quello della piccola della provincia di Caserta rifiutata da una scuola perché malata non devono ripetersi: ogni bambino ha il diritto di essere incluso al pari di tutti gli altri».

Come si concilia il diritto alla privacy dei sieropositivi con quello alla salute delle persone accanto a loro? «Un sieropositivo non è un pericolo per la società, ma un cittadino più fragile che va tutelato e aiutato. Chi ha contratto l’Hiv ed è sottoposto ad una terapia farmacologica tiene il virus sotto controllo. È fondamentale ricordare che l’Hiv non si trasmette per via aerea o con un abbraccio, ma attraverso il contatto diretto con sangue infetto o per via sessuale».

In che modo si possono evitare discriminazioni? «Essere ben informati è il metodo più veloce per fermare il diffondersi dell’infezione, ed è anche la prima risposta a ogni forma di discriminazione. Invito chiunque abbia dei dubbi a rivolgersi subito al proprio medico oppure al reparto di Immunologia dell’ospedale Bambino Gesù di Roma (tel. 0668592190 dal lunedì al venerdì, ndr)».

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